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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 474
RAGUSA - 07/06/2016
Cronache - Per i periti incaricati la donna è in grado di intendere

Perizia di 105 pagine: "Veronica Panarello capisce"

Il procedimento riprenderà il prossimo 20 giugno con un’udienza dedicata all’escussione dei periti Foto Corrierediragusa.it

Veronica Panarello (foto) può sostenere il processo a suo carico che la vede accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni e di averne gettato il corpo in fondo al canalone di contrada Vecchio Mulino nel novembre 2014. E’ quanto sostenuto dai periti incaricati di effettuare tutti gli esami psichiatrici sulla donna, necessari a sgomberare ogni dubbio. «La personalità di Veronica Panarello non è armonica – si legge nei documenti – ma è tuttavia capace di intendere e di partecipare al processo». L’accertamento era stato disposto dal gup di Ragusa Andrea Reale al quale la perizia psichiatrica è stata consegnata. Il processo a carico di Veronica Panarello si sta celebrando col rito abbreviato condizionato a questa perizia psichiatrica, redatta da Roberto Catanesi, ordinario di psicopatologia forense all’università di Bari, e da Eugenio Aguglia, professore ordinario di psichiatria all’ateneo di Catania. Proprio i due professori sostengono che «All’epoca dei fatti, e con riferimento a essi, Veronica Panarello aveva capacità di intendere e di volere e per tale motivo, nonostante la sua personalità non armonica, è comunque in grado di sostenere il processo a suo carico». La perizia psichiatrica di 105 pagine su Veronica Panarello è stata consegnata tramite mail certificata alla segreteria del gup del tribunale di Ragusa. Secondo gli esperti «Il complesso di elementi clinici e psicodiagnostici raccolti non consente di mettere in luce disturbi mentali clinicamente rilevanti», stando anche a quanto dettato dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm).

Secondo i periti, l´imputata è inoltre «In grado di partecipare coscientemente al processo perché le sue attuali condizioni psichiche – si legge nei documenti – le consentono di comprendere oggetto e contenuto delle imputazioni, oltre a permetterle di argomentare circa le accuse che le sono mosse. Non a caso la donna è stata, e tuttora è, in grado di esporre i fatti di cui è a conoscenza». Inoltre, secondo i professori Catanesi e Aguglia, «Non risulta compromessa per Veronica Panarello la capacità di autodeterminarsi rispetto a obiettivi dati, nonché di potere riferire in modo e con modalità tali da preservare i suoi interessi nella vicenda giudiziaria». Non a caso, i tratti delineati dai due periti sulla personalità della Panarello la si evince pure dalle sue ultime «uscite», tra cui la richiesta di un confronto con il suocero Andrea Stival, che aveva chiamato in correità nel delitto, accusandolo di esserne l’esecutore materiale per chiudere la bocca al bambino, il quale avrebbe scoperto che i due fossero amanti, minacciando di raccontare tutto al padre Davide.

Gli inquirenti non avevano ritenuto necessario assecondare la richiesta della donna, che continua a sostenere di avere fatto sesso più volte in casa con il padre di suo marito, nell’ambito della loro presunta relazione, e si essere stati sorpresi da Loris durante uno di questi presunti momenti intimi in cucina. Il nonno del bambino, indagato come atto dovuto a seguito delle pesanti accuse, si è sempre proclamato innocente, respingendo le accuse e avvalendosi di alibi e testimonianze solidi che smentirebbero le affermazioni della Panarello. Intanto quest’ultima, su richiesta della difesa è stata di recente sottoposta, in centro diagnostico di Catania, anche a una risonanza magnetica alla testa per verificare le sue condizioni neurologiche, morfologiche e funzionali. Il processo riprenderà il prossimo 20 giugno con un’udienza dedicata all´escussione dei periti del gup e consulenti delle parti.