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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 916
RAGUSA - 27/02/2016
Cronache - Continuano con stucchevole cadenza i disgustosi siparietti televisivi

Panarello sorpresa da Loris a fare sesso?

Lo squallore in questa vicenda in cui ha perso la vita un bimbo innocente ha raggiunto livelli di guardia Foto Corrierediragusa.it

Veronica Panarello sarebbe stata sorpresa dal figlio Loris mentre faceva sesso con il suocero Andrea Stival nella cucina di quella casa dove poi lo stesso nonno, poco più di una settimana dopo, avrebbe strangolato il nipote per chiudergli la bocca per sempre dopo aver visto ciò che non doveva vedere, minacciando di rivelare tutto al suo papà. E´ l´ultima "sparata ad orologeria" saltata fuori, tanto per cambiare, in uno dei tanti e stucchevoli salotti televisivi. Nella fattispecie lo "scoop" è stato fatto da "Quarto grado". La donna stava facendo sesso in cucina col suocero, stando almeno a questa ennesima dichiarazione ad effetto, mentre i due figli dormivano nella loro cameretta. Ad un certo punto Loris si sarebbe svegliato e avrebbe visto tutto, tornando poi nella sua cameretta dove sarebbe stato raggiunto dalla madre che avrebbe cercato di calmarlo. Loris sarebbe apparso arrabbiato e turbato per ciò che aveva visto, mentre la Panarello cercava di rassicurarlo dicendogli che lei e il nonno "stavano solo giocando". Lo squallore in questa vicenda in cui ha perso la vita un bimbo innocente ha raggiunto disgustosi livelli mai visti in altre pur gravi vicende di cronaca nera. Invece di rendere noti "a puntate" certi dettagli (divulgati «a spizzichi e bocconi» non si capisce bene da parte di chi, anche se i sospetti non mancano) si dovrebbero prima verificare le dichiarazioni di una donna che ormai da troppo tempo spara a zero, in particolare sul conto del suocero, affermando tutto e il contrario di tutto. Prima parla di sesso consenziente con Andrea Stival, poi dice di essere stata costretta a concedersi per proteggere i figli da presunti "appetiti sessuali" di quest´uomo, dipinto come una sorta di orco, pur senza uno straccio di prova oggettiva a suo carico. I due erano amanti o la Panarello era costretta a subire le attenzioni del suocero per proteggere i figli? La presunta assassina non lo chiarisce, alla luce della palese contraddittorietà della sue affermazioni, senza dubbio comunque calunniose, almeno allo stato dei fatti. Il presunto episodio del rapporto sessuale in cucina scoperto dal bambino è solo l’ultimo di dichiarazioni shock taciute fino a poco tempo fa e che appaiono come un patetico tentativo da parte della presunta assassina di scansare una possibile condanna all’ergastolo, chiamando in correità il suocero nell’orrendo delitto. E poi, su questa scia, c’è pure la risibile affermazione, sempre della Panarello, sugli 80 euro fatti recapitare dal suocero in carcere per farle capire che doveva continuare a tacere, a nascondere la "verità". Ma potrebbe essere una persona davvero tanto idiota da spedire soldi in carcere ad una presunta assassina per comprare il suo silenzio, e per giunta con appena 80 euro? Ed infatti lo stesso Andrea Stival ha precisato di aver inviato quei soldi per aiutare la nuora, una versione più che plausibile. In ogni caso sarebbe bene piantarla una volta per sempre con questi siparietti televisivi, non fosse altro in rispetto di un bambino morto. Bisogna confutare le dichiarazioni della presunta assassina e al contempo smettere di diffondere squallide versioni dei fatti, tutte da verificare, come si trattasse di una disgustosa soap opera dell´orrore in cui un po´ tutti continuano a cercare la ribalta mediatica, dimenticando l´obiettivo prioritario: assicurare alla giustizia l´assassino di un bambino e assicurare al contempo privacy e rispetto al fratellino e al padre Davide.

FASCICOLO APERTO SU ANDREA STIVAL
Due indagati in altrettanti fascicoli paralleli sul delitto Loris. Ormai è ufficiale: la procura iblea ha aperto un fascicolo a carico di Andrea Stival, il 53enne nonno del bimbo morto strangolato il 29 novembre 2014, dopo averlo indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Tutto questo a seguito delle pesanti rivelazioni di Veronica Panarello, ovvero l’indagata principale e almeno finora ritenuta l’unica assassina del suo stesso figlio, e per tale motivo in carcere da oltre un anno. La Panarello ha di recente chiamato in correità il suocero, sostenendo che fossero amanti e che la tresca, scoperta dal bimbo che minacciava di rivelarla al padre, avrebbe indotto il nonno a chiudergli la bocca per sempre. In queste ore fioccano gli interrogatori a carico di persone già sentite in precedenza dagli investigatori: i vicini di casa, i parenti e altri testimoni. Non è ancora stato fissato l’interrogatorio in qualità di indagato a carico di Andrea Stival, che, stando a quanto riferisce il suo difensore di fiducia Francesco Biazzo, si dice sereno e fiducioso nell’operato della magistratura, dopo aver bollato la nuora come «folle e bugiarda». Le tesi della donna in effetti scricchiolano parecchio, dal momento che le sue dichiarazioni che hanno inguaiato il suocero non sono suffragate né dalle immagini delle telecamere di sorveglianza di Santa Croce, che non riprendono mai Stival, né dagli esiti dell’autopsia, secondo cui il bimbo fu strangolato con una fascetta di plastica stringi cavo, e non da un cavo usb per computer, come ha sostenuto la donna nella sua ultima versione, la quarta in oltre un anno. Intanto in paese quasi tutti sono inclini a dare fiducia ad Andrea Stival piuttosto che alle parole della Panarello, che non viene più vista di buon’occhio alla luce di queste sue ritrattazioni e mezze verità. Al contrario Andrea Stival è sempre stato visto come una persona disponibile e nota ai più anche per il suo lavoro di idraulico che lo porta a stretto contatto con le persone. Ma i fatti parlano di due fascicoli paralleli, Andrea Stival da un lato e Veronica Panarello dall’altro, su cui lavorano gli inquirenti che, a distanza di settimane dalla chiusura del cerchio, sembrano quasi essere tornati al punto di partenza, come dimostrato dalla ridda di interrogatori in corso per far luce su una vicenda in cui si è detto e fatto tutto e il contrario di tutto.

LA RICOSTRUZIONE DELLA PANARELLO E´ LACUNOSA
«La ricostruzione dei presunti fatti di quel 29 novembre 2014 fatta dalla signora Panarello in quasi 12 ore di interrogatorio in carcere è lacunosa e non suffragata da nessuna prova concreta a carico del mio assistito, che era e resta estraneo ai fatti». Parole dell’avvocato Francesco Biazzo, legale di fiducia di Andrea Stival, chiamato in correità dalla nuora, Veronica Panarello, nel delitto del piccolo Loris. L’uomo, nonno del bimbo morto strangolato e che la Panarello ha indicato come suo amante, è indagato come atto dovuto dalla procura per omicidio e occultamento di cadavere e sarà sentito nelle prossime ore dal sostituto procuratore Marco Rota, lo stesso che venerdì si è recato nel carcere di piazza Lanza a Catania per l’interrogatorio alla Panarello, cominciato intorno alle 10.30 e conclusosi poco prima delle 22. La donna ha confermato dinanzi al magistrato tutte le accuse mosse al suocero nell’ambito di un precedente colloquio con uno dei periti che dovranno stabilire se sia pazza o no. Con queste nuove dichiarazioni è completamente mutato lo scenario dell’oscura e drammatica vicenda: non più un incidente domestico (in precedenza la Panarello aveva detto che il piccolo si era soffocato da solo con le fascette di plastica con cui giocava) ma un omicidio che, stando alla nuova versione, sarebbe materialmente stato commesso da Andrea Stival con un cavetto usb di quelli usati per collegare le periferiche al computer. La donna, che per la procura iblea è sempre stata e resta (almeno per ora) l’unica responsabile della morte del figlio, ha di conseguenza scaricato ogni responsabilità sul suocero, accusandolo del delitto per impedire a Loris di raccontare al padre che nonno e mamma «si facevano spesso le coccole». Questo è l’altro tassello che è sempre mancato nel delitto: il movente. Un movente che per l’avvocato Biazzo è parecchio debole: «Per quale ragione – dice – commettere addirittura il più orrendo dei delitti solo per mascherare una presunta relazione extraconiugale? Mi chiedo, non sarebbe stato più semplice giustificare eventuali rivelazioni di Loris al padre come il frutto delle innocenti fantasie di un bambino di 10 anni»? La tesi dell’avvocato Biazzo non è per niente peregrina. Ma la presunta assassina sostiene invece di aver sorpreso il nonno mentre redarguiva Loris, prima di ordinarle di prendere le famose fascette di plastica per legare il piccolo che piangeva in quanto intimorito. Stando sempre alla versione della Panarello, quando tornò con le fascette avrebbe trovato il suocero che stava soffocando il bambino con il cavetto usb: invece di reagire per salvare il piccolo, la donna sarebbe rimasta impietrita da quella scena terrificante. Una reazione tuttavia non verosimile, dal momento che l’istinto di una madre le avrebbe imposto come minimo di scagliarsi contro colui che stava strangolando il bambino, nel disperato tentativo di strapparglielo via e salvargli la vita. E poi c’è da aggiungere che non c’è traccia alcuna di questo famoso cavetto usb spuntato dal nulla come arma del delitto, dal momento che in precedenza si era sempre parlato delle famose fascette a strozzo da elettricista. «Ma c’è di più – prosegue il difensore di Andrea Stival – visto che la donna sostiene che il piccolo sia stato portato in braccio dal mio assistito dall’appartamento all’auto in garage e poi dall’auto al canalone di contrada Vecchio Mulino: ebbene, i segni di trascinamento sul corpo del piccolo a suo tempo evidenziati dall’autopsia smentiscono la versione della signora, dal momento che il bambino fu trascinato per terra fino al fossato, causando quelle escoriazioni altrimenti impossibile da spiegare se il piccolo corpo fosse stato portato in braccio da qualcuno. E infine giova precisare – conclude l’avvocato Biazzo – che il mio assistito non è mai stato ripreso da nessuna telecamera e non esistono né indizi né tantomeno prove che lo collochino sulla scena del crimine, mentre invece una testimone conferma l’alibi secondo cui Andrea Stival e la sua compagna uscirono insieme da casa quella mattina intorno alle 10,15». Tutte argomentazioni validissime che gli inquirenti dovranno vagliare e confutare, dopo che la Panarello ha sparigliato le carte in tavola. Ancora una volta.

DAVIDE STIVAL NON CREDE ALLA MOGLIE
Davide Stival non crede alla moglie. La presunta relazione extraconiugale tra suo padre e la stessa Veronica, rea confessa a scoppio ritardato, non convince più di tanto, anche alla luce delle numerose ritrattazioni della presunta assassina del suo stesso figlio Loris. Una donna che ha pure cantato canzoncine davanti agli inquirenti, definendosi più famosa di una diva di Hollywood. Insomma, confessioni di una mente disturbata, oppure diabolica, ma comunque decisa a sparigliare all’infinito le carte in tavola di un delitto che grida giustizia. Com’è noto, la donna ha chiamato in correità nell’omicidio del piccolo di 10 anni il suocero Andrea Stival, sostenendo che erano amanti, circostanza che fungerebbe da movente al delitto. Stival, stando a quanto dichiarato dalla donna in quasi 12 ore di interrogatorio in carcere dinanzi al sostituto procuratore Marco Rota, avrebbe strangolato il piccolo con un cavetto per computer allo scopo di impedirgli di raccontare tutto al padre sulle «coccole tra mamma e nonno». Una tesi, come accennato, alla quale non crede Davide Stival. Una tesi rigettata anche dal difensore di fiducia di Andrea Stival, l’avvocato Francesco Biazzo, secondo cui non regge: «Sarebbe stato più facile e meno tragico – dice l’avvocato – giustificare eventuali dichiarazioni della piccola vittima come fantasie della sua mente di bimbo». Veronica Panarello quindi non è per niente attendibile, non più almeno, anche per il marito che aveva già da tempo preso le distanze. In realtà Davide Stival non parlerebbe più da tempo neanche con il padre, stando a quanto dichiarato da quest’ultimo. Non è ben chiaro però per quale motivo padre e figlio non si rivolgano più la parola, anche se i rapporti non sarebbero stati distesissimi neanche prima dell’orrendo delitto. «Mio figlio sa che per lui ci sono e ci sarò sempre – aveva dichiarato Andrea Stival in una recente intervista televisiva – e la mia porta resta sempre aperta». In ogni caso il figlio Davide non nutrirebbe sospetti su presunte responsabilità del padre nell’omicidio, anche perchè indizi o prove concrete contro di lui non ce ne sono, a parte le dichiarazioni di Veronica che hanno indotto la procura ad indagarlo quale atto dovuto per omicidio ed occultamento di cadavere in concorso. Per mero scrupolo investigativo gli inquirenti stanno di nuovo visionando frame per frame ore ed ore di filmati delle telecamere di sicurezza, gli stessi che inchiodarono la Panarello alle proprie responsabilità e che le valsero l’arresto per omicidio volontario aggravato dalla parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere. Ma come accennato, in quelle immagini, di Andrea Stival non c’è neppure l’ombra, o la sagoma, tanto per restare in tema. Insomma, le dichiarazioni della Panarello sarebbero solo calunnie tirate fuori dopo oltre un anno di carcere per scampare ad una possibile condanna all’ergastolo, facendosi magari passare per pazza. Non a caso lo stesso Andrea Stival ha conferito al proprio legale il mandato di procedere con una querela nei confronti della signora che lo ha inguaiato senza però fornire riscontri attendibili ed incontrovertibili. Andrea Stival può invece contare sull’assenza di prove che lo collochino sulla scena del crimine, facendo leva sull’alibi fornito dalla compagna e da una vicina, secondo cui la coppia uscì di casa poco dopo le 10.15 di quella fatidica mattina del 29 novembre 2014, trascorrendola assieme prima di rientrare.