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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1519
RAGUSA - 21/09/2016
Cronache - Nel processo scaturito dall’operazione "Alpi iblee"

Sette anni e 8 mesi chiesti per ex primario Civello

Imputati anche i medici Vincenzo Antonacci e Rosario Arestia e un imprenditore di Catania, Sebastiano Raciti Foto Corrierediragusa.it

Sette anni e otto mesi di reclusione: è la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero a carico dell´ex direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’ospedale Civile di Ragusa, il professore Ignazio Massimo Civello (foto), 67 anni. Il procedimento giudiziario scaturisce dalla vicenda che nel gennaio del 2011, nell’ambito dell’operazione «Alpi Iblee», fece finire per 18 giorni agli arresti domiciliari il professore Civello, che, secondo l’accusa, avrebbe chiesto somme non dovute da malati bisognosi di interventi chirurgici per saltare le liste di attesa ed essere operati in regime di attività libero professionale intramoenia. Civello è accusato di concussione, falso ideologico e materiale. Il professore è difeso dagli avvocati Giovanni Grasso e Michele Sbezzi. Gli indagati originariamente erano dodici, tra cui sette medici dello stesso reparto di Civello, e due di altre unità operative ma anche infermieri. Il professore Civello aveva cominciato ad operare privatamente a Roma, dopo la rescissione del contratto che lo legava in esclusiva all’Asp 7 di Ragusa. Civello avrebbe dovuto operare solo al «Civile» fino al 2013, in base al contratto quinquennale, suscettibile di rinnovo, stipulato con l’Asp, ma dopo le ben note vicende giudiziarie culminate nell’arresto del primario e nella successiva remissione in libertà, lo stesso Civello ritenne opportuno rassegnare le sue dimissioni da primario di chirurgia del «Civile», dopo la sospensione decisa dai vertici aziendali.

Le indagini furono condotte dai Carabinieri del Nas di Ragusa e durarono due anni. Nelle circa 800 cartelle sequestrate si sarebbero configurate altre ipotesi di reato relative a interventi chirurgici eseguiti sia nella struttura pubblica che nello studio privato di Civello. Tra i fascicoli a suo tempo prelevati dai militari, anche quello personale di Civello che racchiudeva tutti i vari passaggi dal suo trasferimento a Ragusa fino al giorno dell’arresto. La richiesta di condanna è arrivata al termine di tre ore di requisitoria del pm nell’ambito del processo che vede imputati anche i medici Vincenzo Antonacci e Rosario Arestia e un imprenditore di Catania, Sebastiano Raciti. La pubblica accusa ha chiesto un anno e 4 mesi a carico di Arestia per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e l’assoluzione per l’imprenditore etneo e per Antonacci, all’epoca dei fatti vice primario di Civello.