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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 598
RAGUSA - 12/10/2017
Cronache - Scoperta una banda che aveva il suo covo in una delle zone più pericolose di Catania

Ladri seriali rubano in 20 aziende

Le perquisizioni si sono protratte per tutta la notte Foto Corrierediragusa.it

Alcune aziende erano persino finite in bancarotta, chiudendo i battenti a causa dei furti subiti da una banda di ladri seriali di Catania che avrebbe colpito in mezza Sicilia. I componenti del gruppo criminale avrebbero rubato attrezzature e materiale, per un valore complessivo superiore al milione di euro, a numerose aziende siciliane, riducendone alcune sul lastrico per l´impossibilità, da parte dei titolari, di potere continuare ad eseguire gli interventi richiesti da società appaltanti e clienti. Le indagini degli investigatori, condotte nell´ambito dell´operazione "Strascico", hanno consentito di sgominare una banda di ladri seriali catanesi specializzati nel furto di macchine per il movimento terra e di materiale vario. 13 degli indagati sono stati arrestati mentre altre quattro persone sono attualmente irreperibili. Le perquisizioni domiciliari e non solo si sono protratte per tutta la notte tra mercoledì e giovedì.

LE PERSONE FINITE IN MANETTE
Nell´ambito della operazione "Strascico" le manette sono scattate per Daniele Aulino, 28 anni; Francesco Belpanno, 23 anni; Ciprian Binghiac, 33 anni, rumeno; Gaetano Fisichella, 62 anni; Giovanni Fisichella, 67 anni; Pietro Fisichella, 58 anni; Gianluca Gobbi, 45 anni; Giuseppa Indelicato, 45 anni, di Catania, l´unica donna del gruppo e l´unica ad essere finita ai domiciliari per la ricettazione della merce rubata; Salvatore Litrico, 53 anni; Vincenzo Saia; Agatino Strano, 32 anni; Stefano Vitale, 43 anni, e infine Rosario Torrisi, 42 anni.

20 FURTI IN MEZZA SICILIA: MEZZI DA LAVORO, VESTITI, VINO E CIBO
I furti, circa una ventina, sono stati commessi a Ragusa, Messina, Enna, Siracusa, Caltanissetta e Catania. Obiettivi della banda erano mezzi da lavoro piuttosto costosi e indispensabili alle aziende per il loro lavoro: camion, escavatori, gru, bobcat, ruspe, attrezzature di varia tipologia per lavori edili e pezzi di ricambio. Ma i ladri non disdegnavano di portarsi via anche vino, prodotti caseari, salumi e indumenti. Tutta la merce rubata veniva poi venduta ai ricettatori. La banda era strutturata in 3 sottogruppi: quello che si occupava dei sopralluoghi, quello che compiva materialmente i furti, e infine quello che si occupava di contattare i ricettatori per vendere la merce rubata. La banda operava a tempo pieno tutti i giorni, come si trattasse di una occupazione fissa, a parte il sabato e la domenica, giornate che i componenti dell´organizzazione dedicavano al riposo e alle rispettive famiglie.

UNA DITTA DI COMISO COSTRETTA A CHIUDERE DOPO IL FURTO DI 500 MILA EURO
Il furto più ingente, 500 mila euro di bottino, commesso nel 2016, aveva costretto un´impresa edile di Comiso a chiudere. Da qui le indagini che hanno consentito di sgominare la banda, i cui componenti erano particolarmente attenti per non farsi scoprire: usavano difatti telefonini comprati esclusivamente per comunicare tra loro sui colpi programmati, utilizzando un linguaggio in codice, e poi li gettavano via. Nelle telefonate si parlava di "pesce", "pescatori" e così via (per celare la tipologia di merce da rubare e le aziende da colpire di volta in volta), e da questa circostanza è nato il nome di "Strascico" (come la tipologia di pesca vietata per legge) che gli inquirenti hanno dato all´operazione.

IL COVO DELLA BANDA IN UNA DELLE ZONE PIU´ PERICOLOSE DI CATANIA
Il covo della banda era in una zona ad alta densità criminale di Catania, piazza Caduti del mare. Da lì si muovevano per effettuare i sopralluoghi propedeutici ai colpi, di cui uno compiuto ai danni di una ditta all’ingrosso di abbigliamento nel Catanese, dove il gruppo aveva trovato 100 mila euro in contanti. Parte della refurtiva è stata nel frattempo recuperata.