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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1333
RAGUSA - 06/09/2016
Cronache - Lo ha reso noto il ministro dell’interno Alfano

"Rapimento" bimba: indiano espulso dall´Italia

Viaggio in aereo con un volo decollato da Roma Fiumicino e diretto a Nuova Delhi Foto Corrierediragusa.it

E’ stato espulso dal territorio italiano e rimpatriato nel suo paese d’origine l’indiano che aveva infiammato l’opinione pubblica a livello nazionale per il presunto, tentato rapimento di una bambina di 5 anni lo scorso 16 agosto a Scoglitti. Il 45enne Ram Lubhaya (foto), dopo alcune settimane trascorse nel centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Pian del Lago a Caltanissetta, in quanto destinatario di minacce di morte, è quindi tornato in India in aereo con un volo decollato da Roma Fiumicino e diretto a Nuova Delhi. La notizia è stata resa nota dal ministro dell’interno Angelino Alfano. «L´Italia – ha detto il ministro – conosce i principi dell’accoglienza per chi fugge da guerre e persecuzioni, ma è soprattutto un Paese che fa rispettare le proprie leggi e le proprie regole, e chi non le rispetta o si dimostra ostile ai nostri principi, lo espelliamo. Abbiamo ritenuto necessaria questa espulsione perché il cittadino indiano ha leso la pacifica convivenza della nostra società. Soggetti che si rendono responsabili di simili comportamenti – ha concluso Alfano – sono arrestati o espulsi dal nostro territorio». L’indiano viveva a Scoglitti da anni, e, dopo aver avuto a che fare con la giustizia per furti di rame e reati di droga, si guadagnava da vivere facendo tatuaggi all’hennè in spiaggia.

L’uomo, secondo quanto accertato dai carabinieri, lo scorso 16 agosto prese in braccio la bambina sotto gli occhi dei sorpresi genitori, che se la ripresero subito prima che l’uomo si allontanasse. Poi scattò l’arresto dei militari per tentato sequestro di persona, a cui fece seguito la remissione in libertà decisa dal pm e che fece montare il caso con interventi di esponenti politici e non solo, e con l’invio degli ispettori ministeriali alla procura di Ragusa su direttive del ministro della giustizia Andrea Orlando. L´indiano, difeso dall´avvocato Biagio Giudice, aveva chiarito in sede di interrogatorio di non aver mai voluto fare del male alla bambina.