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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 890
RAGUSA - 11/06/2016
Cronache - La sentenza al termine del processo in Corte d’Assise a Siracusa

Giuseppe Maurici condannato a 16 anni di carcere

L’imputato, che è comunque un uomo libero, si è sempre proclamato innocente Foto Corrierediragusa.it

A distanza di oltre un decennio dalla scomparsa dalla sua casa nel quartiere Russia a Ragusa di Maria Dimartino (foto), la pensionata di 79 anni di cui non si sa più nulla dal febbraio 2005, è stato condannato l´unico imputato ritenuto essere dagli inquirenti il presunto autore dell´omicidio: a Giuseppe Maurici, 49enne residente a Santa Croce, la Corte d´Assise di Siracusa, dove si è celebrato il processo, ha inflitto 16 anni di carcere, 10 in meno rispetto alla pena a complessivi 26 anni che era stata chiesta dal pubblico ministero al termine della sua requisitoria. La donna disabile, il cui corpo non è stato mai ritrovato, scomparve con una grossa somma di denaro pari a 46 mila euro. Lasciò il marito, oggi 93enne, e la figlia, che fu l’ultima a vederla quella fatidica mattina nella loro casa di via Belle. Gli inquirenti, lo scorso dicembre, ipotizzarono che i resti della povera donna potessero trovarsi nelle fondamenta della casa del genero, unico imputato nel processo per omicidio volontario in Corte d’Assise. La tesi investigativa puntò sull’ipotesi che il cadavere potesse essere stato a suo tempo sepolto nelle fondamenta della casa, all’epoca in costruzione. Furono quindi «sguinzagliati» dei cani specificatamente addestrati nella zona dagli investigatori, con l’ausilio anche del geo radar. Gli esiti delle ricerche però non furono fruttuosi. E d’altronde Giuseppe Maurici, che è comunque un uomo libero, si è sempre dichiarato innocente.

Il gup del tribunale di Ragusa Claudio Maggioni dichiarò tre anni fa prescritti gli altri due reati di cui era accusato l’imputato: appropriazione indebita della grossa somma di denaro scomparsa, e distruzione e soppressione del cadavere della suocera.