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Giovedì 17 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 23:10
RAGUSA - 12/01/2019
Cronache - Almeno 4 le truffe riuscite e 2 quelle tentate

Si spacciava per avvocato o maresciallo e truffava le donne

Ora l’uomo è ai domiciliari Foto Corrierediragusa.it

Prendeva di mira le anziane signore, fingendosi un avvocato o un maresciallo dei carabinieri, il truffatore seriale napoletano arrestato dalla polizia, che gli contesta almeno 4 truffe per complessivi 25.000 euro, invitando le altre eventuali vittime a presentare le denunce. Le manette sono scattate per Pasquale Gente, 59 anni, come accennato originario di Napoli, in passato più volte denunciato per gli stessi reati. Secondo l´accusa, l´uomo agiva telefonicamente e, sotto mentite spoglie, chiedeva 5.000 euro per risarcire una persona coinvolta in un fantomatico incidente stradale causato da un parente della vittima di turno, che sarebbe stato privo di copertura assicurativa e che per questo motivo sarebbe stato trattenuto in una caserma, non potendo quindi avere contatti telefonici. Facendo leva sull´apprensione creata nelle anziane vittime che si recavano precipitosamente in banca per assecondare la richiesta, il truffatore si faceva consegnare quindi il contante brevi manu, dopo aver dato loro appuntamento sotto casa.

Il bottino di ogni truffa superava i 5.000 euro, ma il truffatore seriale avanzava talvolta anche richieste fino a 30.000 euro. E quando le vittime non avevano tutto il denaro, l´uomo si faceva consegnare oggetti in oro. Al 59enne napoletano sono contestate almeno 4 truffe riuscite e altre 2 tentate. Ora è agli arresti domiciliari. L´uomo agiva assieme ad almeno altri 2 complici, rimasti per il momento ignoti e comunque operanti dal territorio di Napoli, in prevalenza tramite telefono, colpendo in molte regioni italiane.

"Sono stata contattata sull´utenza telefonica di casa da un uomo che mi ha detto di essere un avvocato - ricostruisce un´anziana in una denuncia - e mi spiegava che mio figlio aveva avuto un incidente stradale e che aveva causato delle lesioni ad un ragazzo che viaggiava con un motorino. Poi mi passava al telefono un´altra persona che si qualificava come il maresciallo che mi confermava che mio figlio era in caserma in stato di fermo. Il danno provocato da mio figlio era di 25.000 euro, ma - aggiunge la donna - essendo la nostra una famiglia per bene, il risarcimento sarebbe stato di 7.500 euro.

L´interlocutore mi riferiva che era stato mio figlio a chiedere di contattarmi per procurare il denaro. Mi sono quindi subito recata in banca, dove ho preso 5.000 euro - continua la vittima nella denuncia - e pressata al telefono l´interlocutore mi esortava a sbrigarmi, perché l´avvocato mi aspettava sotto casa. Ho aperto il portone e ho trovato un giovane al quale ho consegnato i soldi. Dopo l´accaduto chiamavo mia nuora alla quale raccontavo i fatti e - conclude la donna - insieme a lei capivo di essere stata vittima di una truffa".