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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 637
RAGUSA - 02/09/2008
Cronache - Ragusa - La riapertura anticipata della stagione venatoria

I cacciatori sparano sotto casa nelle contrade rurali di Comiso

Intanto si registrano 3 denunce della Polizia provinciale Foto Corrierediragusa.it

Paura in alcune contrade in comune di Comiso. Ore 06.00 di mattina. In c./da Deserto, tra la SS.115 e la via Biscari i residenti si svegliano di soprassalto a causa di numerosi spari vicino alle abitazioni. Troppo vicino. Impauriti si affacciano timidamente dietro le finestre per riuscire a capire di cosa si tratta. In tutto 6 spari. Ma dopo qualche minuto in lontananza ma non molto, alcuni cacciatori.

Ma dopo la paura per i colpi espolosi, il timore per l’eccessiva vicinanza alle abitazioni. Anche quest’anno infatti, si ripropone il problema della stagione venatoria, che oltre alla discutibile pratica di caccia, ne presenta un altro ancora più grave: quello della eccessiva vicinanza alle abitazioni di campagna dove in molti , trascorrono i mesi di settembre ed ottobre. Già l’anno scorso, la cosa ci era stata segnalata. Addirittura, proprio sui cigli della SS.115, erano stati ritrovati dei bossoli di fucile. Alcuni, anche in prossimità dei cancelli di alcune villette.

E quest’anno il problema si ripresenta. Il signor T.G. ha dichiarato che l’anno scorso verso le 08.00 di mattina, mentre di occupava di giardinaggio, gli spari di fucile si udivano molto chiaramente per essere lontani. Infatti ha anche affermato, che essendo soprattutto i cigli stradali notevolmente incolti, sono spesso la naturale dimora di conigli, ed a volte anche di volpi. « ho avuto paura per i miei nipotini che giocano fuori, all’aria aperta, perché non si sa mai, qualche pallino di bossolo vagante può arrivare ovunque, visto che alcuni cacciatori non si fanno scrupolo di sparare vicino alle case». Questo quanto affermato.

Anche questo purtroppo, è un problema che dovrebbe essere tenuto sotto controllo. Fortunatamente, non tutti coloro che si dilettano a cacciare uccelli e conigli, la pensano allo stesso modo. Infatti, il signor O. C, cacciatore per passione da più di vent’anni, ha affermato che la caccia è una pratica che deve essere effettuata con molta attenzione. « non capisco quale sia lo spirito della caccia se deve essere praticata sotto casa», ci ha detto il signor C. « la particolarità è quella di addentrarsi in zone semi montagnose, collinari, o in terreni isolati, incolti, fare lunghe passeggiate, rivivere insomma per qualche ora, con lo spirito dell’uomo che naturalmente è cacciatore, ma non pericoloso per gli altri esseri umani».


LA POLIZIA PROVINCIALE DENUNCIA 3 CACCIATORI PER L´USO (ILLEGALE) DEL FURETTO

Con la riapertura, peraltro anticipata, della caccia in Sicilia, sono stati intensificati nel territorio ibleo i controlli della Polizia Provinciale, su disposizione dell’assessore Salvatore Minardi.

Particolare attenzione è stata prestata alle zone rurali, ubicate soprattutto nel territorio chiaramontano, nell’acatese o nei pressi delle due Riserve Naturali nonché della zona archeologica di Camarina, atteso che in queste zone e in questo periodo dell’anno si registra la più alta pressione venatoria per la maggiore presenza di selvaggina.

Nella prima giornata di caccia sono stati controllati quasi cento cacciatori. Tre di essi sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per avere esercitato la caccia mediante l’uso del furetto, assolutamente vietato in tutta la provincia di Ragusa.

I tre cacciatori denunciati sono S.S. di anni 33 e F.D. di anni 36 di Riesi e R.A. di anni 62 di Vittoria. Le ipotesi di reato sono state accertate in contrada Biddini di Acate e in contrada Mazzarronello di Chiaramonte Gulfi. Ai cacciatori sono stati sequestrati 3 fucili da caccia e relativo munizionamento e furetti oltre alla selvaggina illecitamente abbattuta. Ad altri 5 cacciatori sono stati contestati altrettanti illeciti amministrativi per varie violazioni che la Legge venatoria punisce con sanzioni pecuniarie sino a € 1.239,00.

«I risultati ottenuti nella vigilanza ? afferma il comandante della Polizia Provinciale,Raffaele Falconieri - sono il frutto dell’encomiabile attività di pattugliamento e di appostamento (spesso in zone impervie e di difficile accesso) svolte dalle squadre del Nucleo di Vigilanza Venatoria di questa Polizia Provinciale. L’attività di controllo proseguirà senza sosta nei prossimi giorni anche per garantire il rispetto delle giornate di silenzio venatorio di martedì e venerdì (ogni cacciatore può esercitare l’attività solo il sabato, la domenica e, a scelta, di lunedì, di mercoledì o di giovedì), l’osservanza del calendario venatorio (per alcune specie come la quaglia, la lepre, l’allodola, il cinghiale quando la caccia sarà consentita solo a partire da date successive), il rispetto delle zone di divieto e delle distanze minime di sicurezza».