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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 742
RAGUSA - 18/10/2016
Cronache - La pubblica accusa: "Non ci sono né vincitori, né vinti"

Condanna a 30 anni di Veronica: lei non ci crede

Si è chiuso solo un capitolo al quale ne seguiranno altri Foto Corrierediragusa.it

Il giorno dopo la sentenza di condanna a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio Loris Veronica Panarello ancora non ci crede. Le lacrime versate ieri sommessamente in aula durante la lettura della sentenza da parte del giudice per le udienze preliminari Andrea Reale sono state il viatico verso l’incredulità e la disperazione dell’unica imputata nel processo a porte chiuse conclusosi con una condanna pesante, il massimo della pena in un procedimento con il rito abbreviato. «Non ci credo», ripeteva la Panarello, quasi in trance, mentre gli agenti di polizia penitenziaria la scortavano fuori dal tribunale per riportarla in carcere. Resta l’amarezza per una brutta storia che ha visto la morte di un bambino di 8 anni, dove non ci sono e non ci possono essere vincitori né vinti, come ha specificato il pm Marco Rota, che si è visto accogliere in toto dal gup la sua richiesta di condanna. La donna è stata altresì condannata all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e alla sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale per la durata della pena principale». Una sentenza alla quale l’avvocato difensore della Panarello, un deluso Francesco Villardita, si appellerà senza riserve dal momento che, a suo dire, «E’ stata contraddetta la plausibilità del movente, quello passionale, che evidenzia l’innocenza dell’imputata». Il giudice, nella sua sentenza, ha escluso le aggravanti delle sevizie e della premeditazione, ma resta comunque Veronica Panarello l’unica assassina di Loris, stando almeno alla verità processuale. Una verità alla quale crede il marito Davide Stival, che ritiene essere Veronica una bugiarda e da cui ha chiesto il divorzio ed un risarcimento danni di 2 milioni di euro.

Per il momento il giudice ha stabilito una provvisionale di 450 mila euro da distribuirsi alle parti civili, ovvero il padre, il fratellino e i nonni di Loris. L’epilogo che suona come una beffa per la Panarello è stato dato anche dalla trasmissione degli atti alla procura per il reato di calunnia, dal momento che la donna ha accusato il suocero Andrea Stival di aver ucciso il piccolo perché voleva rivelare una presunta relazione extraconiugale tra i due. Andrea Stival ieri ha ribadito di cercare ora quiete dopo la tempesta, giudiziaria e non solo. Ma la vicenda è ben lungi dall’essere finita. Si è chiuso solo un capitolo al quale ne seguiranno altri.

LA CONDANNA A 30 ANNI
Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni di carcere perchè ritenuta responsabile dell´omicidio del figlio Loris. E´ la sentenza emessa dal Giudice per le udienze preliminari, Andrea Reale. La donna ha ascoltato impietrita la lettura del giudice ed ha sommessamente pianto non profferendo parola prima di lasciare il Palazzo di Giustizia accompagnata dal suo legale e dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Il Gup Andrea Reale ha escluso l´aggravante della premeditazione e delle sevizie. La sentenza è stata emessa a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. E’ stata quindi accolta in toto la richiesta della pubblica accusa per la donna accusata di avere strangolato il bambino con una fascetta di plastica nella loro casa di Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014 e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone.

"Abbiamo la coscienza di avere fatto un buon lavoro, non c´è soddisfazione per la condanna ma consapevolezza di avere fatto il nostro dovere". Lo ha detto il pm, Marco Rota, commentando la sentenza del gup, Andrea Reale, che ha condannato a 30 anni di reclusione Veronica Panarello. Il gup ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia. L´ipotetico reato di calunnia, del quale il pm di Ragusa dovrà valutare la sussistenza, si riferisce alle affermazioni fatte da Veronica Panarello nei confronti del suocero Andrea Stival, che la donna ha accusato dell´omicidio di Loris che sarebbe stato commesso per nascondere la presunta relazione extraconiugale tra i due e che il piccolo avrebbe scoperto.

Era una sentenza molto attesa, che ha mobilitato i media nazionali e che farà certamente discutere tra innocentisti e colpevolisti. La condanna era data per certa, forse non nei termini in cui è stata emessa, ma è evidente che l´impianto accusatorio della Procura è stato ritenuto probante.

UN INTERO PAESE IN SILENZIO, MA C´E´ IL PICCOLO MONUMENTO
Piantine di fiori freschi piantati di recente sul terreno. La foto di Loris con la scritta «colui che dentro di noi non muore mai». Il messaggio lasciato da tempo dalla madre, con immagini del bambino e un cuore e la firma "da mamma". È il piccolo "monumento" Loris, realizzato nel canalone di contrada Mulino Vecchio di Santa Croce Camerina dove il 29 novembre del 2014 è stato trovato il corpo del piccolo. In apparenza intanto a Santa Croce Camerina si preferisce non commentare la vicenda relativa alla riconosciuta colpevolezza di Veronica Panarello, ma realtà di Loris e della sentenza se ne parla, eccome, ma a bassa voce e non con «forestieri». C´è pudore, ma anche una voglia di chiudersi a riccio, dimenticare una storia drammatica e dolorosa che ha come protagonista una «forestiera», come la stessa Veronica veniva considerata a Santa Croce Camerina. C´è anche chi afferma: "Se l´ha ucciso lei le sta bene, se non l´ha fatto poverina lei...". E tra tante voci che non vogliono parlare o che introducono un dubbio ("Ma è possibile che abbia fatto tutto da sola?"), c´è di non ha dubbi e sostiene con fermezza: "E’ stata una sentenza giustissima, anche se non l´ha ucciso, solo per avere portato il corpo nel canalone merita 30 anni... una madre certe cose non le fa". Intanto la tragica storia di Loris Stival non cadrà nell´oblio a Santa Croce Camerina. A ricordare il piccolo sarà una palestra tensostatica realizzata dal Comune con fondi Pon che sarà intitolata a lui. "L´idea era e rimane quella e lo faremo - spiega il sindaco Franca Iurato - ma non sarà fatto subito. Non ci sembra questo il momento giusto per una questione di rispetto e sensibilità nei confronti del bambino e della sua famiglia. Lo faremo appena il clamore si spegnerà". Sulla sentenza di condanna il sindaco ha preferito invece non esprimersi.

LA CRONISTORIA DELL´ORRORE
Tutto comincia il 29 novembre 2014: la madre, Veronica Panarello, denuncia la scomparsa del figlio, dice di averlo accompagnato a scuola e di non averlo trovato all´uscita del circolo didattico Falcone-Borsellino. Prima di sera il cadavere del piccolo Loris viene trovato in un canalone a Santa Croce da Orazio Fidone, il ´cacciatore´.

1 dicembre 2014: l´autopsia rivela che Loris è stato strangolato, forse con fascette elettriche. 3 dicembre 2014: dai video di telecamere di sicurezza emergono le incongruenze nei racconti della madre del bambino.

9 dicembre: Veronica Panarello è fermato per l´omicidio del figlio e l´occultamento del cadavere. Lei si proclama innocente e continua a ripetere: "l´ho accompagnato a scuola".

12 dicembre: il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, convalida il fermo dell´indagato e dispone che la donna resti in carcere

3 gennaio 2015: il Tribunale del riesame di Catania conferma l´ordinanza del Gip di Ragusa, la madre di Loris deve rimanere in carcere

29 maggio: la Cassazione ribadisce i "gravi indizi di colpevolezza" e rigetta la richiesta di scarcerazione di Verona Panarello.

10 novembre: Per la prima volta Veronica cambia versione e ammetta di non aver portato il figlio a scuola, ma di non ricordare cosa è accaduto.

3 dicembre: Veronica accede al giudizio abbreviato condizionato a perizia psichiatrica.

14 dicembre: prima udienza del processo.

11 febbraio 2016: è la svolta ´ufficiale´ nelle versioni di Veronica Panarello che accusa il suocero Andrea Stival, che avrebbe ucciso Loris perché aveva scoperto che erano amanti.

17 febbraio: il nonno di Loris è indagato per omicidio in concorso.
3 marzo: Andrea Stival interrogato dai Pm nega tutto.

7 giugno: la perizia psichiatrica parla di personalità dice che Veronica dimostra una "personalita´ non armonica", ma era ed è "capace di intendere e volere".

3 ottobre: la Procura di Ragusa chiede al Gup Andrea Reale la condanna dell´imputata a 30 anni di reclusione per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere

17 ottobre 2016: il Gup di Ragusa, Andrea Reale condanna Veronica Panarello a 30 anni per l´uccisione del figlio Loris