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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:38 - Lettori online 1134
RAGUSA - 24/10/2017
Cronache - Sono intervenuti gli agenti della sezione volanti

Minaccia di morte con il coltello un barista

L’uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata dall’uso dell’arma, violenza e minaccia per costringere a commettere un reato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere Foto Corrierediragusa.it

Minaccia con un coltello il barista per costringerlo a servigli altri alcolici: per questo motivo un rumeno è stato arrestato dalla sezione volanti. L´uomo, in compagnia di un suo amico, ha minacciato di morte con un coltello il titolare del bar perchè quest´ultimo si era rifiutato di servigli da bere in quanto già piuttosto ubriaco. All’arrivo dei poliziotti il rumeno si è scagliato verso di loro fin quando è stato bloccato ammanettato. Il fatto è accaduto la notte scorsa, quando i poliziotti diretti dal commissario capo Filiberto Fracchiolla in pochi istanti hanno raggiunto il bar indicato da una telefonata in questura, dove hanno subito individuato i due giovani che, in evidente stato di ubriachezza, erano al bancone mentre consumavano altri alcolici. Alla richiesta delle loro generalità immediatamente uno di loro ha iniziato a porre in essere un atteggiamento violento, spintonando gli agenti e rifiutandosi di declinare le proprie generalità.

All’invito di seguirli in questura uno dei due ha iniziato a colpire gli agenti che, visto il suo stato e la violenza messa in atto, lo hanno bloccato e fatto sedere nell’auto di servizio. L’immediata perquisizione ha portato al rinvenimento del coltello, che è stato sequestrato (foto). Era stato uno dei clienti a chiamare il 113, permettendo l’immediato arrivo degli agenti.

Anche negli uffici della questura l’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, ha continuato a tenere un atteggiamento violento, sbattendo la testa contro il muro, tanto da richiedere l’intervento sul posto dei sanitari. Per Kreshan Abdallah, 22 anni, è dunque scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata dall’uso dell’arma, violenza e minaccia per costringere a commettere un reato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Per l’altro soggetto, che, smaltita la sbornia, ha cercato di calmare l’amico, è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.