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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 602
RAGUSA - 25/06/2016
Cronache - Le morti di Luigi Annino, Maria Grazia Difede e Maria Occhipinti

I 14 avvisi di garanzia ad altrettanti medici

Le 3 vicende, verificatesi nel giro di appena 15 giorni, hanno suscitato parecchio clamore nel territorio ibleo Foto Corrierediragusa.it

Quattordici medici indagati in 2 ospedali iblei per 3 morti sospette verificatesi in due settimane. E´ il dato allarmante che pone qualche interrogativo sul buon funzionamento della sanità. E la procura vuole vederci chiaro con 3 fascicoli relativi agli altrettanti, drammatici casi. Cinque medici cardiologi dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa sono stati indagati per la morte di Luigi Annino, 65 anni, originario di Roma ma residente a Cologno Monzese, che aveva deciso di trasferirsi a Modica, città di origine della moglie. La procura ha intanto disposto l’autopsia. I quattro medici sono indagati per omicidio colposo. Annino, alcuni giorni prima della morte, aveva subito un delicatissimo intervento chirurgico a Catania. Per sei giorni era stato poi ricoverato all’ospedale Maggiore di Modica in quanto, dopo essere stato dimesso dal nosocomio etneo, aveva accusato un malore. L’uomo era stato successivamente trasferito da Modica a Ragusa per essere sottoposto a coronografia. Secondo quanto fanno rilevare dall’ospedale ragusano, l’uomo avrebbe preferito rinviare l’accertamento clinico in quanto ancora sofferente per l’intervento subito a Catania, per cui era stato stato dimesso in attesa che le sue condizioni migliorassero per sottoporsi all’esame clinico. Tornato a casa, la mattina successiva Annino era stato colto da infarto. Inutile l’intervento del 118. I familiari avevano denunciato il caso alla procura, facendo affiggere al contempo un singolare manifesto funebre con il messaggio «La famiglia Annino comunica che, per motivi indipendenti dalla propria volontà, i funerali del caro congiunto saranno celebrati a data da destinarsi».

I 6 AVVISI DI GARANZIA PER LA MORTE DELLA 32ENNE DI PACHINO
La 32enne di Pachino Maria Grazia Difede ed il suo feto nato morto alla 38ma settimana sono stati sottoposti ad autopsia. La decisione era stata assunta dalla magistratura iblea che ha anche emesso sei avvisi di garanzia all´indirizzo di altrettanti medici che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda legata al decesso della donna che sarebbero in forza al reparto di ginecologia ed ostetricia dell´ospedale Maggiore di Modica. La procura ha aperto il fascicolo per sua decisione autonoma dal momento che non c´è nessun esposto a firma dei familiari della donna, che era deceduta nella divisione di rianimazione dell´ospedale modicano. Giunta dal suo paese al pronto soccorso di Modica era stata trasferita al reparto di ostetrica e ginecologia visto che si trovava quasi alla conclusione del percorso di gestazione e, sostanzialmente, era in travaglio. Il feto che portava in grembo, attraverso l’esame del tracciato, era risultato privo di vita da almeno tre giorni. In pratica, girandosi nel grembo della madre, il feto aveva provocato un nodo fatale nel cordone ombelicale.

I medici avevano proceduto, come da protocollo, a fare partorire la donna nella stessa serata. Il feto pesava quasi quattro chili e mezzo. Maria Grazia Difede era stata vittima di una forte emorragia ed era stata di conseguenza sottoposta a raschiamento, andando nel contempo due volte in arresto cardiaco. Era stata quindi sottoposta a duplice defibrillazione e conseguentemente riportata in sala operatoria. Le condizioni della gestante si erano aggravate nelle ore successive tant’è che si era reso necessario il suo trasferimento al reparto di rianimazione dello stesso nosocomio.

I 3 AVVISI DI GARANZIA PER IL DECESSO DELLA 56ENNE DI POZZALLO
Sono tre i medici dell´ospedale Maggiore indagati per omicidio colposo in riferimento al presunto caso di malasanità che avrebbe causato la morte, durante la corsa in ambulanza verso l´ospedale Maggiore di Modica, della 56enne di Pozzallo Maria Occhipinti. La signora è deceduta per arresto cardiocircolatorio durante il tragitto dalla cittadina marinara a Modica. Il marito aveva presentato un esposto alle forze dell´ordine che avevano avviato le indagini e sequestrato la cartella clinica all´ospedale modicano. La donna, il giorno prima colta da malore, si era recata al Maggiore, ma, dopo alcuni accertamenti per una presunta colica renale, era stata dimessa. Tornata a casa la 56enne aveva nuovamente accusato forti dolori all´addome, tant´è che il marito l´aveva accompagnata al presidio territoriale d´emergenza di Pozzallo dove il medico di turno, ritenuto che la situazione della donna stesse velocemente peggiorando, ne aveva disposto il trasferimento in ambulanza di nuovo all´ospedale Maggiore di Modica. Purtroppo però, durante il tragitto, la donna non ce l´ha fatta ed è deceduta. Sul corpo è stata disposta l´autopsia. Intanto l’Asp 7 di Ragusa ha avviato una indagine interna con la nomina di una apposita commissione.