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RAGUSA - 09/10/2008
Cronache - Ragusa - La tragedia di contrada Castellana, vicino Marina

Saranno sepolte in Tunisia
le sorelline annegate in piscina

Amemi e Amira ben Jelliez avevano appena 7 e 11 anni.
Il sindaco Dipasquale ha proclamato per domani il lutto cittadino
Foto CorrierediRagusa.it

Saranno sepolte nella loro terra natìa Amira e Amemi ben Jelliez (nella foto di Telenova), le due sorelle tunisine di 7 e 11 anni morte annegate mercoledì sera in una piscina adattata a vasca irrigua in una villetta nei pressi di Marina di Ragusa. La famiglia, distrutta dal dolore, + partita oggi alla volta della Tunisia. Il giorno dopo la tragedia di contrada Castellana Vecchia, la provincia iblea è stordita, attonita. Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha proclamato sempre per oggi il lutto cittadino. Il filo del dolore per una fine così assurda unisce la comunità tunisina a quella italiana. Anche i piccoli alunni e il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo «Hodierna» frequentato dalle due sorelline sono ancora increduli.

I vicini ricordano quelle due bimbe, le maggiori di 5 figli, accudite come fossero sangue del suo sangue dall’anziana vedova, insegnante in pensione, che da un ventennio ospitava la famiglia tunisina nella sua villa, dove si è consumata la tragedia.

Nessun indagato nel fascicolo aperto dalla Procura sull’episodio. Al cimitero di Ragusa è stata allestita la camera ardente per l’estremo saluto alle due sorelline.

Amemi e Amira stavano giocando in giardino, come d’abitudine. Ma mercoledì sera il fato ha voluto che la più piccola delle due sorelline, Amemi, cadesse nella piscina destinata ad uso irriguo per la vicina azienda agricola dove i due genitori, Pathi, 39 anni, noto come Carmelo, e la moglie Sonja, di 34, lavorano come braccianti. I due metri scarsi d’acqua che riempivano la piscina sono stati sufficienti per a far annaspare la piccola, incapace di tenersi a galla. E’ stato a quel punto che Almira si è a sua volta buttata in acqua d’istinto, nel vano tentativo di salvare la sorellina. Ma non c’è stato nulla da fare. Entrambe sono annegate, mentre il fratellino di appena cinque anni assisteva impotente alla terribile scena, piangendo a dirotto mentre le due sorelline si sbracciavano per uscire da quella piscina che in pochi attimi sarebbe diventata la loro tomba. Sono stati alla fine i vicini a lanciare l’allarme.

Quando i Vigili del fuoco sono intervenuti non c’era più niente da fare. Il corpo ormai privo di vita di Amira galleggiava a pelo d’acqua. Quello della sorellina era rimasto sul fondo della piscina. Sono state necessarie oltre tre ore per recuperare anche la piccola Amemi.

La signora che da un ventennio ospitava la coppia e i loro cinque figli piccoli, di cui le due sfortunate sorelline erano le maggiori, ha accusato un forte malore. L’anziana vedova, insegnate in pensione, faceva da madre e da nonna per quei bambini, che amava come fossero figli suoi, avendoli visto nascere e crescere in quella villa teatro di una così indicibile tragedia. La donna è stata trasportata d’urgenza alla vicina guardia medica dove i medici le hanno prestato le prime cure, somministrandole poi una massiccia dose di sedativi.

La coppia tunisina viveva in una dependance della villa da oltre un ventennio. Lavoravano duramente nella vicina azienda agricola. Non era la prima volta che i bambini venivano lasciati soli a giocare in giardino. Ma ieri la morte era in agguato, e ha ghermito le due povere sorelline. Una folla commossa, attonita e stordita dalla tragedia, si è stretta attorno a quella casa, mentre i Carabinieri e i Vigili del fuoco svolgevano il loro lavoro, tra il pianto straziante dei genitori. I ragusani e la comunità tunisina sono stati accomunati da un acuto dolore, piangendo le due giovani stroncare in questo modo così assurdo.

(Foto Franco Assenza)