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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 841
RAGUSA - 11/03/2016
Cronache - Parla difensore di fiducia ex esponente politico ibleo

"Condanna Leontini è censurabile"

"Ricorreremo in appello avverso tale sentenza" Foto Corrierediragusa.it

«Assolutamente censurabile»: così il difensore di fiducia di Innocenzo Leontini, l’avvocato Salvatore Campanella (foto), definisce la sentenza della Corte dei Conti che ha condannato il suo assistito a risarcire la Regione Siciliana di 97 mila euro. La condanna per l’ex capogruppo del Pdl dell´Assemblea regionale siciliana e già assessore regionale è arrivata in riferimento alle cosiddette «spese ingiustificate» effettuate con i fondi del gruppo parlamentare. Il giudizio davanti ai giudici contabili è scattato dopo un´indagine della Guardia di finanza di Palermo che riguardava la legislatura dal 2008 al 2012.. Tra le «spese pazze» i giudici della Corte dei Conti hanno contestato 14 mila euro per consumazioni al bar e alla buvette dell´Ars, circa 5 mila euro per carburante, 10 mila di spese telefoniche, 15 mila per un patrocinio legale per un ricorso elettorale. L´ex capogruppo del Pdl ha giustificato circa 8 mila euro di spese per i necrologi e 7 mila euro per oggetti acquistati in una gioielleria di Modica. E proprio sulla base di ciò Campanella bolla come «Censurabile» la decisione della Corte dei Conti. «Il mio assistito – dice il legale – ha ampiamente giustificato in maniera certosina tutte le spese sostenute, come ampiamente discusso anche in sede penale. Ed infatti il magistrato del tribunale di Palermo contesta al mio assistito solo 10 mila euro e, alla luce di ciò abbiamo già chiesto di poter accedere al rito abbreviato, anche perché lo stesso procuratore ha avanzato richiesta di archiviazione. Evidentemente – prosegue il legale – i giudici contabili non hanno affatto tenuto in considerazione l’ampia documentazione a discolpa del mio assistito, o forse lo hanno fatto in maniera superficiale. In ogni caso, avverso questa sentenza – conclude l’avvocato Campanella – ricorreremo in appello».