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Sabato 16 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 22:06 - Lettori online 688
RAGUSA - 07/06/2017
Cronache - I nomi delle persone finite in manette

VIDEO e FOTO Patto tra clan siciliani e calabresi

Le indagini, lunghe e laboriose, hanno consentito di strappare la rete Foto Corrierediragusa.it

Erano in 19, tra siciliani e calabresi affiliati a Cosa nostra, a portare avanti un lucroso traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, dedicandosi anche a svariati furti di bestiame tra la Calabria e la Sicilia (vedere video con all´interno pure le foto con i nomi dei 19 arrestati).


E’ quanto emerso dall’“Operazione "Proelio" condotta anche negli Iblei dai carabinieri all´alba di mercoledì, su delega della direzione distrettuale antimafia della procura di Catania. L’indagine ha consentito di accertare che un clan di cosa nostra operante a Vittoria e Comiso, negli ultimi anni, aveva sviluppato un ampio traffico di cocaina. La droga veniva acquistata in Calabria da soggetti legati alle cosiddette ‘ndrine operanti nella piana di Gioia Tauro, per poi essere smerciata in tutto il territorio di Ragusa e anche in quello di Agrigento. Nel corso delle indagini, come accennato, è emerso che un’altra delle attività criminali a cui si era dedicata in particolare cosa nostra di Vittoria era l’abigeato, con una serie indeterminata di furti di capi di bestiame, in molti casi intere greggi di animali, ai danni di aziende di allevamento site in diverse province siciliane. Il maggior numero di abigeati sarebbe avvenuto tra Siracusa, Catania e Caltanissetta. Tali furti venivano messi in atto da soggetti calabresi, su indicazioni ricevute da basisti locali, con successiva rivendita del bestiame proprio in Calabria.

I calabresi finiti in manette sono Saverio Napoli di 32 anni, Giuseppe Piccolo di 37 anni e Vincenzo Politanò, di 66 anni. Del territorio di Agrigento facevano parte invece Francesco Fragapane di 37 anni, Roberto Lampasona di 40 anni, Antonino Mangione di 37 anni, Girolamo Campione di 40 anni, Giuseppe Quaranta di 49 anni. Gli altri soggetti arrestati erano invece del territorio di Ragusa: si tratta di Carmelo Battaglia di 41 anni, Ambra Errigo di 23 anni, Concetto Errigo di 58 anni, Concetto Giuseppe Errigo di 55 anni, Raffaele Ignaccolo di 34 anni, Biagio Occhipinti di 41 anni, Matteo Piccione di 59 anni, Stefania Saraceno di 40 anni, Mario Benenati di 36 anni, Giuseppe Piazza di 30 anni e Salvatore Vitale di 38 anni, questi ultimi tre ai domiciliari.

L’indagine ha anche permesso di accertare come le donne rivestissero un ruolo di peso nell´organizzazione, nonchè di ricostruire i legami tra gli esponenti di cosa nostra vittoriese e i clan della medesima organizzazione criminale operanti nella provincia di Agrigento, nello specifico appartenenti al clan Fragapane, il cui capo clan Salvatore Fragapane (figlio di Francesco, finito in manette nell’operazione) di Agrigento, è attualmente detenuto in quanto condannato all’ergastolo per la scomparsa e l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del noto collaboratore di giustizia. A capo dell’organizzazione, stando a quanto accertato dai carabinieri, c’era il ragusano Concetto Giuseppe Errigo. Insomma, una sorta di “patto di ferro” tra i clan siciliani e le già citate ‘ndrine calabresi per due business, quello intramontabile della droga e l’altro dei furti di bestiame con successiva rivendita, evidentemente altrettanto redditizio, che aveva consentito la ramificazione di una pericolosa rete ora strappata dai carabinieri dopo mesi di lunghe e laboriose indagini.