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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1453
RAGUSA - 16/06/2016
Cronache - La sentenza del gup Maggioni in udienza preliminare

In totale 26 anni di carcere per operazione Ghorab

Un quinto imputato ha patteggiato la pena Foto Corrierediragusa.it

Oltre 26 anni di carcere inflitti dal gup in udienza preliminare a carico di 4 imputati giudicati con il rito abbreviato nel procedimento giudiziario scaturito dall’operazione antidroga Ghorab (corvo in arabo, come i criminali chiamavano in codice i militari nelle conversazioni telefoniche intercettate). Il gup Claudio Maggioni ha condannato a 9 anni il tunisino 35enne Mohamed Slimani; sei anni sono stati inflitti al 41enne Habib Alimi; cinque anni per il 20enne Sabri Slama e sei anni per il 21enne Anis Bouajila. Un quinto imputato, il 25enne Francesco Parasole, ha scelto ed ottenuto di poter patteggiare la pena di due anni di reclusione per la cessione di 18 dosi di hashish. La pena applicata è a continuazione di quella dello scorso anno, quando il giovane patteggiò 9 mesi di carcere e 900 euro di multa. Altri quattro imputati a piede libero sono stati rinviati a giudizio per l´udienza fissata al prossimo 12 ottobre. Stando alle indagini allora condotte dai carabinieri, eroina e hashish arrivavano a fiumi da Napoli e Palermo, passando per Genova e per il Catanese fino a Vittoria come tappa finale. La droga veniva spesso spacciata anche a minorenni nelle piazze non solo della stessa Vittoria, ma anche della frazione rivierasca di Scoglitti e territori limitrofi.

Tutto avveniva attraverso insospettabili corrieri che viaggiavano in pullman e che talvolta ingoiavano gli ovuli o li nascondevano nel retto per trasportarli all’interno del loro corpo, rischiando la vita pur di eludere i controlli antidroga. Come nel caso di una giovane vittoriese che era scomparsa di casa, come denunciato dagli allarmati genitori, e divenuta succube del suo fidanzato spacciatore, poi morto di overdose, che la costringeva a trasportare la droga. Nella rete dei militari finirono pregiudicati italiani e tunisini tutti appartenenti ad un sodalizio specializzato nello smercio di eroina e hashish. Furono sequestrate complessivamente nel corso dell’indagine oltre 500 dosi di droga.