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Martedì 24 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:25 - Lettori online 761
RAGUSA - 09/08/2017
Cronache - Dopo alcune operazioni sospette segnalate dalla Banca d’Italia

Sequestro di beni a imprenditore: parla il legale

L’avvocato precisa: "Il mio assistito è stato assolto dai precedenti reati con sentenza passata in giudicato" Foto Corrierediragusa.it

Beni per circa 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia, la direzione investigativa antimafia di Catania, su ordine del tribunale di Ragusa, a Sebastiano Distefano, 58 anni, imprenditore del settore delle onoranze funebri. All´uomo, noto anche come Roberto, è stato posto sotto sequestro un patrimonio stimato, come accennato, in circa 3 milioni di euro e composto da diversi rapporti bancari, 8 automezzi, da cinque imprese di cui quattro attive nel campo delle onoranze funebri, e una dedita alla ristorazione. Le imprese sequestrate continueranno tuttavia la loro attività, ma sotto amministrazione controllata.

Inoltre sono stati sequestrati anche 10 fabbricati e 6 appezzamenti di terreno ubicati a Ragusa, Ibla, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi e Comiso. Le indagini erano partite da alcune operazioni sospette segnalate dalla Banca d’Italia. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i conti correnti, i libri mastro e le tutte le attività collegate a Distefano.

Nel 2003 l’uomo fu coinvolto in un traffico di stupefacenti tra la Sicilia e la Germania. Nel 2009, invece, fu l’esplosione di un ordigno a Ragusa a farlo finire in manette. Anche in quel caso c’entrava il business delle onoranze funebri. Secondo il gip, l’uomo avrebbe fatto scoppiare una bombola di gas ai danni di un collega del settore. Nel 2010 l´uomo fu denunciato all’autorità giudiziaria perché responsabile a vario titolo del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di compagnie assicurative.

LE PRECISAZIONI DELL´AVVOCATO GULINO: "UDIENZA IL PRIMO DICEMBRE"
Riceviamo e pubblichiamo dall´avvocato Gianluca Gulino la seguente nota

È senza dubbio vero che Distefano Sebastiano è stato raggiunto da un provvedimento di sequestro nell’ambito di una «proposta» di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca. Trattasi, però, appunto, di «proposta» che formerà oggetto di successiva valutazione da parte del Tribunale (l’udienza è fissata per il prossimo 1° dicembre).

Distefano Sebastiano, però, non è mai stato «re» di alcun regno (il riferimento è al precedente titolo dell´articolo con il quale si intendeva solo evidenziare che trattasi di uno degli imprenditori più importanti del settore nel territorio ragusano, n.d.r.), tampoco di quello delle onoranze funebri negli iblei, ove prosperano aziende di pompe funebri ben più avviate e floride. È vero che egli è stato tratto di arresto, nel luglio del 2009, con l’accusa di danneggiamento a seguito di incendio di un bene immobile di proprietà di un altro imprenditore di pompe funebri del Ragusano, ma è altresì vero che Distefano Sebastiano è stato assolto da tale accusa con sentenza oramai passata in giudicato.

Quanto al suo coinvolgimento in un’inchiesta in materia di stupefacenti, va anzitutto precisato che tale indagine riguardava fatti relativi all’ottobre del 1999, ossia a più di diciassette anni or sono, che trattavasi di stupefacente cosiddetto «leggero» (marijuana) in quantità non ingente e che, cosa che più importa, in relazione a tali fatti non si è neppure giunti ad una sentenza di secondo grado, poiché essi sono stati dichiarati prescritti dalla Corte di appello di Palermo con sentenza del 19 gennaio 2015.

Va, inoltre, precisato che, con sentenza del Tribunale di Ragusa del 19 giungo 2015 (irrevocabile il 5 ottobre 2015), il Distefano Sebastiano è stato assolto dal reato di evasione fiscale per gli anni 2006-2009 con la formula «perché il fatto non sussiste».

Non è il tempo né la sede per procedere a stime corrette dei beni e dei redditi di cui all’odierno sequestro, ma deve evidenziarsi che, delle sei società facenti presuntivamente capo al mio cliente ed oggetto della misura cautelare, quella avente ad oggetto la ristorazione, è ferma al mero atto costitutivo: non ha mai operato e non possiede alcun bene immobile e/o strumentale; parimenti non operativa è quella avente ad oggetto la gestione di parcheggi; una terza società altro non è che una onlus; inattive, infine, sono due imprese individuali, aventi quale scopo sociale le onoranze funebri e le attività connesse.

Gianluca Gulino, avvocato del foro di Ragusa