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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 903
RAGUSA - 16/04/2016
Cronache - Della banda faceva parte una donna che faceva da autista e palo

30 furti per un milione di euro: 10 arresti

La base operativa era al quartiere San Cristofor di Catania. Le manette sono scattate in flagranza Foto Corrierediragusa.it

Un’associazione a delinquere che operava in tutta la Sicilia e che, in poco più di 3 mesi, aveva commesso una trentina di grossi furti per quasi un milione di euro ai danni di concessionarie d’auto, negozi di elettronica, impianti fotovoltaici e tabaccherie. Proprio l’anziana titolare di una rivendita di tabacchi di Catania presa di mira fu colpita da uno dei malviventi con un pugno in faccia per essere scesa in strada dopo aver udito dei rumori provenienti dal suo negozio in piena notte. La banda, decisamente pericolosa, era composta da 9 uomini e una donna, tutti di nazionalità rumena e finiti in manette nell’ambito dell’operazione «Flex» condotta dalla polizia. Oltre 30 le auto rinvenute e ritenute provento di furto ai danni delle concessionarie e di alcuni privati. L’operazione ha consentito di sventare 12 furti, di arrestare i 10 malviventi in flagranza di reato e di denunciare altre 4 persone per diverse ipotesi delittuose. Durante il blitz nel quartiere San Cristoforo di Catania, dove la banda risiedeva cambiando spesso abitazione, è stata catturata una latitante rumena, parente di uno dei membri dell’associazione, che si era nascosta durante le perquisizioni.

I NOMI DEGLI ARRESTATI
Nel dettaglio le manette sono scattate per Costel Balan, Ilie Corodeanu, Ionut Petrinel Hagiu, Bogdan Lacatus, Iulian Moise, Marin Marcel Nedelcu, Alexandru Ionel Roman, Florin Stoian, e Cristian Zanoaga, tutti di età compresa tra i 36 e i 20 anni. Come accennato è stata arrestata anche l’unica donna del gruppo, la 29enne Mihaela Plesea. Le indagini erano partite lo scorso novembre dal furto di 100 mila euro ai danni del magazzino dell’emporio di mobili «Inventa» della zona industriale di Modica Pozzallo. La refurtiva era stata rinvenuta in un casolare abbandonato del Catanese. Poi altri 4 furti si registrarono ai danni di altrettante concessionarie di auto di Ragusa e Modica. Le indagini, durate poco più di 3 mesi, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di reato a carico di ben 14 soggetti, dei quali 10 finiti in manette, tra cui la donna che all’interno della banda svolgeva i compiti di autista e di palo. Fondamentale anche il contributo degli inquirenti di Siracusa ed Agrigento.

LA BANDA UTILIZZAVA I SUV RUBATI COME ARIETI PER ALTRI FURTI
Il gruppo criminale era dedito alla commissione di furti di ogni tipo, ma prediligeva gli impianti fotovoltaici e le concessionarie auto con il fine di rubare suv da utilizzare come arieti per sfondare vetri blindati di tabaccherie e negozi di elettronica, così da depredarle rapidamente soprattutto di tabacchi e gratta e vinci. La base operativa, come accennato, era Catania, dove il gruppo risiedeva. I membri dell’associazione criminale utilizzavano il navigatore satellitare del telefono cellulare, segnando sulla mappa interattiva i luoghi da depredare ed a seconda della tipologia di merce e del valore del furto, li contrassegnavano sullo smartphone con una, due o tre stelline.

UNA DONNA FACEVA DA AUTISTA E DA PALO
La donna, come accennato, faceva quasi sempre da autista e da palo, prelevando dalle rispettie abitazioni i componenti del gruppo che dovevano occuparsi dei furti, li accompagnava sul posto e si allontanava di un paio di chilometri per non destare sospetti in caso di controlli. Quando i complici la chiamavano tramite cellulare o contatto radio, la donna li riprendeva con tutta la refurtiva. Se qualcosa fosse andato storto, l’accordo era quello di fuggire a piedi per le campagne limitrofe ai luoghi appositamente scelti con vie di fuga facili. Spesso la banda si accampava con delle tende nelle campagne limitrofe ai depositi di materiale elettronico, agendo prevalentemente nelle zone industriali delle città prese di mira in tutta la Sicilia.

QUEL FLEX UTILIZZATO PER I COLPI CHE HA DATO IL NOME ALL´OPERAZIONE
Quasi sempre veniva utilizzato il flex (da qui il nome dell’operazione) per aprire i cancelli. Proprio l’uso del flex e di una mazza ferrata di grosse dimensioni hanno permesso di effettuare ulteriori riscontri, dal momento che simili attrezzi erano stati già sequestrati nell’ambito delle indagini. L’auto di uno dei malviventi è stata fondamentale per l’indagine. Gli investigatori, avendo intuito che i sopralluoghi venivano fatti con quella macchina, vi avevano installato delle microspie per ascoltare le conversazioni. Le indagini hanno permesso di stabilire che la pericolosità sociale degli arrestati fosse di rilevante spessore considerato che non si fermavano davanti a nulla e più volte sono riusciti a fuggire speronando le volanti.

IL DETTAGLIO DEI FURTI COMMESSI
Prima di essere catturata la banda aveva commesso 4 furti in altrettanti negozi di elettrodomestici e telefonia a Ragusa, Vittoria e Pozzallo; 10 furti ai danni di concessionarie d’auto a Ragusa e Modica; 9 furti di cavi di rame ai danni di impianti fotovoltaici tra Ragusa e Comiso; una rapina in una tabaccheria di Catania; 9 furti in bar e rivendite di tabacchi e altri reati ancora.