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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 905
RAGUSA - 17/10/2016
Cronache - Una lunga camera di consiglio prima della lettura della sentenza del giudice Andrea Reale

Veronica Panarello condannata a 30 anni di carcere per omicidio del figlio Loris: il gup accoglie richiesta accusa. La donna in lacrime

Veronica non ha profferito parola prima di lasciare l’aula del Tribunale Foto Corrierediragusa.it

Veronica Panarello (foto) è stata condannata a 30 anni di carcere perchè ritenuta responsabile dell´omicidio del figlio Loris. E´ la sentenza emessa dal Giudice per le udienze preliminari, Andrea Reale. La donna ha ascoltato impietrita la lettura del giudice ed ha sommessamente pianto non profferendo parola prima di lasciare il Palazzo di Giustizia accompagnata dal suo legale e dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Il Gup Andrea Reale ha escluso l´aggravante della premeditazione e delle sevizie. La sentenza è stata emessa a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. E’ stata quindi accolta in toto la richiesta della pubblica accusa per la donna accusata di avere strangolato il bambino con una fascetta di plastica nella loro casa di Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014 e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone.

"Abbiamo la coscienza di avere fatto un buon lavoro, non c´è soddisfazione per la condanna ma consapevolezza di avere fatto il nostro dovere". Lo ha detto il pm, Marco Rota, commentando la sentenza del gup, Andrea Reale, che ha condannato a 30 anni di reclusione Veronica Panarello. Il gup ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia. L´ipotetico reato di calunnia, del quale il pm di Ragusa dovrà valutare la sussistenza, si riferisce alle affermazioni fatte da Veronica Panarello nei confronti del suocero Andrea Stival, che la donna ha accusato dell´omicidio di Loris che sarebbe stato commesso per nascondere la presunta relazione extraconiugale tra i due e che il piccolo avrebbe scoperto.

Era una sentenza molto attesa, che ha mobilitato i media nazionali e che farà certamente discutere tra innocentisti e colpevolisti. La condanna era data per certa, forse non nei termini in cui è stata emessa, ma è evidente che l´impianto accusatorio della Procura è stato ritenuto probante.