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Giovedì 19 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 12:26 - Lettori online 1039
RAGUSA - 20/04/2017
Cronache - Il pronunciamento della Corte dei conti

Condanna per ex direttore Consorzio universitario

La procura contabile si era mossa nel 2015 dopo un rapporto della guardia di finanza Foto Corrierediragusa.it

Secondo l´accusa, avrebbe saldato una cartella esattoriale personale di oltre 73 mila euro con i fondi del Consorzio universitario di Ragusa. Dopo dieci anni arriva la condanna della Corte dei conti nei confronti dell´ex direttore generale Augusto Dejak, chiamato a restituire la somma, maggiorata di rivalutazione monetaria e interessi legali. La Corte dei conti ha quindi condannato Dejak: il pronunciamento della Sezione giurisdizionale arriva dopo un tormentato procedimento di responsabilità amministrativa avviato due anni fa: in quell´occasione il collegio aveva dichiarato la prescrizione ma i giudici d´appello, accogliendo il ricorso della procura regionale, avevano annullato la sentenza rimettendo gli atti alla Sezione, in diversa composizione.

La procura contabile si era mossa nel 2015 dopo un rapporto della guardia di finanza che metteva in luce una vicenda risalente al 2007. Nel corso delle indagini era emerso che il Consorzio universitario avrebbe liquidato un debito esattoriale di 73 mila 567 euro contratto da Dejak con «Polis Equitalia», agente di riscossione dell’Agenzia delle entrate per la provincia di Venezia.

Il mandato sarebbe stato siglato dallo stesso Dejak che avrebbe dato disposizioni al consulente fiscale per iscrivere la somma come spesa di funzionamento dell’Università facendo riferimento al finanziamento di un progetto di ricerca deliberato dal consiglio di amministrazione e allegando come prova una nota della Fondazione Erill. Scrivono i magistrati nella loro sentenza: «Ascoltato dalla polizia giudiziaria, il direttore della Fondazione Erill disconosceva la nota, così come la collaboratrice dello stesso ex direttore generale, che dichiarava di non aver mai visto il verbale del consiglio di amministrazione».

Antonio Di Giovanni - GdS