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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:34 - Lettori online 809
RAGUSA - 10/02/2017
Cronache - I familiari lanciano un nuovo appello

Ancora senza sepoltura il corpo di Pamela Canzonieri

La procura iblea ha trasmesso in questi giorni il fascicolo a quella di Roma che ha la competenza dell’inchiesta Foto Corrierediragusa.it

A quasi tre mesi dalla morte non ha ancora ricevuto una degna sepoltura Pamela Canzonieri (foto), la 39enne ragusana uccisa in Brasile nella notte tra il 17 e il 18 novembre del 2016. La salma di Pamela si trova ancora nell´obitorio del cimitero di Ragusa Ibla, in attesa dell´autopsia. La procura iblea ha trasmesso in questi giorni il fascicolo a quella di Roma che ha la competenza dell´inchiesta. Le indagini sulla drammatica fine della giovane donna sono infatti passate di competenza alla procura romana, come da prassi in caso di reati commessi contro gli italiani all’estero. Le indagini però, sono ancora ferme e per questo la famiglia ora lancia un appello affinché vengano sbloccate. Insomma la burocrazia, rallentata dal fatto che il brutto episodio ha coinvolto due nazioni, ha finora impedito che la giovane, dopo i funerali celebrati lo scorso 28 novembre nella gremita cattedrale di San Giovanni a Ragusa, ricevesse degna sepoltura. Per quell´omicidio, tre mesi fa, era stato eseguito un arresto. Secondo la polizia brasiliana, difatti, un vicino di casa della vittima, Patricio Dos Santos, avrebbe strangolato la donna dopo il rifiuto di quest’ultima a trascorrere del tempo con lui. Ma questa tesi non persuade del tutto i familiari di Pamela, convinti che l´assassino non avrebbe potuto agire da solo.

La questione che più preoccupa la famiglia Canzonieri è comunque quella della restituzione del corpo della figlia: a tutt’oggi, difatti, non c’è una data certa in questo senso per poter procedere alla sepoltura. Una situazione che ha scatenato dei feroci commenti su Facebook non solo da parte di chi conosceva di persona la giovane donna, ma anche di quanti si ritengono indignati dalle lungaggini burocratiche che stanno facendo soffrire ulteriormente una famiglia già duramente provata.