Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 842
RAGUSA - 05/10/2016
Cronache - Le fasi finali del procedimento in udienza preliminare con il rito abbreviato

Quattro milioni chiesti alla Panarello

La donna ha alzato la voce durante il processo a suo carico Foto Corrierediragusa.it

Quattro milioni di euro di risarcimento danni, di cui due per Davide Stival, chiesti alla sua ormai ex moglie Veronica Panarello (foto), imputata nel processo in udienza preliminare col rito abbreviato per l’omicidio del figlio di 8 anni Loris e a carico di cui la pubblica accusa ha chiesto la pena massima di 30 anni di carcere. «Davide ha subito una lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall´imputata e per questo chiediamo un risarcimento di due milioni di euro a testa per il padre e la nonna»: così Daniele Scrofani, legale di parte civile di Davide Stival e di sua madre Pinuccia Aprile, durante l´udienza riservata alle parti civili nel processo alle battute finali in tribunale a Ragusa e che vede come unica imputata la Panarello per omicidio volontario del suo stesso figlio e occultamento di cadavere. Il penalista, che ha parlato per un´ora e mezza, non si è soffermato sul possibile movente, spiegando che «Non è fondante ai fini del reato».

L’avvocato Scrofani ha ribadito che il suo assistito Davide Stival «Non crede alle nuova tesi di Veronica Panarello», che ha accusato il suocero, Andrea Stival, di avere ucciso Loris per evitare che il bambino rivelasse una loro presunta relazione extraconiugale sempre negata dallo stesso padre di Davide Stival, il quale ha dichiarato: «Aspetto e voglio soltanto giustizia». L´uomo ha lasciato il suo lavoro di camionista per una ditta di autotrasporti allo scopo di stare vicino al figlio più piccolo. Per circa un anno ha avuto un contratto fiduciario come autista dell´ex sindaco di Vittoria, che non è stato rinnovato dal nuovo primo cittadino. Da mesi Davide Stival è dunque disoccupato. «Sto cercando un lavoro – ha aggiunto – ma ancora non ho trovato nulla». Tornando al processo, l’uomo esclude il coinvolgimento del padre nell’omicidio di Loris, di cui riterrebbe la ex moglie unica responsabile.

Nella sua arringa, l’avvocato Scrofani ha dichiarato che «Veronica Panarello è una grande manipolatrice perchè la memoria l´ha sempre avuta, fingendo di averla persa per oltre un anno». Il penalista rivela di «Non avere sposato la tesi del movente», ma di averla lasciata aperta perché a questo punto, e con le acquisizioni probatorie così forti, la sua individuazione è assolutamente irrilevante. Noi non crediamo nel fatto che abbia recuperato la memoria, crediamo invece che l´abbia sempre avuta e abbia utilizzato quest´ultimo escamotage perché non aveva altra chanche per tentare di uscire dall´accusa». Il legale del padre e della nonna paterna di Loris in udienza ha difeso l’opera dei medici legali incaricati dalla procura: «Abbiamo smontato in modo forte, scientifico e vigoroso le consulenze che hanno sorretto più volte le attività difensive».

Anche il legale del nonno di Loris, l’avvocato Francesco Biazzo, ha parlato in aula: «Non ho formalizzato alcuna richiesta di risarcimento perché ci preme avere giustizia. La mia richiesta è di un risarcimento equitativo che rimettiamo alla decisione del Gup»: così Biazzo al termine del suo intervento. «Ho evidenziato il conflitto esistente tra la madre e il figlio – ha aggiunto Biazzo – che per noi è la base del delitto e della scelta omicida di Veronica Panarello».

Il penalista nel suo intervento ha contestato quelle che ritiene siano «le bugie» di Veronica, comprese quella di una presunta relazione tra Andea Stival e la stessa donna e del coinvolgimento del suo assistito nel delitto. L´avvocato Biazzo in aula ha sottolineato «anomalie e incongruenze», legate alle «false dichiarazioni della donna». Nessun contatto telefonico emerge tra Veronica e il suocero il 19 novembre, giorno in cui il piccolo avrebbe scoperto la presunta relazione, e neppure il 20 e il 21, quando Davide torna a casa. Il padre riparte il 27 novembre, due giorni prima del delitto. «E in una settimana – ha rilevato Biazzo – un bambino che ha 8 anni non dice alcunché»?

L’avvocato ha anche evidenziato un´altra presunta bugia dell’imputata: «Ha detto di avere avuto un litigio di fuoco con Andrea davanti all´agenzia della compagna di quest´ ultimo, Andreina. Ma in quel giorno le telecamere non fanno vedere alcuna presenza, e alcun litigio». Per il penalista, «Loris lo ha ucciso, senza dubbio, la sola Veronica anche perché è dimostrato dagli atti del processo, oltre ogni ragionevole dubbio, che al momento del delitto lei era in casa ed era da sola». Al termine dell’intervento del legale di Andrea Stival, l’imputata ha sbottato in aula: «Oltre al danno anche la beffa» ha detto, alzando la voce in aula perché il legale del suocero ha chiesto un risarcimento danni equitativo e la trasmissione degli atti alla procura per il reato di calunnia a carico del suo assistito da parte dell’imputata.

La donna ha ascoltato in silenzio e poi ha sbottato nei confronti dell’uomo che accusa di avere avuto una relazione con lei e di essere l´omicida: «Non soltanto hai ucciso Loris, ma hai anche il coraggio di chiedermi un risarcimento del danno: potete fare e dire quello che volete, ma questa è la verità, e non torno indietro di un millimetro». Ma lo stesso Andrea Stival è rimasto impassibile dinanzi a queste scene: «Mi aspetto giustizia per Loris, ma anche un´eventuale condanna a 30, 40 o 50 anni basteranno per un bambino che aveva il diritto di crescere e aveva tutta una vita davanti a sé», ha affermato il nonno del piccolo Loris. «Non ho mai incrociato lo sguardo di Veronica – ha aggiunto – ma soltanto quello di mio figlio, che ho cresciuto e a cui voglio bene».

Secondo Andrea Stival «Mia nuora da due anni dice soltanto menzogne». Anche il difensore dell’imputata, l’avvocato Francesco Villardita, ha detto la sua: «In questo processo c´è una grande anomalia, ovvero una parte civile che è anche indagata per lo stesso reato dell´imputata. Ed è una parte civile che non condivide, anzi contesta, una parte importante della requisitoria della pubblica accusa, ovvero quella sul movente, fornendone un altro». Andrea Stival, parte lesa nel processo, è stato indagato per concorso in omicidio dalla procura che, nella scorsa udienza, aveva ritenuto plausibile il movente passionale. La sentenza è attesa per la prossima settimana.

LA RICHIESTA DI CONDANNA
Trent´anni di carcere: è la richiesta di condanna avanzata dalla pubblica accusa a carico di Veronica Panarello nel processo in udienza preliminare sull´omicidio del figlio Loris, di cui è ritenuta essere l´unica responsabile. Le dichiarazioni spontanee in aula della scorsa settimana non hanno influito più di tanto sull´impianto accusatorio e stamani, al termine della requisitoria, la pubblica accusa ha chiesto la condanna della giovane mamma di Santa Croce Camerina a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Per i pm e´ stata lei il 29 novembre di due anni fa a strangolare con delle fascette elettriche suo figlio Loris di 8 anni, e a gettarne il corpo in un canalone simulando poi di non averlo trovato all´uscita di scuola. La donna, dopo essersi dichiarata innocente per circa un anno, aveva poi ammesso solo quest´ultima circostanza, ovvero di essersi liberata del corpo del figlioletto, mentre per l´omicidio materiale ha accusato il suocero Andrea Stival, indicando come movente il timore che il bambino riferisse al padre di aver scoperto la relazione tra la madre e il nonno. Una confessione tardiva che non è stata ritenuta credibile dagli inquirenti, che non hanno trovato alcuna prova a carico di Andrea Stival che in questo processo resta parte civile.

Veronica Panarello è entrata, scortata dalla polizia penitenziaria, sempre vestita di nero e ha ascoltato molto tesa la requisitoria dei pubblici ministeri. In aula anche il suo ormai ex marito Davide, che non crede alla versione della moglie, il suocero, che continua a negare sia il suo coinvolgimento nel delitto, sia la relazione con la nuora, e il padre di Veronica, Francesco Panarello, convinto invece dell´innocenza della figlia. "Egocentrica, bugiarda e manipolatrice" a causa di un "protagonismo esagerato": così Veronica Panarello è stata descritta nella requisitoria. La donna è accusata di avere ucciso con premeditazione. "Questo è un possibile movente, est quello che lei ha detto e ne prendiamo atto. Non c´è altro da dire": è quanto dichiarato dalla pubblica accusa a conclusione dell´udienza del processo. "Il movente non è indispensabile - ha aggiunto il pm nella requisitoria - di fronte a una ricostruzione dei fatti che vada ogni oltre ragionevole dubbio: in questo caso non c´è bisogno ci sia per forza un movente".

"Quello di oggi è un assist alla difesa, non me l´aspettavo. Non parlo di autogol, ma di presa di coscienza e totale onestà intellettuale dei pm". Così l´avvocato Francesco Villardita, difensore della Panarello, ha commentato la tesi della procura di Ragusa di ritenere plausibile il movente esposto dalla stessa Panarello che ha rivelato di una sua presunta relazione con il suocero. Sul fatto che gli investigatori non siano riusciti a collocare in alcun modo l´uomo nel luogo del delitto al momento dell´omicidio il penalista ha ribadito che "Se non esiste la prova della sua presenza, non è detto che non ci fosse. Se la procura non ha dimostrato che il suocero non fosse a casa, non ha neppure dimostrato che l´ha ucciso da sola". Per il penalista, dunque, manca la cosiddetta "pistola fumante" che incastra la sua assistita.

"La tesi di Veronica Panarello di una presunta relazione tra lei e Andrea Stival è falsa come risulta dimostrato dagli atti processuali. Il movente del delitto potrebbe essere legato al rapporto conflittuale che aveva con il figlio Loris": lo ha affermato il legale del suocero della donna, l´avvocato Francesco Biazzo, sottolineando che "Anche su questo il pm nelle sua requisitoria ha speso tante parole". Il penalista ha sottolineato come "La procura ha escluso in maniera inoppugnabile la presenza di Andrea Stival sul luogo del delitto e definito attendibile e inattaccabile la testimonianza della sua compagna". Secondo l´avvocato "La Panarello ha tirato nel processo l´unica persona che le era rimasta vicina".

"Trent´anni?": è l´unica frase pronunciata in aula da Veronica Panarello subito dopo la richiesta di condanna della procura. La donna poi si è chiusa in silenzio assoluto. Mercoledi toccherà ai legali di parte civile, Daniele Scrofani per il marito di Veronica, e Francesco Biazzo, per il suocero, mentre venerdì sarà la volta della difesa di Veronica che giocherà tutte le sue carte dopo che la perizia psichiatrica ha dichiarato la donna capace di intendere e volere escludendo così uno sconto di pena. La sentenza dovrebbe arrivare la prossima settimana.