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Sabato 21 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 814
RAGUSA - 18/01/2017
Cronache - Indagine condotta dalla guardia di finanza di Catania

Truffa del carburante anche a Ragusa

Gli indagati dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi Foto Corrierediragusa.it

Era estesa finanche al territorio di Ragusa la «filiera di carburante di contrabbando» messa in piedi da un presunto sodalizio criminale operativo nell’asse Sicilia - Campania. Sono solo alcuni dei particolari dell’indagine emersi nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede comando della Guardia di Finanza etnea (foto) a margine del blitz avvenuto all´alba. Oltre 150 finanzieri del Comando Provinciale di Catania, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea, hanno eseguito 29 misure cautelari personali, di cui 14 arresti domiciliari e 15 provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché il sequestro preventivo di 25 impianti di distribuzione stradale di carburante ubicati tra i territori di Catania, Siracusa, Enna e, come accennato, Ragusa.

Gli indagati dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi immessi nel mercato nazionale in evasione d’imposta (Accise e Iva), utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico, frode in commercio e turbata libertà del commercio.

Dalle indagini sono emersi due sistemi di frode che avrebbero consentito agli indagati di rifornirsi di carburante di «contrabbando». Un approvvigionamento illecito di carburante perpetrato dalla presunta consorteria criminale grazie alla compiacenza di alcune stazioni di servizio a cui si appoggiavano. Tra i 14 soggetti arrestati, alcuni rivestivano il ruolo di promotori e organizzatori dell’associazione a delinquere. Nei confronti di altri 15 indagati è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione per la firma periodica.

L’indagine, nell’ambito della quale risultano indagate circa 100 persone, ha consentito di ricostruire una rilevante frode fiscale non limitata alle sole imposte (Iva e Accise) gravanti sul carburante contrabbandato. I dati acquisiti nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, infatti, sono stati utilizzati dalla Guardia di Finanza per l’avvio di verifiche fiscali nei confronti di aziende coinvolte nelle illecite attività. In tale ambito, è stata rilevata la sottrazione a tassazione di oltre 45 milioni di euro in materia di imposte dirette, Iva per circa 30 milioni di euro, accisa per circa 4 milioni di euro e Irap per oltre 1,5 milioni di euro.

L’elevato volume di prodotto contrabbandato in frode, stimabile in oltre un milione 200 mila litri, lascia appena comprendere l’entità del danno provocato ai commercianti onesti dello specifico settore effetto della sleale concorrenza praticata dagli indagati, in beffa agli ignari consumatori che pagavano a «prezzo pieno» il carburante di contrabbando, e alle compagnie petrolifere all’oscuro del passaggio «sotto traccia», attravero loro distributori stradali, del prodotto in contrabbando.