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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 724
RAGUSA - 06/07/2016
Cronache - Dopo la lunga requisitoria del pm della Dda Valentina Sincero

136 anni di carcere chiesti nel processo "Eco"

La sentenza è stata fissata per lunedì prossimo Foto Corrierediragusa.it

Oltre 136 anni di carcere sono stati richiesti dal pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Catania Valentina Sincero nel processo «Eco» che vede tra gli 11 imputati anche l’ex sindaco di Scicli Franco Susino. Proprio per quest’ultimo la pubblica accusa ha chiesto 7 anni di reclusione. I reati contestati comprendono l’associazione mafiosa, anche a titolo di concorso esterno (come nel caso di Susino), truffa, estorsione e furto. Per Franco Mormina (foto), ritenuto essere dagli inquirenti il promotore del sodalizio criminale, è stata invocata la pena più pesante: 24 anni. Mormina aveva accusato un malore lunedì scorso mentre presenziava all’udienza collegato in videoconferenza dal carcere di Secondigliano, rendendo necessario l’intervento del cardiologo e la sospensione della requisitoria del pm della Dda Sincero, poi proseguita ieri con le richieste di condanna. Altri 20 anni di carcere ciascuno sono stati chiesti per il fratello di Franco Mormina, ovvero Ignazio, nonché per Giovanni Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone. Dai 4 ai sei anni di reclusione sono stati infine invocati a carico di Renzo Gazzè, Lorenzo Trovato, Giovanni Distefano, Bartolomeo Cannella e Vincenzo Tumino.

La sentenza è stata fissata per lunedì prossimo. Il processo scaturisce dall’operazione «Eco», condotta dai carabinieri e attinente al presunto condizionamento criminale vicino ad ambienti mafiosi del servizio di raccolta dei rifiuti a Scicli. Il titolare della «Ecoseib» Giuseppe Busso, che gestiva il servizio di raccolta rifiuti all’epoca dei fatti a Scicli, aveva confermato in aula le pressioni più volte ricevute da Franco Mormina, ritenuto essere dagli inquirenti a capo dell’organizzazione e che, secondo l’accusa, avrebbe imposto il suo controllo sulla gestione del servizio di raccolta rifiuti, compromettendo anche la regolare attività della «Ecoseib», parte civile nel procedimento assieme all’associazione «Codici onlus», «Obiettivo legalità» e comune di Scicli.

Nel processo è stato quindi più volte evidenziato come in città si respirasse un clima piuttosto pesante. Già nella prima udienza erano emerse le insistenti richieste di Mormina affinché alcuni dipendenti si licenziassero per poter procedere così alle assunzioni di persone a lui vicine. La difesa di Franco Mormina ha cercato di smontare in aula queste accuse mentre la difesa dell’ex sindaco Susino si è in larga parte soffermata sulla trasformazione dei contratti di Mormina e di altri 3 imputati. Stando a quanto emerso in aula, la trasformazione del contratto a tempo indeterminato avvenne nel 2010, quando il sindaco non era Susino. Con il subentro di quest’ultimo l’amministrazione comunale contestò queste assunzioni. La vicenda portò alle dimissioni del sindaco Susino e al successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Scicli. Il comune è al momento retto da una triade prefettizia.