Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1329
RAGUSA - 02/06/2016
Cronache - Il giallo della pensionata Maria Dimartino

Omicidio : chiesti 26 anni di carcere per Maurici

La sentenza il prossimo 10 giugno Foto Corrierediragusa.it

A distanza di oltre un decennio dalla scomparsa dalla sua casa nel quartiere Russia a Ragusa di Maria Dimartino (foto), la pensionata di 79 anni di cui non si sa più nulla dal febbraio 2005, per la pubblica accusa l’unico colpevole de presunto omicidio resta il genero: a carico di Giuseppe Maurici, 49enne residente a Santa Croce, il pubblico ministero ha difatti chiesto la condanna a complessivi 26 anni di carcere al termine della sua requisitoria nel processo giunto alle battute finali in Corte d’Assise a Siracusa. La donna disabile, il cui corpo non è stato mai ritrovato, scomparve con una grossa somma di denaro pari a 46 mila euro. Lasciò il marito, oggi 93enne, e la figlia, che fu l’ultima a vederla quella fatidica mattina nella loro casa di via Belle. Gli inquirenti, lo scorso dicembre, ipotizzarono che i resti della povera donna potessero trovarsi nelle fondamenta della casa del genero, unico imputato nel processo per omicidio volontario in Corte d’Assise. La tesi investigativa puntò sull’ipotesi che il cadavere potesse essere stato a suo tempo sepolto nelle fondamenta della casa, all’epoca in costruzione. Furono quindi «sguinzagliati» dei cani specificatamente addestrati nella zona dagli investigatori, con l’ausilio anche del geo radar. Gli esiti delle ricerche però non furono fruttuosi. E d’altronde Giuseppe Maurici si è sempre dichiarato innocente.

Il gup del tribunale di Ragusa Claudio Maggioni dichiarò tre anni fa prescritti gli altri due reati di cui era accusato l’imputato: appropriazione indebita della grossa somma di denaro scomparsa, e distruzione e soppressione del cadavere della suocera. Di recente si era appurato che Maurici, qualche giorno dopo la scomparsa della 79enne, pare avesse acquistato diversi metri cubi di cemento. Un elemento che era sembrato alquanto anomalo, specie se associato alla contestuale sparizione dei 46 mila euro assieme alla donna. Maurici sembrò fin da subito come uno dei probabili responsabili della scomparsa della suocera, e difatti fu rinviato a giudizio. Ora si attende la sentenza nell’ultima udienza fissata per venerdì 10 giugno.