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Venerdì 27 Aprile 2018 - Aggiornato alle 1:13
RAGUSA - 23/12/2017
Cronache - Tratta di esseri umani con giro di prostituzione

Donne costrette a prostituirsi sotto "riti magici"

Le manette sono scattate a Roma e a Bergamo Foto Corrierediragusa.it

La classica solidarietà tra donne era decisamente assente in questa drammatica vicenda di tratta di esseri umani con tanto di sfruttamento della prostituzione di cui gli inquirenti ritengono essere a capo due nigeriane di 37 e 29 anni, entrambe sottoposte a fermo. Le due indagate avrebbero costretto le loro vittime ad una lunga e pericolosa traversata in mare dal continente di origine sotto il controllo di criminali che le sottoponevano a privazioni di ogni genere e le facevano imbarcare su natanti occupati da numerosi migranti, privi di ogni necessaria dotazione di sicurezza e ad alto rischio di naufragio. Queste vicende sono avvalorate dai numerosi sbarchi registratisi al porto di Pozzallo tra il 2015 e il 2016, quando furono avviate le indagini, con le testimonianze agghiaccianti di numerose ragazze nigeriane, molte delle quali minorenni. Le vittime, in condizione di estrema povertà, sarebbero state avvicinate da connazionali in Nigeria e convinte a raggiungere l’Italia con la prospettiva di trovare un lavoro.

Invece le ragazze venivano sottoposte a fantomatici riti di magia, con minacce gravi di pesanti ritorsioni anche ai loro cari se non avessero onorato l’impegno di sdebitarsi, pagando dai 25 ai 35.000 euro ai soggetti che le avrebbero attese in Italia e per i quali si sarebbero dovute prostituire, una volta raggiunto il territorio italiano tramite i viaggi della speranza organizzati dai trafficanti libici. Tutte queste fasi della tratta di esseri umani sarebbero state curate proprio dalle due nigeriane, prostituzione compresa. Entrambe sono state dunque arrestate, una a Roma e l’altra a Bergamo, città dalle quali operavano.