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Mercoledì 20 Giugno 2018 - Aggiornato alle 23:31
RAGUSA - 01/03/2018
Cronache - Le indagini della guardia di finanza sull’ammanco di un milione 600 mila euro

Onlus: denaro pubblico usato per fini personali. Parti lese ministero, prefettura iblea, provincia e comuni

Le 10 persone denunciate saranno rinviate a giudizio Foto Corrierediragusa.it

Ecco come funzionava il sistema messo in atto dalle 10 persone denunciate per riciclaggio e peculato ai danni della onlus "Il dono", poi dichiarata fallita anche per un ammanco di oltre un milione 600.000 euro. La distrazione dei fondi pubblici veniva posta in essere con una certa fantasia, come specificato dalla guardia di finanza, che ha fatto emergere la vicenda con l´operazione "The gift", ovvero "Il dono". Tra le condotte più significative sono emerse quelle relative all’utilizzo di carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa, al pagamento di diverse polizze vita a favore degli indagati, alla falsa rendicontazione di spese carburante, agli omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo, all’indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti.

È stato inoltre accertato che gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250.000 euro tratti dal conto corrente della onlus, a favore di due commercialisti (pure loro indagati), a fronte non di prestazioni di consulenza fiscale, quanto piuttosto per il concorso e la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato. L’acquisizione e l’analisi di tutti gli estratti di conto corrente, anche personali, degli indagati, ha permesso di rilevare che in diverse occasioni sono state registrate operazioni di versamento di denaro contante sugli stessi, per decine di migliaia di euro, in qualche caso a fronte di redditi lordi annui dichiarati per poco più di 3.000 euro.

Si ritiene che le provviste utilizzate per i versamenti di contante, siano riconducibili agli ammanchi di denaro rilevati nei conti della onlus e che siano stati utilizzati, in parte, nell’acquisizione di un immobile all’asta del valore di circa 260 mila euro, di proprietà dei genitori degli amministratori della cooperativa, oggi destinato ad agriturismo. Infatti, nella ricostruzione nelle modalità di acquisto dell’immobile, è stato accertato che una parte della provvista necessaria per coprire l’assegno emesso dall’acquirente, moglie di uno degli amministratori della cooperativa, deriva dal versamento di denaro contante.

I responsabili delle condotte fraudolente sono stati, come accennato, denunciati alla procura iblea, che ha favorevolmente accolto gli elementi indiziari raccolti nel corso dell’indagine, emettendo nei confronti di 10 soggetti, tra i quali gli ex amministratori ed i consulenti fiscali, la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di riciclaggio e peculato continuato in concorso. Nel provvedimento del pubblico ministero sono state dunque individuate, quali parti lese, il ministero dell’interno, la prefettura di Ragusa, la provincia regionale di Ragusa ed i comuni di Ragusa e Modica.