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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1014
RAGUSA - 19/03/2016
Cronache - La donna che avrebbe ucciso Loris può sostenere il processo

Per i periti Veronica Panarello non è pazza ma ragiona

Ma la difesa vuole chiedere una risonanza magnetica al cervello per verificare eventuali anomalie dissociative Foto Corrierediragusa.it

"Lucida e razionale". L’ultimo colpo di scena del «Criminal minds» de noantri dai risvolti pecorecci rivela che Veronica Panarello (foto) non solo non è pazza, ma anzi è in grado di intendere e di volere in maniera lucida e razionale. Lo sentenzia l’esito della perizia psichiatrica sulla donna ritenuta responsabile di aver ucciso il figlio Loris di 10 anni e di averne gettato il cadavere in un fossato, quest’ultima circostanza confermata dalla stessa presunta omicida dopo un anno di menzogne. Per i consulenti nominati dal gip di Ragusa Andrea Reale, che venerdì hanno concluso la perizia psichiatrica con l´ultimo incontro con la giovane mamma accusata di avere ucciso il figlio Loris, la Panarello ragiona. La consulenza sarà depositata l´11 maggio, alla prima udienza del processo con il rito abbreviato a carico della donna, accusata di omicidio volontario aggravato dalla parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere. Ma non è finita qui, perchè la difesa non si arrende e anzi rilancia: richiesta di risonanza magnetica al cervello della Panarello, per verificare sospette anomalie riconducibili ad una dissociazione di personalità. Ci manca solo l’arrivo di un vero profiler dagli Stati Uniti e il quadro sarebbe davvero completo. Ma gli sviluppi a volte censurabili di questa assurda vicenda che ruota attorno alla morte di un bambino ci ha abituati, nostro malgrado, a tante, troppe, eventualità. Per i periti comunque la donna è perfettamente in grado di sostenere il processo a suo carico. L’esito della perizia era per certi versi scontato, dato che le rivelazioni «a puntate» della Panarello, centellinate ad orologeria dopo oltre 365 giorni in cui diceva di aver portato il figlio a scuola e via discorrendo, non avevano convinto più di tanto. E poi, a sorpresa, le accuse pesanti rivolte al suocero Andrea Stival, additato come suo amante e assassino di Loris. L’uomo è indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

Entrambi si dicono innocenti ma per gli investigatori, almeno per ora, resta la donna l’unica colpevole, anche se gli accertamenti a carico del nonno della piccola vittima vanno avanti. Nell´ultimo verbale reso davanti al pm Marco Rota il 19 febbraio scorso, nell´accusare il suocero, la Panarello aveva per la prima volta fornito un movente del delitto agli inquirenti, raccontando di quei nove giorni di terrore che avrebbe vissuto dopo che Loris, avendola vista scambiarsi effusioni amorose con il nonno in cucina, l’avrebbe più volte minacciata di voler raccontare tutto al padre Davide Stival. Tutto questo fino all’ultima mattina di vita del bimbo, quando si rifiutò di andare a scuola e poi morì in casa strangolato con un cavo, a quanto pare stretto dallo stesso nonno di Loris, stando alle accuse mosse dalla donna.

E così si scopre che successivamente al delitto, Stival avrebbe cercato di convincere la Panarello a cambiare avvocato, prendendone uno di sua assoluta fiducia e offrendosi pure di coprire le spese. E poi ancora si scopre pure che da qualche tempo Loris non voleva più andare col nonno, come se lo temesse in qualche modo. Come accennato, rivelazioni dosate ad arte e troppo precise per essere il parto di una mente disturbata. Piuttosto i periti sono convinti si tratti di dichiarazioni tirate fuori per evitare il processo e la possibile condanna all’ergastolo, frutto di astuzia e premeditazione nel cambiare una versione che non ha mai persuaso gli inquirenti, forti delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di Santa Croce, che, di fatto, hanno immortalato tutti i movimenti della donna in quella fatidica mattina del 29 novembre 2014.

Di contro Andrea Stival non appare da nessuna parte. Tornando alla strategia difensiva, è chiaro che si punta a tutti i costi ormai a far dichiarare la donna pazza, ma gli esiti della perizia lasciano presupporre che la strada è tutta in salita. Per i periti, così come per gli investigatori fin dall’inizio, la donna ha mentito sapendo di mentire per nascondere la realtà dei fatti, che non necessariamente corrisponderebbe con le ultime dichiarazioni di una donna, che, in fondo, negli ultimi tempi ha detto tutto e il contrario di tutto, lasciandosi andare persino a sceneggiate patetiche come canticchiare una canzoncina sui pazzi davanti al magistrato, asserendo di essere diventata più famosa di una diva di Hollywood.

La Panarello dichiarerà successivamente che nell’ambito della sua performance canora non si era resa conto di trovarsi al cospetto degli inquirenti giunti da lei per raccogliere l’ennesima deposizione. E mentre l’opinione pubblica si augura che questa storia possa raggiungere al più presto un epilogo, si fa largo la consapevolezza che la strada è ancora fin troppo lunga e lastricata di futuri colpi di scena che sicuramente non potranno mancare, come in una fiction di quart’ordine che lascia l’amaro in bocca per il dato di fatto della morte di un bambino che grida giustizia.