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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 663
RAGUSA - 30/09/2017
Cronache - Un arresto per induzione e sfruttamento della prostituzione

Costretta ad abortire per prostituirsi

Ora è rinchiuso nel carcere di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Induzione e sfruttamento della prostituzione, violenza e minacce: con queste accuse i carabinieri di Ragusa Ibla, al termine di una breve ma intensa attività d’indagine, hanno arrestato il nigeriano Thomas Erhunmwonsere, 19 anni. I militari dell´arma hanno difatti accertato che l´uomo, nonostante la giovane età, era stato in grado di assoggettare alla sua volontà alcune sue giovani ragazze connazionali, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, che faceva prostituire in un piccolo appartamento di Ragusa Ibla, dove si ricevevano clienti, la maggior parte di nazionalità italiana. Tra le ragazze ve ne era anche una in stato di gravidanza fatta arrivare a Ragusa con la prospettiva di un lavoro retribuito, e poi costretta ad abortire e a prostituirsi.

La condotta del nigeriano, per come emerso dalle indagini e per come riferito da una delle vittime, che, davanti ai carabinieri, è scoppiata in lacrime, raccontando il dramma che stava vivendo, era caratterizzata da una spiccata violenza poiché, non l´uomo non avrebbe esitato a minacciare anche di morte le ragazze da lui costrette a prostituirsi, tenendole letteralmente segregate in casa e impedendogli di uscire. Infatti, quando una delle sue vittime ha provato a scappare, è stata inseguita e riportata con la forza in casa dal nigeriano (foto).

Una delle ragazze inoltre, come accennato, allettata dalla prospettiva di un lavoro regolare, era stata fatta arrivare dal Nord Italia e, quando era giunta a Ragusa, era anche in stato di gravidanza. Qui però la malcapitata, prima è stata fatta abortire all’ospedale di Ragusa, per come accertato dai carabinieri che hanno acquisito la cartella clinica relativa a tale ricovero, e poi è stata subito avviata alla prostituzione, con l’obbligo di consegnare tutti i ricavi al suo aguzzino.

Vista l’estrema gravità della situazione e la necessità di liberare le ragazze dalla quella situazione infernale i militari, coordinati dalla procura, hanno deciso d’intervenire nell’abitazione utilizzata per l’esercizio della prostituzione, e data in affitto da un ragusano ignaro di quello che avveniva nella casa di sua proprietà. Proprio al momento del loro arrivo i carabinieri hanno notato una della ragazze che tentava di scappare, trascinando con se una valigia. La ragazza era talmente impaurita, al punto da abbandonare il suo bagaglio per fuggire, riuscendo a far perdere le sue tracce per le strette vie di Ragusa Ibla.

Dopo poco però la ragazza, accompagnata dal nigeriano, che diceva di essere il suo fidanzato, si è presentata alla stazione dei carabinieri per recuperare la sua valigia che aveva abbandonato in strada e che era stata recuperata dai militari dell’arma. Proprio i carabinieri, però, che avevano ben chiaro quando avveniva nell’abitazione che stavano monitorando, ovviamente non hanno creduto alla versione dei due fidanzati nigeriani in vacanza a Ragusa fornita fantasiosamente da questi ultimi e, dopo aver separato la ragazza dal suo connazionale, alla presenza di un interprete, l´hanno interrogata, riuscendo a farsi confessare tutto il suo dramma.

Il nigeriano a questo punto è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto per il reato d’induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravato dalle violenze e minacce e, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa. La ragazza, invece, è stata affidata a una struttura protetta, mentre altre due vittime erano già riuscite a fuggire nei giorni precedenti. Adesso le indagini proseguono per trovare gli eventuali complici del nigeriano e individuare la rete criminale attraverso la quale le ragazze sono giunte in Italia.