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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 1281
RAGUSA - 30/11/2016
Cronache - L’operazione delle fiamme gialle

Diplomi facili: 80 denunce tra presidi, prof e non solo

Sono state le fiamme gialle a scoprire i fatti. Interviene il Codacons Foto Corrierediragusa.it

Si sono concluse, dopo quasi due anni, le indagini dell’operazione «Diplomat», che ha permesso di smascherare un centro d’istruzione privato che si sarebbe comportato come un vero e proprio «diplomificio», consentendo agli studenti di conseguire facilmente il titolo di studio dietro pagamento di somme di denaro. Già nel 2015 l’operazione delle fiamme gialle aveva portato a sorvegliare i maturandi durante lo svolgimento degli esami, per evitare favoritismi o utilizzo di copie già predisposte per superare la seconda prova scritta. Il centro d’istruzione finito nel mirino degli inquirenti è gestito da due coniugi ed ha sede a Ispica e Rosolini Per le prove di maturità, i candidati, circa 100 l’anno, si spostavano in istituti paritari di Licata, Canicattì ed Acireale, dove grazie alla presenza di docenti compiacenti, sarebbero stati più che agevolati nel superamento degli esami sia scritti che orali, tramite la concessione, tra l’altro, dell’uso del cellulare e delle classiche «cartucciere».

Ogni alunno avrebbe sborsato per il trattamento «di favore» cifre intorno ai 3 mila 500 euro. I due coniugi titolari del centro, entrambi dipendenti pubblici, per poter operare si sarebbero inoltre assentati ripetutamente dai rispettivi posti di lavoro, grazie alla compiacenza di medici che hanno rilasciato certificazioni per patologie inesistenti. Dalle intercettazioni e dagli appostamenti dei finanzieri sarebbe risultato che gli studenti coinvolti erano solo formalmente iscritti presso gli istituti paritari dove, di fatto, si sarebbero recati saltuariamente. Durante l’anno non ci sarebbe stata nessuna interrogazione orale, mentre le verifiche periodiche sarebbero state preparate a casa o «copiate» da fogli forniti dai docenti con le soluzioni già indicate, stando almeno alle indagini della finanza. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro i carteggi scolastici falsi, e la documentazione extra contabile con gli incassi effettivamente conseguiti, oltre a somme di denaro contante e titoli di credito per 511 mila euro, ritenuti essere il provento dell’ attività illecita.

Dal 2007, l’istituto avrebbe conseguito, sempre secondo la finanza, introiti illeciti pari a circa 2 milioni e 100 mila euro. Le fiamme gialle hanno inoltre contestato violazioni in materia di imposte per oltre 2 milioni 700 mila euro. In totale, l’ operazione ha portato dunque alla denuncia di 80 soggetti di cui, oltre agli organizzatori, una settantina tra presidi, professori e personale di segreteria operanti tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale, per reati di truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio.

L´INTERVENTO DEL CODACONS
Il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento sui diplomi di maturità rilasciati dietro pagamento di somme di denaro. «Si tratta di una vicenda che danneggia l’intera categoria degli studenti siciliani – spiega il Codacons – e il nostro timore, tuttavia, è che il fenomeno possa non essere così isolato». Per questo l’associazione a difesa dei consumatori chiede di estendere le indagini in tutta la regione, a tutela della buona fede di studenti e insegnanti che si impegnano per affrontare gli esami nel rispetto delle leggi.