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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1585
RAGUSA - 17/02/2016
Cronache - L’uomo aveva respinto con forza le pesanti affermazioni della presunta assassina

Andrea Stival indagato per omicidio ed occultamento del corpo di Loris

L’avvocato Biazzo, legale di fiducia dell’uomo, ha dichiarato che finora non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale Foto Corrierediragusa.it

Ormai questa storia drammatica che ruota attorno all’orrendo omicidio di un bimbo di 10 anni sembra uno stucchevole gioco di specchi. L’ultima eclatante novità è data difatti dall’iscrizione nel registro degli indagati del delitto del piccolo Loris di suo nonno Andrea Stival (foto), il 53enne dipendente Ance in mobilità. L’uomo è accusato di omicidio volontario ed occultamento di cadavere in concorso con Veronica Panarello, che, se voleva inguaiare il suocero con le sue recenti dichiarazioni in cui lo ha dipinto come suo amante e assassino del figlio, c’è riuscita in pieno. La procura iblea, che in un primo momento aveva lasciato intendere di procedere con la Panarello come unica indagata, a sorpresa ha ora indagato pure Andrea Stival, «come atto dovuto» si affrettano a precisare dagli ambienti giudiziari. E meno male che l’avvocato Francesco Biazzo, difensore di fiducia di Stival, aveva escluso categoricamente questa eventualità. Evidentemente le confidenze fatte dalla Panarello ai periti incaricati di stabilire se sia pazza o meno, hanno alla fine rivestito un elemento fondamentale nell’iscrizione del suocero nel registro degli indagati. La donna, almeno fino ad ora unica presunta colpevole dell’assassinio del figlio, aveva rivelato che lei e il suocero erano amanti, e che quest’ultimo avrebbe strangolato in uno scatto d’ira il nipote che li aveva sorpresi insieme, minacciando di rivelare tutto al padre Davide. L’uomo, stando sempre alle dichiarazioni della Panarello fatte ai periti, avrebbe pure costretto la donna ad immobilizzare il figlio con le famose fascette di plastica stringi cavo da elettricista. Poi la mamma ha scaricato il corpo del figlio nel canalone di contrada Vecchio Mulino, per poi recarsi al corso di cucina a Donnafugata, come se niente fosse. Andrea Stival ha sempre respinto con forza e con stizza le rivelazioni della Panarello, dando mandato al suo legale di querelarla per calunnia.

Ma ora si trova pure lui indagato nella vicenda con le terribili accuse di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. In effetti Andrea Stival non è nuovo ad intemperanze, come quando circa un anno fa inveì contro i giornalisti per strada, urlandogli contro di andare via. Ma in quel frangente la reazione, sebbene spropositata, era stata giustificata con il nervosismo che caratterizzava un po’ tutti. Come accennato, Andrea Stival è stato ora indagato come atto dovuto da parte della procura di Ragusa per il regolare svolgimento delle indagini, alla luce delle recenti e clamorose rivelazioni fatte dalla presunta assassina. L’avvocato Biazzo ha dichiarato che finora non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla procura, ribadendo l’innocenza del suo assistito.

L´ALIBI DI ANDREA STIVAL FORNITO DALLA COMPAGNA
Un alibi di ferro era stato fornito ad Andrea Stival dalla stessa compagna, la quale aveva dichiarato agli inquirenti che quella fatidica giornata del 29 novembre 2014 erano sempre stati assieme. Nessuna incongruenza era stata accertata dagli inquirenti nelle testimonianze di Andrea Stival e della compagna. Entrambi si erano detti increduli ed indignati dalle accuse della Panarello, bollandola come «bugiarda e folle». Andrea Stival aveva dichiarato: «Con queste calunnie ha ucciso mio nipote per la seconda volta». Ora Andrea Stival sarà interrogato dagli inquirenti, stavolta in qualità di indagato. Chissà come starà prendendo tutto questa Davide Stival, un padre affettuoso ed un marito amorevole, sebbene spesso via di casa per il suo lavoro di camionista. All’uomo, al quale è stato affidato l’altro figlio piccolo di 4 anni, in questa girandola di dichiarazioni, smentite ed eventi imprevedibili sarà un’altra volta crollato il mondo addosso. Purtroppo il «gioco di specchi» è destinato a continuare almeno fino al prossimo colpo di scena.

LA CRONISTORIA DELLA VICENDA DAL 29 NOVEMBRE 2014 AD OGGI

Erano da poco scoccate le 13 di quel maledetto 29 novembre 2014 quando fu lanciato ufficialmente dalle forze dell’ordine l’appello per le ricerche dello scomparso Loris, che la madre sapeva a scuola ma dove invece non vi arrivò mai. Alle 16.50 le ricerche terminarono con la macabra scoperta del corpo senza vita in fondo al canalone vicino al mulino vecchio da parte del «cacciatore» Orazio Fidone, nel frattempo uscito dall’inchiesta. In serata fu per la prima volta ascoltata in questura la madre 26enne Veronica Panarello.

All’alba di domenica 30 arrivò da Roma, dove si trovava per lavoro, il marito di Veronica, l’autotrasportatore 30enne Davide Stival. I primi accertamenti dall’autopsia sul corpo di Loris rivelarono la morte per asfissia da strangolamento.

Mercoledì 3 dicembre saltarono fuori le prime immagini delle telecamere di sicurezza che evidenziarono le incongruenze delle deposizioni di Veronica. Il «cacciatore» rese noto il suo alibi per quel sabato mattina: era al mercatino di Vittoria con la moglie insegnante.

Sabato 6 dicembre spuntarono le altre immagini delle telecamere di sicurezza della stazione di servizio e di una ditta privata che collocarono la mattina di una settimana prima la «Polo» di Veronica a circa un chilometro dal punto esatto in cui il figlio giaceva senza vita. Lunedì 8 dicembre, giorno dell´Immacolata, gli ultimi eventi che portarono in procura Veronica Panarello dalla quale uscì in stato di fermo al termine di 6 ore di interrogatorio con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Una settimana dopo il gip convalidò il fermo.

Lo scorso gennaio la donna rivelò di aver scaricato il corpo senza vita del figlio nel canalone del vecchio mulino, assalita dal panico di non essere creduta da nessuno dopo averlo trovato moribondo a casa. Il bimbo, stando alla versione della donna, si sarebbe strangolato giocando con le fascette di plastica.

Pochi giorni fa altra versione della presunta assassina che ha chiamato il suocero in correità, accusandolo di aver ucciso Loris perchè il piccolo aveva scoperto che nonno e mamma erano amanti.

Ora l’iscrizione di Andrea Stival nel registro degli indagati come atto dovuto nell’inchiesta.