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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 713
RAGUSA - 09/10/2016
Cronache - La procura aveva chiesto 30 anni di carcere

Chiesta assoluzione per la Panarello

Il procedimento in udienza preliminare con il rito abbreviato alle battute finali Foto Corrierediragusa.it

«Non è mai stato dimostrato che sia stata Veronica Panarello (foto) a uccidere e occultare il cadavere del figlio, Loris Stival, di 8 anni». E’ questo uno dei punti di forza su cui si è basata la difesa della donna, sostenuta nel corso di un’accesa arringa dall’avvocato Francesco Villardita, nell’ambito delle battute finali del procedimento che si tiene in udienza preliminare e con il rito abbreviato, a porte chiuse, davanti al gup del tribunale di Ragusa. Il penalista ha chiesto l´assoluzione per la sua assistita per non aver commesso l´omicidio del figlio, o in subordine per il concorso anomalo in omicidio come conseguenza di un atto non voluto commesso da altri. L´avvocato della difesa ha anche chiesto la parziale incapacità di intendere e di volere nel caso venisse accolta la tesi della compartecipazione al delitto di un soggetto terzo, con la concessione delle attenuanti generiche.

Si attende ora la sentenza del magistrato, prevista per il 17 ottobre, dopo che la procura ha chiesto 30 anni di reclusione, accusando la Panarello dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere del piccolo. Tornando all’arringa difensiva, l’avvocato difensore ha sostenuto che Veronica non è una bugiarda nè tantomeno una manipolatrice. Assente al dibattimento il suocero Andrea Stival, che, secondo Veronica Panarello, avrebbe ucciso con un cavetto usb stretto attorno al collo il piccolo Loris, che minacciava di rivelare al padre una presunta relazione extraconiugale tra suo nonno e sua madre. Nel procedimento è parte civile contro la giovane donna il marito, Davide Stival, che ha chiesto un risarcimento di 2 milioni di euro. «Ha detto le cose che aveva già ripetuto prima, non posso crederle»: lo ha affermato lo stesso Davide Stival uscendo dal palazzo di giustizia di Ragusa dopo una pausa del processo alla moglie. L’uomo ha ribadito di non credere all´ultima ricostruzione fornita dalla donna, ovvero che a uccidere il bambino sia stato il suocero, nonché suo padre, Andrea Stival.

«Veronica deve pagare per tutto quello che ha fatto. Non le ho mai creduto e continua a mentire anche ora, come quando andavo a trovarla in carcere nella speranza di sapere la verità». Intanto il legale di Andrea Stival, l’avvocato Francesco Biazzo, si dice tranquillo, dopo aver ascoltato l’arringa difensiva del collega Villardita. «La difesa – ha detto – sta facendo una diversa valutazione della documentazione già acquisita. Non c´è nulla di nuovo. Noi siamo sereni e tranquilli perché gli atti processuali ci dicono fortemente che non abbiamo alcunché da temere». Sull´assenza del suo assistito in aula, il penalista ribadisce: «E´ stanco di essere attaccato ingiustamente, non vuole più sentire le bugie di Veronica». L’arringa difensiva di Villardita non ha quindi rivelato nulla di nuovo rispetto a quanto si è già sentito in questi giorni.

Per il penalista «Bisogna superare il sillogismo che «Tutti i bugiardi sono colpevoli, Veronica è bugiarda, ergo la Panarello è colpevole». Per Villardita «Il percorso di Veronica verso la verità non è un’autostrada libera, ma assomiglia piuttosto a una strada tortuosa ed impervia, anche se il punto di arrivo è sempre la verità. Ecco perché – ha ribadito Villardita – soltanto il racconto dell´incidente è una menzogna, dettata dalla paura. Per il resto ha sempre detto la verità: quando ricordava di avere accompagnato il figlio a scuola e adesso che accusa il suocero di avere ucciso lui Loris». Secondo il legale di Davide Stival, l’avvocato Daniele Scrofani, che ha ascoltato pure lui l’arringa difensiva del collega, «La «pistola fumante non serve in questo processo che è indiziario.

E per noi l’oltre ragionevole dubbio è assolutamente superato. Non ce ne sono dubbi: Veronica Panarello ha mentito. L’imputata – ha aggiunto il penalista – ha sempre modificato le sue ricostruzioni, fino ad arrivare a confessare che è stata lei a legare Loris, accusando il suocero di averlo ucciso, ma le indagini dicono che lui non era in casa al momento del delitto». Come accennato, ora l’ultima parola spetta al giudice, che dovrà emettere l’attesa sentenza a carico della donna, che ha sempre negato di aver ucciso il figlio, pur avendo ammesso di averne abbandonato il corpo in fondo al canalone di contrada Mulino Vecchio dopo che, stando alla sua versione, il suocere lo avrebbe ucciso strangolandolo.

CHIESTO ALLA PANARELLO MAXI RISARCIMENTO DI 4 MILIONI
Quattro milioni di euro di risarcimento danni, di cui due per Davide Stival, chiesti alla sua ormai ex moglie Veronica Panarello, imputata nel processo in udienza preliminare col rito abbreviato per l’omicidio del figlio di 8 anni Loris e a carico di cui la pubblica accusa ha chiesto la pena massima di 30 anni di carcere. «Davide ha subito una lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall´imputata e per questo chiediamo un risarcimento di due milioni di euro a testa per il padre e la nonna»: così Daniele Scrofani, legale di parte civile di Davide Stival e di sua madre Pinuccia Aprile, durante l´udienza riservata alle parti civili nel processo alle battute finali in tribunale a Ragusa e che vede come unica imputata la Panarello per omicidio volontario del suo stesso figlio e occultamento di cadavere. Il penalista, che ha parlato per un´ora e mezza, non si è soffermato sul possibile movente, spiegando che «Non è fondante ai fini del reato».

L’avvocato Scrofani ha ribadito che il suo assistito Davide Stival «Non crede alle nuova tesi di Veronica Panarello», che ha accusato il suocero, Andrea Stival, di avere ucciso Loris per evitare che il bambino rivelasse una loro presunta relazione extraconiugale sempre negata dallo stesso padre di Davide Stival, il quale ha dichiarato: «Aspetto e voglio soltanto giustizia». L´uomo ha lasciato il suo lavoro di camionista per una ditta di autotrasporti allo scopo di stare vicino al figlio più piccolo. Per circa un anno ha avuto un contratto fiduciario come autista dell´ex sindaco di Vittoria, che non è stato rinnovato dal nuovo primo cittadino. Da mesi Davide Stival è dunque disoccupato. «Sto cercando un lavoro – ha aggiunto – ma ancora non ho trovato nulla». Tornando al processo, l’uomo esclude il coinvolgimento del padre nell’omicidio di Loris, di cui riterrebbe la ex moglie unica responsabile.

Nella sua arringa, l’avvocato Scrofani ha dichiarato che «Veronica Panarello è una grande manipolatrice perchè la memoria l´ha sempre avuta, fingendo di averla persa per oltre un anno». Il penalista rivela di «Non avere sposato la tesi del movente», ma di averla lasciata aperta perché a questo punto, e con le acquisizioni probatorie così forti, la sua individuazione è assolutamente irrilevante. Noi non crediamo nel fatto che abbia recuperato la memoria, crediamo invece che l´abbia sempre avuta e abbia utilizzato quest´ultimo escamotage perché non aveva altra chanche per tentare di uscire dall´accusa». Il legale del padre e della nonna paterna di Loris in udienza ha difeso l’opera dei medici legali incaricati dalla procura: «Abbiamo smontato in modo forte, scientifico e vigoroso le consulenze che hanno sorretto più volte le attività difensive».

Anche il legale del nonno di Loris, l’avvocato Francesco Biazzo, ha parlato in aula: «Non ho formalizzato alcuna richiesta di risarcimento perché ci preme avere giustizia. La mia richiesta è di un risarcimento equitativo che rimettiamo alla decisione del Gup»: così Biazzo al termine del suo intervento. «Ho evidenziato il conflitto esistente tra la madre e il figlio – ha aggiunto Biazzo – che per noi è la base del delitto e della scelta omicida di Veronica Panarello».

Il penalista nel suo intervento ha contestato quelle che ritiene siano «le bugie» di Veronica, comprese quella di una presunta relazione tra Andea Stival e la stessa donna e del coinvolgimento del suo assistito nel delitto. L´avvocato Biazzo in aula ha sottolineato «anomalie e incongruenze», legate alle «false dichiarazioni della donna». Nessun contatto telefonico emerge tra Veronica e il suocero il 19 novembre, giorno in cui il piccolo avrebbe scoperto la presunta relazione, e neppure il 20 e il 21, quando Davide torna a casa. Il padre riparte il 27 novembre, due giorni prima del delitto. «E in una settimana – ha rilevato Biazzo – un bambino che ha 8 anni non dice alcunché»?

L’avvocato ha anche evidenziato un´altra presunta bugia dell’imputata: «Ha detto di avere avuto un litigio di fuoco con Andrea davanti all´agenzia della compagna di quest´ ultimo, Andreina. Ma in quel giorno le telecamere non fanno vedere alcuna presenza, e alcun litigio». Per il penalista, «Loris lo ha ucciso, senza dubbio, la sola Veronica anche perché è dimostrato dagli atti del processo, oltre ogni ragionevole dubbio, che al momento del delitto lei era in casa ed era da sola». Al termine dell’intervento del legale di Andrea Stival, l’imputata ha sbottato in aula: «Oltre al danno anche la beffa» ha detto, alzando la voce in aula perché il legale del suocero ha chiesto un risarcimento danni equitativo e la trasmissione degli atti alla procura per il reato di calunnia a carico del suo assistito da parte dell’imputata.

La donna ha ascoltato in silenzio e poi ha sbottato nei confronti dell’uomo che accusa di avere avuto una relazione con lei e di essere l´omicida: «Non soltanto hai ucciso Loris, ma hai anche il coraggio di chiedermi un risarcimento del danno: potete fare e dire quello che volete, ma questa è la verità, e non torno indietro di un millimetro». Ma lo stesso Andrea Stival è rimasto impassibile dinanzi a queste scene: «Mi aspetto giustizia per Loris, ma anche un´eventuale condanna a 30, 40 o 50 anni basteranno per un bambino che aveva il diritto di crescere e aveva tutta una vita davanti a sé», ha affermato il nonno del piccolo Loris. «Non ho mai incrociato lo sguardo di Veronica – ha aggiunto – ma soltanto quello di mio figlio, che ho cresciuto e a cui voglio bene».

Secondo Andrea Stival «Mia nuora da due anni dice soltanto menzogne». Anche il difensore dell’imputata, l’avvocato Francesco Villardita, ha detto la sua: «In questo processo c´è una grande anomalia, ovvero una parte civile che è anche indagata per lo stesso reato dell´imputata. Ed è una parte civile che non condivide, anzi contesta, una parte importante della requisitoria della pubblica accusa, ovvero quella sul movente, fornendone un altro». Andrea Stival, parte lesa nel processo, è stato indagato per concorso in omicidio dalla procura che, nella scorsa udienza, aveva ritenuto plausibile il movente passionale. La sentenza è attesa per la prossima settimana.

LA RICHIESTA DI CONDANNA
Trent´anni di carcere: è la richiesta di condanna avanzata dalla pubblica accusa a carico di Veronica Panarello nel processo in udienza preliminare sull´omicidio del figlio Loris, di cui è ritenuta essere l´unica responsabile. Le dichiarazioni spontanee in aula della scorsa settimana non hanno influito più di tanto sull´impianto accusatorio e stamani, al termine della requisitoria, la pubblica accusa ha chiesto la condanna della giovane mamma di Santa Croce Camerina a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Per i pm e´ stata lei il 29 novembre di due anni fa a strangolare con delle fascette elettriche suo figlio Loris di 8 anni, e a gettarne il corpo in un canalone simulando poi di non averlo trovato all´uscita di scuola. La donna, dopo essersi dichiarata innocente per circa un anno, aveva poi ammesso solo quest´ultima circostanza, ovvero di essersi liberata del corpo del figlioletto, mentre per l´omicidio materiale ha accusato il suocero Andrea Stival, indicando come movente il timore che il bambino riferisse al padre di aver scoperto la relazione tra la madre e il nonno. Una confessione tardiva che non è stata ritenuta credibile dagli inquirenti, che non hanno trovato alcuna prova a carico di Andrea Stival che in questo processo resta parte civile.

Veronica Panarello è entrata, scortata dalla polizia penitenziaria, sempre vestita di nero e ha ascoltato molto tesa la requisitoria dei pubblici ministeri. In aula anche il suo ormai ex marito Davide, che non crede alla versione della moglie, il suocero, che continua a negare sia il suo coinvolgimento nel delitto, sia la relazione con la nuora, e il padre di Veronica, Francesco Panarello, convinto invece dell´innocenza della figlia. "Egocentrica, bugiarda e manipolatrice" a causa di un "protagonismo esagerato": così Veronica Panarello è stata descritta nella requisitoria. La donna è accusata di avere ucciso con premeditazione. "Questo è un possibile movente, est quello che lei ha detto e ne prendiamo atto. Non c´è altro da dire": è quanto dichiarato dalla pubblica accusa a conclusione dell´udienza del processo. "Il movente non è indispensabile - ha aggiunto il pm nella requisitoria - di fronte a una ricostruzione dei fatti che vada ogni oltre ragionevole dubbio: in questo caso non c´è bisogno ci sia per forza un movente".

"Quello di oggi è un assist alla difesa, non me l´aspettavo. Non parlo di autogol, ma di presa di coscienza e totale onestà intellettuale dei pm". Così l´avvocato Francesco Villardita, difensore della Panarello, ha commentato la tesi della procura di Ragusa di ritenere plausibile il movente esposto dalla stessa Panarello che ha rivelato di una sua presunta relazione con il suocero. Sul fatto che gli investigatori non siano riusciti a collocare in alcun modo l´uomo nel luogo del delitto al momento dell´omicidio il penalista ha ribadito che "Se non esiste la prova della sua presenza, non è detto che non ci fosse. Se la procura non ha dimostrato che il suocero non fosse a casa, non ha neppure dimostrato che l´ha ucciso da sola". Per il penalista, dunque, manca la cosiddetta "pistola fumante" che incastra la sua assistita.

"La tesi di Veronica Panarello di una presunta relazione tra lei e Andrea Stival è falsa come risulta dimostrato dagli atti processuali. Il movente del delitto potrebbe essere legato al rapporto conflittuale che aveva con il figlio Loris": lo ha affermato il legale del suocero della donna, l´avvocato Francesco Biazzo, sottolineando che "Anche su questo il pm nelle sua requisitoria ha speso tante parole". Il penalista ha sottolineato come "La procura ha escluso in maniera inoppugnabile la presenza di Andrea Stival sul luogo del delitto e definito attendibile e inattaccabile la testimonianza della sua compagna". Secondo l´avvocato "La Panarello ha tirato nel processo l´unica persona che le era rimasta vicina".

"Trent´anni?": è l´unica frase pronunciata in aula da Veronica Panarello subito dopo la richiesta di condanna della procura. La donna poi si è chiusa in silenzio assoluto.