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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 21:57 - Lettori online 726
RAGUSA - 26/10/2016
Cronache - La sentenza del gup Maggioni. Alla sbarra c’erano pure 7 medici

Leontini e Minardo entrambi assolti

Le indagini facevano riferimento pure a presunti episodi verificatisi addirittura nel 2004 Foto Corrierediragusa.it

Si è concluso con assoluzioni e proscioglimenti di tutti e 66 gli imputati il procedimento in udienza preliminare sui falsi invalidi con contestuale e presunta maxi truffa all´Inps al tribunale di Ragusa. L’ex parlamentare regionale Innocenzo Leontini e l’ex deputato Riccardo Minardo (da sx nella foto) sono stati assolti perchè il fatto non sussiste, quindi con la formula più ampia. Entrambi avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Leontini, Minardo e gli altri coimputati, tra cui 7 medici, pure loro assolti, dovevano rispondere di associazione per delinquere e truffa aggravata in concorso. La sentenza è stata letta in aula dal gup Claudio Maggioni, al termine della camera di consiglio. Anche per gli altri coimputati che avevano scelto il rito ordinario, come accennato, il giudice ha deciso per il non luogo a procedere in relazione ai reati a ciascuno di loro ascritti, sempre con la formula perchè il fatto non sussiste. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro tre mesi.

La presunta truffa all’Inps, stando alle indagini, si sarebbe concretizzata nella concessione indebita di pensioni di invalidità che non sarebbero spettate a coloro che ne avevano fatto richiesta sulla base di presunte dichiarazioni mendaci, tramite il presunto input di politici e medici. Era stata contestata pure l’accusa di falso ideologico, in particolare per il riconoscimento di invalidità civili. Il reato era riferito al presunto "aggiustamento" delle graduatorie in cui spesso i reali aventi diritto si sarebbero trovati scavalcati da altri richiedenti.

Complessivi cinque anni e 4 mesi di reclusione erano stati chiesti lo scorso giugno dalla pubblica accusa al termine della requisitoria per i 2 imputati di spicco del processo, ovvero i già citati ex esponenti politici Minardo e Leontini. Per il primo la richiesta di condanna a due anni era stata avanzata solo per il reato associativo, mentre per tutti gli altri capi di imputazione era stata invocata l’assoluzione. Per Leontini invece il pm aveva chiesto tre anni e 4 mesi di reclusione, sempre per il reato associativo, nonché per le singole, presunte truffe. Sempre la pubblica accusa aveva, lo scorso febbraio, avanzato richiesta di non luogo a procedere per 70 imputati tra politici ed ex politici, medici e falsi invalidi, chiedendo invece il rinvio a giudizio per Leontini e Minardo, che, come accennato, avevano a suo tempo avanzato richiesta di giudizio con il rito abbreviato tramite i rispettivi legali di fiducia Scarso e Campanella.

Una richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata anche per altri 30 imputati. L’accusa più pesante era quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Inps. La richiesta di non luogo a procedere avanzata era motivata in primis dalla impossibilità a determinare il presunto vantaggio patrimoniale che sarebbe stato percepito dai falsi invalidi. Inoltre mancava il nesso tra politici, medici e falsi invalidi in riferimento ai vantaggi che sarebbero illecitamente stati conseguiti, ciascuno per il proprio ruolo, in relazione al presunto «ritocco» delle graduatorie per scavalcare gli aventi diritto nell’attribuzione dei punteggi per la pensione di invalidità, o comunque per salire in graduatoria ed ottenere benefici alternativi.

Per Minardo il giudice aveva disposto l’inutilizzabilità della consulenza effettuata su incarico della procura ed in base alla quale sarebbero risultate delle percentuali di invalidità «gonfiate» rispetto a quelle realmente attribuite, in quanto la stessa sarebbe stata depositata ben oltre il termine di chiusura delle indagini preliminari. Le indagini della guardia di finanza nell’ambito dell’operazione «Guido Tersilli» (dal nome del personaggio interpretato da Alberto Sordi in un film su un medico della mutua) facevano riferimento pure a presunti episodi verificatisi addirittura nel 2004. Il numero degli indagati era originariamente di 197.

Il collegio difensivo, che esprime soddisfazione per la sentenza assolutoria, era, tra gli altri, composto dagli avvocati Carmelo Scarso, Salvatore Campanella, Enrico Platania, Enrico Maria Belgiorno, Gaspare Abbate, Gianluca Gulino, Francesco Giardina e Michele Sbezzi.