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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 293
RAGUSA - 22/08/2016
Cronache - Sul caso, che ha assunto rilevanza nazionale, interviene anche il sindaco di Vittoria

VIDEO Gli ispettori in procura a Ragusa come deciso dal ministro della giustizia in merito al mancato fermo rapitore bimba

L’uomo, che resta dunque indagato a piede libero, forse sarà processato con il rito immediato Foto Corrierediragusa.it

Non è destinato a sgonfiarsi in tempi brevi il caso che sta infiammando l’Italia e che ha visto lo scorso 16 agosto il tentato rapimento di una bambina di 5 anni sul lungomare di Scoglitti da parte di un indiano 43enne, Ram Lubhay, arrestato e scarcerato, successivamente rintracciato per essere interrogato e poi di nuovo lasciato a piede libero. Tutto questo nonostante l’uomo risulti gravato da precedenti penali e sia irregolare sul territorio italiano in quanto colpito un decreto di espulsione disatteso. L’ultima novità è data dalla conferma della decisione, da parte del ministro della giustizia Andrea Orlando, di avviare accertamenti (vedere video servizio Canale 74)


Più precisamente, come specificano da Roma, si tratta di cosiddette «verifiche preliminari». Orlando ha in sostanza richiesto informazioni sull´accaduto attraverso l’organo a ciò preposto, ovvero l’Ispettorato del ministero. Le valutazioni affidate alla discrezionalità del magistrato, viene sottolineato, «naturalmente non sono sindacabili». E solo se fossero ravvisabili «violazioni di legge tali da essere sottoposte a valutazioni disciplinari», il ministro agirà di conseguenza. Gli ispettori, quindi, dopo aver acquisito la relazione sull´accaduto, riferiranno al guardasigilli. "Io credo - ha detto il ministro Orlando - che sia interesse di tutti che la ricostruzione dei fatti avvenga tramite le forme previste dalla legge, cioè tramite gli strumenti di accertamento che il Ministero dispone, e questo per due finalità: da un lato per valutare se c´è stata una correttezza da parte della magistratura e dall´altro per evitare che si celebrino processi paralleli o processi al processo che non sono previsti nel nostro ordinamento. Al di là di ciò, per il momento, su Ragusa non ho molto da aggiungere, rispetto all´atto che è già stato compiuto. E´ importante invece - ha concluso il Guardasigilli - che tutto segua le regole e anche la valutazione degli atti sia fatta non in modo emozionale e intuitivo, ma sia fatta sulla base dei fatti che il ministero sta raccogliendo".

E mentre sono al lavoro gli ispettori ministeriali al tribunale di via Natalelli, la procura di Ragusa fa quadrato attorno al pubblico ministero Giulia Bisello, che si è occupata del caso, finita nel vortice delle polemiche di cittadini ed esponenti politici, soprattutto sul web. Il magistrato è stato destinatario anche di insulti e di questo aspetto della vicenda si occuperà la procura di Messina, alla quale saranno trasmessi gli atti e i documenti. L’indiano, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di sabato scorso, si era proclamato innocente, dicendo di aver tenuto in braccio la bambina per 45 secondi e di essersi allontanato per una decina di metri, senza spiegare però i motivi alla base di questo comportamento. L´uomo resta dunque indagato a piede libero.

LA PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO DI VITTORIA
Sulla vicenda intanto interviene anche il sindaco di Vittoria Giovanni Moscato: «Si tratta di un episodio grave – ha dichiarato il primo cittadino – che ha causato grande preoccupazione per la famiglia e allarme sociale in città. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e riteniamo che nelle more del procedimento esistono tutte le condizioni per addivenire ad un provvedimento di espulsione amministrativa. Chiediamo agli organi competenti di agire celermente in tal senso, per riportare serenità e sicurezza nel nostro territorio. Chiediamo agli organi istituzionali di compiere tutti gli atti necessari per garantire maggiore sicurezza urbana nel nostro territorio e, al contempo - conclude il sindaco - stiamo intensificando i controlli di competenza della polizia locale».


GASPARRI: "BENE COSI´ DA PARTE DEL MINISTRO ORLANDO"
"Prendo atto positivamente delle iniziative del ministro Orlando per accertare gli eventuali e probabilmente gravissimi errori della magistratura di Ragusa che lascia ancora a piede libero una persona che in Italia non avrebbe alcun diritto di rimanere. È inutile che la procura di Ragusa abbai alla luna. Accettino le verifiche ministeriali. Anzi, come ho sostenuto in un´interrogazione, invito Orlando a formalizzare con una vera e propria ispezione, anche per attivare eventuali iniziative disciplinari, quanto accaduto. Lasciare a piede libero clandestini, presunti rapitori di bambini è veramente sconcertante. Ma che magistrati abbiano in Italia?". Lo dichiara il senatroe Maurizio Gasparri all´Ansa.

LE ALTRE REAZIONI POLITICHE
Si allarga a macchia d´olio anche in ambito politico la polemica sulla doppia remissione in libertà dell´indiano 43enne Ram Lubhay, che, approfittando di un momento di distrazione di mamma e papà, lo scorso 16 agosto avrebbe preso in braccio la bimba, per poi fuggire lungo la riviera di Scoglitti. Il padre lo aveva inseguito, strappandogli la bambina dalle braccia, senza riuscire però a bloccare l’indiano, poi catturato dai militari. L´uomo era stato rilasciato poche ore dopo dal pm Giulia Bisello, che ha ora confermato la decisione dopo 7 ore di interrogatorio al termine di cui l´indiano si è detto innocente. Come accennato, le polemiche hanno infiammato anche la parte politica. Con una interrogazione parlamentare urgente, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha chiesto al ministro della giustizia Andrea Orlando «Di fare luce su quanto accade al tribunale di Ragusa», definendo «sconcertante» la doppia remissione in libertà dell’indiano.

Sulla vicenda hanno preso posizione pure Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ed il leghista Roberto Calderoli, vice presidente del senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. Quest’ultimo ha chiesto al presidente della Repubblica Mattarella un suo autorevole intervento in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura. «Mi attendo – dice il leghista – che il presidente della Repubblica, vista l´immobilità del Csm e del ministro della giustizia, intervenga di persona, nella sua qualità di presidente del Csm, e faccia subito chiarezza sulla vergognosa vicenda di Vittoria, dove un immigrato clandestino, con gravi precedenti penali e con un provvedimento di espulsione a carico disatteso, è stato rimesso in libertà, vanificando in questo modo il lavoro difficile è pericoloso delle forze dell´ordine che lo avevano catturato. A questo punto auspico – conclude Calderoli – un immediato intervento del Csm, per aprire un procedimento disciplinare».

Anche l’associazione «Ragusa in movimento» chiede spiegazioni alla procura iblea. «Ci chiediamo – scrive Mario Chiavola – perché la nostra comunità debba fare i conti con simili decisioni, che ne minano la tranquillità e la sicurezza. Siamo già intervenuti, come movimento, con l’avvocato Michele Savarese, sottolineando, e lo diciamo senza spirito di polemica, che il procuratore dovrebbe spiegare ai cittadini perché l’indiano sia stato scarcerato dalla procura stessa per la seconda volta consecutiva, nella persona del sostituto procuratore Giulia Bisello.

Tutto ciò – prosegue Chiavola – determina profonda costernazione, oltre che preoccupazione, tra i cittadini. L’uomo avrebbe dichiarato agli inquirenti di non volere compiere questo gesto, proclamandosi innocente, ma – conclude Chiavola – riteniamo che questa non sia una motivazione sufficiente per far calare la preoccupazione dell’opinione pubblica». L’associazione «Ragusa in Movimento» ha quindi messo in rilievo che «Il reato di sequestro di persona in danno di minore di quattordici anni, secondo l’articolo 605 del codice penale, è punito con la reclusione da 3 a 15 anni». La procura di Ragusa ha invece ribadito nel frattempo di stare agendo proprio secondo quanto previsto dal codice penale, che, per il reato di tentativo di rapimento, prevede la conferma del fermo, che può avvenire a piede libero, con avvenuto nel caso specifico, con il pm che ha così deciso per la seconda volta di fila. Un "caso" del genere non si era mai visto in territorio ibleo.

LO SFOGO DELLA MAMMA: "QUESTA LEGGE FA VOMITARE"
"Questa legge mi fa vomitare". La madre della bimba che nel pomeriggio di Ferragosto sarebbe stata vittima di un tentato rapimento in spiaggia a Scoglitti, sfoga la sua rabbia ai microfoni di Enrico Fedocci di NewsMediaset. Ram Lubhaya, il 43enne indiano denunciato a piede libero, è stato infatti rilasciato per la seconda volta, dopo un´interrogatorio durato 7 ore e nel corso di cui si è proclamato innocente. "Ci è stato detto che non ha concluso il reato. Ma si è fermato solo perché noi lo abbiamo fermato", commenta la donna. "Mi trovavo sul lungomare, a risalire le scale. La bambina - ricorda la madre - era già salita con mio marito. Un´amica mi ha fatto notare che la mia bimba era in braccio a uno straniero che la teneva molto stretta a sé, con il faccino quasi sotto la sua ascella, proprio bloccata a lui". "La paura è stata tanta. Ieri siamo stati risentiti, speranzosi che questa persona venisse anche solo espulsa dall´Italia. Voglio solo dire - ribadisce - che io vomito davanti alla legge italiana. Perché ho compreso che è stata applicata proprio la legge nei minimi particolari. Ci è stato detto che non ha concluso il reato: lo dovevamo perdere di vista per poter dire che si stava portando via la nostra bambina. Non mi stancherò mai di ripeterlo: si è fermato solo perché noi l´abbiamo fermato".

L´indiano ha sostenuto nell´interrogatorio di avere tenuto in braccio la bambina per 45 secondi e di aver percorso non più di 10 metri con la piccola in braccio, prima di essere fermato dai genitori. Resta però oscuro il movente che aveva spinto l´uomo a prendere la bambina e a cercare di allontanarsi. L´indiano, che lavora saltuariamente facendo tatuaggi all´hennè sulle spiagge, è senza fissa dimora, irregolare sul territorio italiano e già destinatario di un provvedimento di espulsione, essendosi resi responsabile in passato di altri reati.