Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:42 - Lettori online 1132
RAGUSA - 16/02/2016
Cronache - Grazie alla polizia e alla Federazione delle chiese evangeliche

Storia a lieto fine di 2 fratelli migranti che si ritrovano

Toccante l’incontro all’aeroporto di Zurigo Foto Corrierediragusa.it

Storia a lieto fine quella di un minore eritreo, il 12enne Abraham, che grazie all´intuizione degli uomini dell’ufficio immigrazione sezione rifugiati della questura di Ragusa e alla Federazione delle chiese evangeliche con il progetto Mediterranean hope, è riuscito a ricongiungersi al suo fratello maggiore, il 18enne Dawitt che vive in Svizzera (foto). Il bambino, appena 12cenne, era sbarcato a Pozzallo dalla nave militare Spica a maggio dell’anno scorso e, subito dopo, era stato accolto in una struttura di Scicli, gestita dalla Federazione delle Chiese Evangeliche. Il bimbo aveva raccontato la sua storia, specificando che aveva un fratello maggiore in Svizzera. Grazie alla presenza negli uffici di un mediatore culturale di origine eritrea è stato possibile acquisire le poche informazioni che il piccolo ha saputo fornire. I poliziotti hanno quindi iniziato a ricercare i contatti al fine di individuare il fratello del ragazzo. Grazie anche alla stretta collaborazione della fondazione delle Chiese Evangeliche e tramite la responsabile della «Relocation Desk» di Roma, dopo vari tentativi si è riuscito finalmente a rintracciare il fratello del piccolo migrante, il quale ha subito espresso la sua gioia alla notizia.

Espletate tutte le procedure per il ricongiungimento tramite l’Unità Dublino del Ministero dell’Interno e acquisito il parere positivo dell’Ambasciata Elvetica, finalmente l’11 febbraio scorso, all’aeroporto di Zurigo, il piccolo eritreo ha potuto riabbracciare suo fratello che pensava di non riuscire a rivedere mai più.

«Abraham è stato il più giovane migrante minore non accompagnato mai accolto nella nostra struttura», ricorda Giovanna Scifo, referente della «Casa delle culture», che insieme a Federica Brizi del Relocation Desk di Mediterranean Hope ha seguito tutta la pratica del 12enne. Il Relocation Desk ha istruito la richiesta di ricongiungimento con la cosiddetta «Unità Dublino» del Ministero dell’Interno, che a sua volta si è messa in contatto con l’»Unità Dublino» in Svizzera. «Accertata l’identità del fratello maggiore e ottenuto il via libera al ricongiungimento, fondamentale è stata la collaborazione con l’Aiuto delle chiese evangeliche svizzere che hanno preso contatto direttamente con Dawit», spiega Brizi, sottolineando come tutta la pratica era stata resa possibile dal fatto che Abraham aveva fatto regolare richiesta d’asilo in Italia, cosa che gli ha permesso di accedere al ricongiungimento famigliare verso un altro paese dell’aera Schengen, come previsto dal Regolamento di Dublino. «Sono pochissimi a conoscere questa possibilità», aggiunge Brizi.

Ad accompagnare Abraham durante il viaggio un tutore legale, un mediatore culturale, e Franzo Trovato, membro della comunità metodista di Scicli. Dawit, per parte sua, era accompagnato dal pastore riformato Christoph Siegrist, titolare della chiesa zurighese del Grossmünster. Nel pomeriggio i due fratelli si sono recati a Gais, piccolo comune prealpino nell’Appenzello, dove Dawit è stato collocato dalle autorità elvetiche. A stare loro vicino e accompagnarli nella vita di tutti i giorni sarà la comunità riformata di Gais.