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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1077
RAGUSA - 12/04/2016
Cronache - Tassi di interesse del 130%

Usura bancaria a Ragusa: indagini

Una vicenda a tratti inquietante sulla quale si deve fare chiarezza Foto Corrierediragusa.it

Tassi di interesse del 130%, ben al di sopra della soglia consentita dalla legge e che sfiorano l’usura: non sono quelli praticati dai cosiddetti strozzini, ma da due banche di Ragusa finite nel mirino della procura dopo l’esposto presentato da un paio di clienti in difficoltà economiche che si sarebbero visti applicare questo trattamento ai limiti della legalità. Sulla vicenda le indagini sono in corso e alcuni banchieri dei due istituti di credito in questione sarebbero già indagati a vario titolo e limitatamente alle rispettive responsabilità. L’inchiesta deve tra le altre cose accertare se le direzioni centrali delle banche fossero o meno al corrente dei tassi di interesse piuttosto alti applicati ai clienti, su direttive dei suddetti banchieri indagati che deliberavano le norme interne di gestione del credito. Il fenomeno, per certi versi incredibile, se dovesse essere confermato in questi termini dalle indagini indignerebbe non poco. Ma pare proprio che simili situazioni si fossero propagate a macchia d’olio negli ultimi mesi, per la disperazione di un numero sempre crescente di clienti delle banche in evidente difficoltà a rientrare perché con i conti corrente in rosso.

Proprio dai controlli dei conti di alcuni clienti sarebbero emersi questi presunti casi di «usura bancaria» al vaglio della procura iblea, che ha chiesto l’incidente probatorio tra clienti e banche, propedeutico all’accertamento peritale dei presunti tassi usurari, che, come accennato, arriverebbero fino al 130%, come si evince dall’esposto. Peraltro, come emerso dalle indagini, uno dei banchieri dei due istituti di credito oggetto delle indagini aveva addirittura dato disposizioni volte ad attivare una procedura di esecuzione immobiliare sull’abitazione di uno dei clienti che aveva presentato l’esposto, senza tenere conto della pendenza giudiziaria in atto sulla banca stessa.

Ma, come previsto dalla legge per casi simili, la procura ha sospeso l’iniziativa giudiziaria intrapresa dalla banca, in ossequio alla legge 44 del 2009 che, per l’appunto, prevede la sospensione dei termini di scadenza degli atti esecutivi da parte del pubblico ministero. In caso contrario, oltre a vedersi applicare tassi ai limiti dell’usura, il cliente della banca avrebbe rischiato di perdere la casa all’asta giudiziaria per un tozzo di pane. Una vicenda a tratti inquietante sulla quale dunque la procura è chiamata a fare chiarezza.