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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1145
RAGUSA - 13/05/2016
Cronache - Il Ministro dell’Interno chiamato in causa per far luce sul gravissimo episodio

Aggressione a sostituto procuratore di Ragusa mentre usciva dal palazzo di giustizia: lo rende noto il senatore Lumia in una interrogazione

Indaga la procura di Messina per risalire agli ignoti autori Foto Corrierediragusa.it

L’hanno attesa all’uscita del palazzo di giustizia di via Natalelli (foto) per spintonarla ed insultarla mentre raggiungeva la propria auto: vittima dell’aggressione è un sostituto procuratore donna. L’episodio, verificatosi qualche giorno fa, è stato reso noto dal senatore del Pd Giuseppe Lumia nell’ambito di una interrogazione al Ministro dell’Interno per far luce su questo ed altri episodi legati in prevalenza alla criminalità vittoriese, cui fa peraltro gola da tempo il mercato ortofrutticolo di contrada Fanello a Vittoria, tra i più importanti del meridione. Non a caso il sostituto procuratore aggredito è titolare di alcune importanti inchieste sulla criminalità vittoriese, e, in particolare, di quella sul gravissimo danno ambientale causato dallo smaltimento illecito delle coperture di plastica delle serre e di altro materiale usato nelle coltivazioni. Sull’aggressione al sostituto procuratore, peraltro verificatasi dinanzi al tribunale, simbolo di legalità, sta indagando la procura di Messina. Al vaglio degli inquirenti le immagini riprese dal sistema di telesorveglianza per risalire all’identità degli ignoti aggressori, che, a quanto pare, avevano il volto parzialmente coperto. I delinquenti si sono allontanati indisturbati e non è dato sapere se e quanti testimoni abbiano assistito alla scena. Un episodio gravissimo che suona come una sorta di sfida alla giustizia, anche perché, come accennato, è avvenuto a pochi passi dal luogo simbolo della legalità, ovvero il palazzo di giustizia.

Al sostituto procuratore vittima dell’aggressione è stata assegnata la scorta a tutela della propria incolumità. Numerosi gli attestati di solidarietà giunti alla collega che da pochi mesi lavora nella difficile realtà iblea. E’ la prima volta, a memoria d’uomo, che si registra un episodio simile nel territorio ragusano. Proprio alla luce di ciò, le indagini stanno proseguendo a ritmo serrato per dare una risposta forte ad un gesto che non può restare impunito.