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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 23:19 - Lettori online 547
RAGUSA - 19/01/2017
Cronache - L’ex numero uno del Coni Ibleo dal gip

Cintolo fa scena muta in interrogatorio di garanzia

Cintolo era in contatto con persone fidate con cui aveva frequenti contatti telefonici e non solo Foto Corrierediragusa.it

Sasà Cintolo (foto), ex presidente del Coni Ragusa, arrestato dalla guardia di finanza per peculato, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell´ambito dell´interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari. Dalle intercettazioni pare che Cintolo avesse intenzione di rientrare in qualche modo nella gestione della scuola dello sport, da lui in precedenza diretta. Dagli atti delle indagini condotte dalla finanza si evincerebbero «Contatti che lasciano profilare il pericolo di commissione di altri reati contro la pubblica amministrazione mediante un non meglio precisato quanto presunto pilotaggio della gara per l’assegnazione della struttura, sede per l’appunto della scuola dello sport». Il gip, nella sua ordinanza, parla di «Cautele non comuni» da parte degli indagati nella vicenda, ce ne sarebbero altri cinque, compreso Cintolo, che avrebbero utilizzato un linguaggio criptico per non farsi comprendere dagli investigatori.

IL SENTORE DELLE INTERCETTAZIONI
Pare difatti che gli indagati avessero il sentore di essere intercettati, specie dopo le precedenti perquisizioni nell’ambito delle indagini protrattesi per quasi un anno. Nella gestione di Cintolo, stando sempre alle indagini, la scuola dello sport sarebbe stata utilizzata per fini privatistici e gestita in maniera personalistica, attraverso l’utilizzo di fondi pubblici messi a disposizione del Coni di Ragusa, con la concessione dei locali anche a titolo gratuito. Gli inquirenti, che stanno proseguendo nelle indagini, ipotizzano quindi che Cintolo stesse adoperandosi per riprendere la gestione della struttura, anche con 60 mila euro l’anno, e non necessariamente in prima persona, ma tramite anche persone fidate con cui aveva frequenti contatti telefonici e non solo. Non a caso il numero degli indagati nella vicenda potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Intanto il segretario generale del Coni Sicilia Lionello Nuccio ha precisato che la scuola dello sport continuerà ad operare a Ragusa e che il Coni, parte lesa nella vicenda, si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario.

ECCO COME SAREBBERO STATI UTILIZZATI I SOLDI PUBBLICI
Stando alle indagini delle fiamme gialle, i soldi pubblici destinati al Coni Ragusa sarebbero stati utilizzati, tramite il conto corrente "segreto" aperto ad hoc e sul quale sarebbero state eseguite movimentazioni per oltre 800 mila euro, per l´acquisto di una barca di lusso del costo di quasi 20 mila euro. Poi sarebbe stata comprata anche una Ford Focus, costata quasi 11 mila euro. E ancora 6 mila 330 euro sarebbero stati consegnati a un’impresa edile per l’acquisto di un appartamento a Siracusa e 3 mila 650 euro alla ditta che fornisce il gasolio per riscaldamento all’appartamento di Cintolo. Tutto questo per complessivi 37 mila 188 euro distratti "a mezzo di assegni a firma congiunta". Nel 2006, sempre stando alle indagini, Cintolo comprò una Smart per più di 17 mila euro. L´auto, pur se di proprietà del Coni, secondo gli inquirenti veniva utilizzata, di fatto, solo da Cintolo, che poi, nel 2012, quando il mezzo venne venduto formalmente per soli 900 euro nonostante il valore di mercato fosse ben più alto, avrebbe incassato la somma in contanti.

IL "TERREMOTO" SUL CONI RAGUSA
Dieci mesi dopo il terremoto che investì la scuola regionale dello sport di Ragusa con la repentina sospensione di Sasà Cintolo da storico presidente del Coni ibleo, ieri mattina proprio quest’ultimo è stato arrestato dalla guardia di finanza con l’accusa di peculato. Cintolo si trova ora ai domiciliari nella sua abitazione. Al centro delle indagini la gestione dei contributi che la Regione Siciliana, nel periodo 2006-2012, mise a disposizione della scuola regionale dello sport di contrada Selvaggio. Nell´inchiesta è indagato, sempre per peculato, anche l´ex segretario regionale e direttore della scuola dello sport di Ragusa. E’ stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di tutti i cespiti monetari nella disponibilità degli indagati per valore complessivo di circa 600 mila euro. Nella fase iniziale delle indagini, come illustrato dal comandante provinciale della Fiamme gialle Claudio Solombrino, fu scoperto un conto corrente di cui il Coni nazionale era del tutto all’oscuro e nel quale sarebbe stata versata una parte dei fondi concessi dalla regione siciliana per la gestione della scuola regionale dello sport. La carta di credito connessa al conto corrente sarebbe stata in uso proprio all’allora presidente del Coni provinciale Sasà Cintolo, che, anche per questo motivo, fu sospeso dall’incarico.

IL CONTROLLO AMMINISTRATIVO DA CUI TUTTO EBBE ORIGINE
Le presunte irregolarità sarebbero emerse nell’ambito di un controllo amministrativo e contabile disposto dall’ufficio di vigilanza di Roma, che segnalò tutto alla procura iblea e alla corte dei conti per verificare l’esistenza di probabili attività illecite. In quel conto corrente sarebbero transitati circa 800 mila euro. La gestione, come accennato, fu passata ai raggi x dall’ufficio di vigilanza di Roma che ravvisò delle presunte irregolarità amministrative e contabili sfociate in segnalazioni e denunce alla corte dei conti di Palermo e alla procura di Ragusa, con il conseguente sollevamento di Sasà Cintolo dalla carica di presidente provinciale, dopo 32 anni di ininterrotta reggenza. A marzo 2016 il Coni di Ragusa fu commissariato.

LA DIFESA DI CINTOLO
Cintolo non prese di buon grado le decisioni giunte da Roma, ribadendo che la sua condotta fu sempre specchiata e producendo documentazione contabile e amministrativa a sostegno della sua tesi, chiarendo altresì che non spettava a lui tenere la contabilità, dato che il suo compito sarebbe consistito nell’occuparsi dell’aspetto politico dell’organismo.

IL PRESUNTO UTILIZZO ILLECITO DEI FONDI PUBBLICI
Dalle indagini invece sarebbe emersa una gestione personalistica e clientelistica delle strutture pubbliche da parte degli indagati, che ha riguardato l’uso della Scuola dello Sport per eventi, manifestazioni e altro ancora, senza che i proventi derivanti da queste concessioni venissero versati sul conto corrente ufficiale, ma intascati direttamente dai soggetti. Ulteriore danno arrecato alle casse dell’ente è dato dal fatto che le strutture, venivano concesse in locazione o in comodato d’uso gratuito, senza l’addebito di costi legati al consumo di luce, acqua e gas, che rimanevano a carico del Coni. E poi ancora gasolio per il riscaldamento dell’abitazione privata, l’acquisto di un’auto e perfino di un’imbarcazione: c’era questo e tanto altro, sempre secondo le indagini, tra i beni acquistati attraverso i contributi erogati dalla regione al Coni e alla scuola dello sport di Ragusa.

ECCO COME FUNZIONAVA IL SISTEMA SECONDO LA FINANZA
Il sistema si basava essenzialmente su una doppia richiesta di rimborso contributi: i rimborsi del Coni nazionale andavano a finire nel conto ufficiale, mentre i rimborsi del Coni regionale andavano a finire sul "conto ombra". L’esito delle indagini è stato oggetto di comunicazione dettagliata inviata alla Corte dei conti regionale per ipotesi di danno erariale. Il segretario generale del Coni Sicilia Nuccio Lionello ha ribadito come il Coni sia parte lesa nella vicenda e intenda dunque costituirsi parte civile in sede di procedimento giudiziario. Della vicenda si occuparono a suo tempo personalmente il presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò ed il presidente del Coni Sicilia Sergio D’Antoni. Cintolo fu presidente del Coni sin dal 1984. Dal gennaio 2013 diventò delegato del Coni, così come previsto dal nuovo statuto. Cintolo fu anche direttore della Scuola regionale dello Sport che dal 2012 venne affidata al comitato provinciale.