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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 678
RAGUSA - 01/10/2017
Cronache - Il legale ibleo assiste l’uomo fermato perchè sospettato di omicidio

Avvocato ibleo si occupa di un caso di scomparsa

Si attendono gli esiti degli esami effettuati dai Ris di Parma all’interno della villa dell’accusato Foto Corrierediragusa.it

Anche l’avvocato del foro di Ragusa Franco Rovetto (foto), originario di Ispica e da tempo professionalmente attivo anche al di fuori dei confini iblei e della Sicilia, in primis in provincia di Milano, si occupa del caso di Marilena Rosa Re, la donna di cui si erano perse le tracce 42 giorni fa. Era il 30 luglio quando la 58enne di Castellanza, provincia di Varese, era scomparsa dalla sua abitazione. Ora la vicenda sembra arrivata a un punto di svolta: i carabinieri del nucleo investigativo di Varese e della compagnia di Busto Arsizio hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di un 64enne di Garbagnate Milanese, Vito Clericò. L’uomo è sospettato di essere l’autore dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della donna. E l’avvocato Rovetto, insieme alla collega Daniela D´Emilio, assiste proprio Vito Clericó, attualmente detenuto nel carcere di Busto Arsizio. Rovetto ha già incontrato il suo assistito nel corso di un colloquio.

"Stiamo attendendo gli esiti degli esami effettuati dai Ris di Parma all´interno della villa dell´accusato da ultimo il 20 settembre scorso – dichiara Rovetto – nonchè gli esiti di altri accertamenti tecnici non ripetibili su diversi oggetti sequestrati, ed infine gli esiti sulla compatibilità del dna con la persona scomparsa il 30 luglio scorso dei resti umani trovati sia nell´orto poco distante dall´abitazione del Clericó – conclude l’avvocato ibleo – che in un altro campo limitrofo"

Clericò è l’ultima persona ad aver visto Marilena Rosa Re. Lei lavorava come promoter in diversi supermercati e centri commerciali della zona. Lui, ora in pensione, è un ex dipendente Esselunga ed ex vicino di casa della donna, che ha abitato per trent’anni a Garbagnate. In casa del 64enne, sposato, i carabinieri hanno trovato un paio di jeans macchiati di sangue: l’uomo, che alleva conigli, aveva inizialmente detto che quel sangue apparteneva ai suoi animali, ma gli inquirenti hanno riscontrato «un altissimo livello di compatibilità tra le tracce di schizzi di sangue sui pantaloni di Clericò e il dna di Marilena trovato su uno spazzolino da denti usato dalla donna e sequestrato nella sua abitazione a Castellanza».

Dalle indagini era emerso che la 58enne era preoccupata per un debito. Le difficoltà economiche sono state confermate anche da alcune colleghe, che hanno spiegato che la donna stava attraversando un periodo complicato, ma che non si sarebbe mai allontanata da casa senza dire niente a nessuno. Ora si è scoperto che nel 2014 Marilena aveva consegnato all’attuale indagato oltre 90mila euro perché li custodisse insieme alla moglie. La promoter, spiegano i magistrati, doveva versare circa 80mila euro al fisco per saldare un debito pregresso.

La somma sarebbe dovuta essere corrisposta entro il 31 luglio 2017, il giorno successivo alla sua scomparsa. Nell’ultimo periodo, però, Marilena aveva appreso che Clericò non era più in possesso del denaro prestato, e che sarebbe stato utilizzato per fronteggiare delle spese.
Le tracce di Marilena si erano perse proprio nella zona di Garbagnate, comune di 27 mila abitanti nel Nord-ovest milanese. Il 30 luglio la 58enne era uscita a piedi di mattina, per non rientrare più. A denunciare la scomparsa era stato il marito.