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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1080
RAGUSA - 09/06/2016
Cronache - Lo rende noto il Codacons

Inchiesta procura per usura bancaria: 3 indagati

L’interessato aveva sporto a suo tempo denuncia Foto Corrierediragusa.it

Sarebbero tre gli indagati nell’inchiesta per usura bancaria aperta dalla procura a seguito della denuncia di un imprenditore di Catania, assistito dal Codacons, che gestiva fino a qualche tempo fa un agriturismo in territorio di Ragusa. Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori in un comunicato nel quale si legge che i tre indagati sarebbero il presidente e gli ex presidenti del consiglio di amministrazione e del consiglio di gestione di un noto istituto bancario. L’imprenditore, che è assistito nel procedimento penale dall’avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ufficio legale Codacons, avrebbe stipulato, a partire dal 2001, dei contratti di apertura di credito in conto corrente con l’istituto bancario guidato, in tempi diversi, dai tre indagati. «L’imprenditore – si legge nel comunicato del Codacons – avrebbe subito però il macroscopico, reiterato e continuo esubero dei tassi soglia legali, pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia». In sostanza, secondo il legale del Codacons, «Gli indagati avrebbero determinato ed autorizzato l’applicazione di interessi usurari, superiori al tasso soglia, ai contratti di conto corrente accesi nelle filiali della banca oggetto dell’inchiesta, non impedendo, pur avendo l’obbligo giuridico di evitarlo, che fossero pretesi ed applicati interessi usurari. L’imprenditore – si continua a leggere nella nota – lungi dall’essere debitore, risulta creditore nei confronti della banca per diverse decine di migliaia di euro, ma, nonostante ciò, l’illegittima segnalazione «a sofferenza» presso la centrale rischi effettuata dall’istituto, di fatto, ha paralizzato – aggiunge la nota – l’accesso al credito dell’imprenditore e la conseguente crisi e successiva chiusura dell’impresa».

Per il Codacons «Si tratta di una pratica diffusa fra gli istituti di credito, che tendono ad addebitare somme illegittime ai propri correntisti, per poi pretenderne il pagamento con l’avvio di azioni esecutive sui beni di questi ultimi. È evidente che in un contesto del genere le banche, anziché essere un volano per l’economia – dichiara il Codacons – ne costituiscono il freno, perdendo l’alta funzione sociale che dovrebbe essere loro propria. Invitiamo dunque gli utenti del sistema bancario – conclude l´associazione dei consumatori – a verificare periodicamente la legittimità delle pretese degli istituti di credito, rivolgendosi agli sportelli Codacons sul territorio».