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Lunedì 19 Novembre 2018 - Aggiornato alle 11:38
RAGUSA - 08/11/2018
Cronache - Operazione della guardia di finanza

Truffa da 4 milioni di euro ai risparmiatori: 3 arresti

Un quarto soggetto è ricercato Foto Corrierediragusa.it

In quattro avevano organizzato una truffa da 4 milioni di euro, approfittando della fiducia di ignari investitori delle province di Ragusa, Siracusa e Catania che continuavano ad affidare ai truffatori i loro risparmi. Alcune delle vittime hanno perso fino a mezzo milione di euro. Gli organizzatori della truffa sono ora stati arrestati dai militari del comando provinciale della guardia di finanza di Ragusa. In manette sono finite 3 persone: un imprenditore e 2 promotori finanziari. Un quarto soggetto, pure lui imprenditore, è ricercato, in quanto da mesi trasferitosi all’estero. In provincia di Ragusa sono finiti nella rete dei truffatori i residenti di diverse città, in particolare Pozzallo. Gli indagati devono rispondere di associazione a delinquere dedita all’esercizio abusivo della raccolta del risparmio, fatture false, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni di circa 70 famiglie. I promotori finanziari avevano il preciso compito di raccogliere il denaro da girare poi ai 2 imprenditori, che avrebbero dovuto gestire ed investire le somme nell´interesse dei risparmiatori e degli investitori.

L´indagine è partita nel 2017, dopo le denunce di alcuni risparmiatori che, dietro la promessa di rendimenti altissimi, avevano deciso di investire i risparmi di una vita. Il sistema era ingegnoso, ma allo stesso tempo molto semplice: i promotori finanziari, forti del rapporto di fiducia che potevano vantare con molti investitori e, soprattutto, consapevoli della consistenza dei risparmi di molti loro clienti, sceglievano con cura le proprie vittime, in alcuni casi anche ultra 70enni, selezionandole tra quelle che non avrebbero fatto troppe domande sugli investimenti proposti. D’altro canto i guadagni e le condizioni promesse erano ottime: basso rischio, tassi di rendimento fissi, investimenti garantiti e possibilità di smobilizzare in qualsiasi momento. Peccato che nulla di tutto questo era vero. Infatti, le vittime, pensando di investire in strumenti finanziari o addirittura in titoli azionari di grosse società, in realtà sottoscrivevano contratti di associazione in partecipazione riconducibili ad una società a ristretta base azionaria. Questo particolare istituto giuridico consente alle società di ottenere finanziamenti in partecipazione da parte di soggetti associati senza che questi acquisiscano la veste di soci.

Gli associati, a ragion di legge, investono capitale di rischio in un particolare progetto, nel caso di specie in una costruzione residenziale, in merito al quale devono però essere costantemente informati e liquidati nel caso in cui il progetto porti degli utili. Gli ignari investitori, invece, ricevevano periodicamente delle cedole, contabilmente giustificate come anticipi sugli utili, che non servivano ad altro se non a far credere che tutto procedesse secondo quanto promesso e l’investimento fosse fruttuoso. Nel frattempo gli amministratori della società, come accertato dagli inquirenti, potevano appropriarsi indisturbati del capitale investito, spostando periodicamente somme sui propri conti correnti. In alcuni casi, addirittura, è stato provato come alcune movimentazioni finanziarie dai conti della società siano state fatte grazie all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse per lavori di edilizia da un imprenditore compiacente, che poi provvedeva a girare il denaro sui conti correnti degli amministratori della società che avrebbe dovuto procedere ad eseguire la costruzione residenziale. Complessivamente, dunque, l´ammontare della truffa arriva ad oltre 4 milioni di euro.

La società verrà ora affidata alla gestione di un amministratore giudiziario, il quale tenterà, per quanto possibile, di risarcire i malcapitati investitori. L’immobile di proprietà della società, del valore di circa 2,5 milioni euro, ad oggi in costruzione, servirà per risarcire tutti gli associati, alcuni dei quali sono arrivati a perdere anche più di mezzo milione di euro, con gravi ripercussioni anche sulla vita dei nuclei familiari delle persone coinvolte. I dettagli dell´operazione sono stati resi noti nella sede del Comando Provinciale di Ragusa, in piazza Libertà (foto).