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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 702
RAGUSA - 05/08/2017
Cronache - E’ questa la principale ipotesi investigativa tra quelle al vaglio. Ci sarebbero indagati

Sarebbero stati appiccati per truffare lo Stato gli incendi negli Iblei

Il dato concreto emerso dalle indagini è uno solo: gli incendi sono stati in larga parte dolosi Foto Corrierediragusa.it

Potrebbero essere stati appiccati con l’intento di truffare lo Stato gli incendi che hanno devastato svariate aree degli Iblei, riducendo in cenere la maggior parte dei cosiddetti «polmoni verdi» del territorio, compresa la pineta di Chiaramonte Gulfi. Danni incalcolabili ed un patrimonio boschivo, e non solo, andati perduti per sempre. I piromani avrebbero quindi agito secondo un disegno prestabilito, e in tale ottica si inquadrerebbe l’ipotesi di reato di truffa allo Stato, nel tentativo, tra le altre cose, di percepire indebitamente contributi pubblici e non solo. Sarebbe dunque questa una delle ipotesi investigative più verosimili che potrebbe ottenere riscontri concreti già dalle prossime ore, anche se al momento non vengono tralasciate altre piste.

Tuttavia il trait d’union e il dato concreto emerso dalle indagini è uno solo: gli incendi sono stati in larga parte dolosi, e dunque appiccati apposta dalla mano dell’uomo per scopi ben precisi. Ci sarebbero già degli indagati.