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Martedì 18 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 11:48
RAGUSA - 28/02/2018
Cronache - In 12 sono finiti in manette, tra cui 2 minorenni

Le ragazzine facevano sesso con gli spacciatori per ottenere la droga

Tra gli arrestati anche stranieri richiedenti asilo politico Foto Corrierediragusa.it

Spacciatori giovanissimi, alcuni dei quali all’epoca dei fatti minorenni, tra cui un ragusano di 17 anni, spacciavano cocaina, hashish e marijuana, ciascuno per conto proprio, ricevendo in alcuni casi dai clienti, il larghissima parte loro coetanei e qualcuno pure minorenne a corto di contante, delle prestazioni sessuali per la cessione della droga, come nel caso di alcune ragazzine. E’ quanto accertato dagli inquirenti a Ragusa, dopo mesi di indagini ora sfociate in 12 misure cautelari (10 a carico di maggiorenni e 2 a minorenni) disposte dalla procura iblea, nell´ambito dell´operazione antidroga "San Giovanni". Tra gli spacciatori sono stati identificati anche diversi stranieri richiedenti asilo politico. Alcuni di loro sono stati arrestati durante le indagini ed espulsi dopo il processo direttissimo, altri invece fanno parte dei destinatari delle misure cautelari odierne. Tra gli arrestati il ragusano 24enne Salvatore Scatà, i fratelli catanesi Giuseppe Sergio Aiello e Marco Aiello, di 27 e 21 anni, un minorenne ragusano di 17 anni (collocato in comunità), giovanissimi soggetti albanesi e gambiani, e infine un tunisino.

Gli indagati offrivano diversi «servizi» ai clienti: dalle consegne a domicilio delle dosi, spacciata anche in casa loro, dove venivano ricevuti gli assuntori più assidui. Il luogo di spaccio principale era piazza San Giovanni (da qui il nome dell´operazione), nei pressi della omonima cattedrale, dove più volte si sono verificati arresti, nell’ambito di pazienti appostamenti, pedinamenti e intercettazioni. Anche villa Margherita era abbastanza frequentata da pusher e assuntori. Le indagini, protrattesi per oltre un anno fino a Marina di Ragusa, dove la piazza dello spaccio si spostava nei mesi estivi, hanno consentito quindi di delineare il comportamento illecito di decine di spacciatori ed acquirenti di droga.

Situazioni evidenti più volte segnalate dai negozianti e dai residenti del centro storico e, soprattutto, dai genitori impotenti e disperati per il continuo uso di droghe da parte dei figli. Tra questi anche alcune giovanissime ragazze che proponevano rapporti sessuali agli spacciatori per ottenere in cambio la droga, oppure chi cedeva il proprio smartphone in cambio di alcune dosi di cocaina. Le indagini hanno permesso di appurare che non vi era un unico capo al vertice della rete di pusher, né un’organizzazione: difatti ciascuno agiva di sua iniziativa, senza ricevere ordini da nessuno.

Agguerrita la concorrenza tra i vari gruppi: durante le intercettazioni saltava fuori la preoccupazione, da parte di alcuni spacciatori, di terminare anzitempo lo stupefacente, in quanto gli acquirenti si sarebbero rivolti da altri. Tra i fatti più gravi portati a galla dalle indagini, quello di un assuntore, che, tempo fa, per procurarsi i soldi per la droga scippò nei pressi di piazza San Giovanni un’anziana indifesa, che morì poco dopo per le ferite riportate. L’aggressore poi fu individuato e arrestato. I 12 giovani ora arrestati sono stati alcuni rinchiusi in carcere e altri sottoposti ai domiciliari.