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Venerdì 20 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 9:12 - Lettori online 1010
RAGUSA - 15/05/2017
Cronache - I presunti punti deboli dello strumento urbanistico

Prg: troppa cementificazione secondo Legambiente

I dati dicono che nel 2025 la popolazione diminuirà di circa mille unità Foto Corrierediragusa.it

La popolazione diminuisce, il consumo di suolo cresce. Legambiente mette a nudo i presunti punti deboli del nuovo Piano regolatore della città che sarà discusso dal Consiglio comunale. Legambiente prende una dura posizione e rileva le contraddizioni dell’amministrazione Piccitto che da un lato si è sempre dichiarata contro la cementificazione e dall’altra prevede, invece, uno strumento urbanistico espansivo. I dati dicono che nel 2025 la popolazione diminuirà di circa mille unità come riportato dallo studio dell’Istat in contrasto con i dati contenuti nel Piano regolatore che parla invece di una crescita di tre mila abitanti e di tre mila alloggi. Dati che fanno a pugni e sui quali bisogna fare subito chiarezza. Inoltre Legambiente segnala i dati ufficiali dell’Ispra che indicano in 110 mila metri quadrati l’aumento delle aree Peep e il 10 per cento di suolo agricolo consumato. Ben più impattante l’azione del cemento lungo la costa perché la percentuale arriva al 40 per cento. L’amministrazione, dice l’associazione ambientalista, in questi ultimi anni si è ben guardato di recepire il Piano Paesaggistico ed anzi è andata avanti con una variante urbanistica che ha dato il via alla costruzione di mille 757 abitazioni. Il numero delle abitazioni vuote nel territorio comunale sale a 18 mila e nonostante tutto si pensa ancora a costruire,

Scrive Legambiente: «L’amministrazione rivela la totale incapacità di fare scelte coerenti con i valori che tanto professa, cercando così di tenersi buoni quei poteri che hanno già devastato abbondantemente la città. Occorrono invece soltanto interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione energetica, specie in alcune aree caratterizzate da costruzioni fortemente energivore, di scarsa qualità urbanistica/edilizia e da problemi di sicurezza statica, con interventi di demolizione e ricostruzione compresi anche l’aumento dell’altezza massima a parità di volume al fine di recuperare nuovi spazi da destinare a piazze o a spazi aperti.

Servirebbero nuovi parchi/giardini soprattutto al servizio delle periferie per almeno 500 mila metri quadrati. Colpisce anche la presunta riqualificazione della fascia costiera che non solo non contempla la demolizione del villaggio turistico abbandonato a Passo Marinaro ma prevede eventuali nuove edificazioni e dà l’impressione che si voglia intervenire solo per dare servizi ad agglomerati che non possono rientrare nei Piani Particolareggiati di Recupero Urbanistico perché nella fascia di inedificabilità dei 150 metri dalla costa.

Anzi buona parte degli edifici sulla costa oggetto di attenzione da parte delle Direttive dovranno essere abbattuti e non sembra se ne tenga debito conto. Sarebbe indispensabile invece - conclude la nota - una operazione di riqualificazione naturalistico della fascia costiera recuperando anche le aree abbandonate dalle serre abbattendo le abitazioni abusive e puntando al turismo naturalistico».