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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:39 - Lettori online 716
RAGUSA - 15/03/2016
Cronache - Vertice palermitano martedì prossimo per discutere del caso ibleo

Terremoto Coni Ragusa: Malagò convoca un vertice

Parallelamente la magistratura farà tutti gli accertamenti del caso allo scopo di verificare eventuali ipotesi di condotte illecite Foto Corrierediragusa.it

Terremoto Coni a Ragusa: tutto è partito da quel conto corrente aperto una decina di anni fa in una banca del capoluogo ibleo e dal quale sono transitati più di 800 mila euro. La gestione è stata passata ai raggi x dall’ufficio di vigilanza di Roma che ha ravvisato delle presunte irregolarità amministrative e contabili sfociate in segnalazioni e denunce alla corte dei conti di Palermo e alla procura di Ragusa, con il conseguente sollevamento di Sasà Cintolo dalla carica di presidente provinciale, dopo 32 anni di ininterrotta reggenza. La decisione pare sia stata presa dal presidente nazionale Coni in persona Giovanni Malagò, che, per martedì 22 marzo, ha convocato un vertice per discutere del caso Ragusa, che, a quanto pare, costituisce un precedente nella storia dell’organismo sportivo. Si vuole fare piena luce sui movimenti bancari succedutisi dal 2006 al 2015 sul conto corrente che sarebbe stato aperto su decisione dello stesso Cintolo, che ne avrebbe taciuto l’esistenza al Coni nazionale in quanto non la ritenne una informazione necessaria, dal momento che tutte le somme sarebbero state spese unicamente per la gestione della Scuola regionale dello sport di Ragusa. Ma nel dettaglio quali sono questi movimenti bancari? 837 mila euro sarebbero stati costituiti dai fondi destinati ad hoc dalla Regione, mentre i movimenti in uscita sarebbero stati complessivamente di 732 mila euro in assegni, di cui 628 mila intestati al comitato provinciale del Coni, a Cintolo e al segretario della Scuola dello sport. In contante sarebbe invece stata prelevata la somma di 37 mila euro.

L’ex presidente del Coni provinciale Cintolo, da parte sua, avrebbe fornito parte della documentazione amministrativo contabile richiesta ed evidentemente ritenuta non esaustiva. Cintolo si sarebbe difeso asserendo che non spettava a lui tenere la contabilità, dato che il suo compito sarebbe consistito nell’occuparsi dell’aspetto, per così dire, politico dell’organismo. Una spiegazione che non ha per niente convinto Malagò, il quale farà il punto della situazione nel vertice di martedì prossimo a Palermo, mentre parallelamente la magistratura farà tutti gli accertamenti del caso allo scopo di verificare eventuali ipotesi di condotte appropriative o distrattive dei fondi della Regione Siciliana paventate dall’ufficio di vigilanza e sfociate, come accennato, nelle segnalazioni e nelle denunce querele alla corte dei conti e alla procura iblea.

Intanto, di fatto, da inizio mese il Coni ragusano è stato commissariato, dopo la defenestrazione di Cintolo. La reggenza è al momento del segretario della giunta regionale del Coni Nuccio Lionello, in attesa che si decida il nome del successore di Cintolo, forse già nell’ambito del vertice palermitano fissato per martedì prossimo.

Nella foto in alto Malagò e Cintolo insieme poche settimane prima che scoppiasse il caso