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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 875
RAGUSA - 12/02/2016
Cronache - L’ennesima "sparata" sul caso drammatico del delitto Loris

Nessuno crede più a Veronica Panarello

Andrea Stival ha conferito mandato al proprio legale di fiducia di querelare per calunnia la presunta assassina del figlio Foto Corrierediragusa.it

Ormai non le crede quasi più nessuno. Persino la maggior parte della schiera dei suoi sostenitori (che peraltro era abbastanza folta) vacilla, se non addirittura indietreggia, dinanzi all´ultima "sparata" sul drammatcio caso dell´omicidio di un bambino innocente. Veronica Panarello (foto) sembra sempre più sola. Nella migliore delle ipotesi viene bollata come «folle» o «bugiarda». L’ultima «verità» sulla relazione extraconiugale col suocero, che secondo lei avrebbe per questa ragione ammazzato Loris, dice tutto su una vicenda già di per sé drammatica e resa ancora più truce da una serie infinita di siparietti, smanie di protagonismo, e, di recente, pure dalle dichiarazioni improbabili e contraddittorie della presunta assassina, che, dopo aver proclamato per quasi un anno la propria innocenza, si cimenta in voli pindarici su come sarebbero andati i fatti quella maledetta mattina del 29 novembre 2014, ricordando «a puntate». E così, dopo aver qualche mese fa ammesso di aver gettato lei stessa il cadavere di suo figlio nel canalone di contrada Vecchio Mulino, dopo averlo trovato in casa moribondo, ora accusa il padre 53enne di suo marito del delitto. «Eravamo amanti, lui ha ucciso Loris, strangolandolo a casa mia con un cavo elettrico, costringendomi a legargli le mani con le fascette di plastica perché mio figlio aveva scoperto che eravamo amanti e minacciava di raccontare tutto al padre». Una dichiarazione shock alla quale Andrea Stival, il 53enne nonno del bambino, ha risposto conferendo mandato al proprio legale di procedere con la querela contro la Panarello per calunnia.

«Il mio assistito non ha alcuna responsabilità in questa storia - commenta l’avvocato Francesco Biazzo – e non a caso le telecamere di sorveglianza pubbliche e private sparse per Santa Croce in questa vicenda hanno detto tutto, scandagliando ogni secondo di quei giorni. E´ l´ennesima dichiarazione che a livello processuale è destituita di qualunque fondamento. Andrea Stival non è stato mai coinvolto e la sua posizione è stata già vagliata in tutti i modi». Il nonno di Loris d’altronde è stato già ammesso come parte civile al processo.

«Non c´è alcuna immagine che ritragga il signor Andrea Stival entrare o uscire da quella casa. Anche le immagini dei tragitti dell´auto non hanno dato alcun elemento. A livello processuale - conclude Biazzo - è già emerso tutto ciò che doveva emergere e d’altronde i magistrati non hanno ritenuto dover ascoltare nuovamente il mio assistito alla luce di queste nuove dichiarazioni della signora Panarello».

Quest’ultima ha riferito di aver incontrato per caso quella mattina il nonno di Loris e che questi salì in macchina con lei, sdraiandosi sul sedile posteriore per non farsi vedere (e già questa ricostruzione appare fantasiosa, ovvero «arrangiata» sulla base di ciò che accadde a posteriori, n.d.r.). La donna avrebbe taciuto fino ad ora per proteggere l’altro figlio più piccolo da una «ritorsione» del nonno. Intanto quest’ultimo avrebbe, giustamente, reagito con stizza alle accuse rivoltegli dalla madre di Loris, smentendo categoricamente tutto assieme alla compagna, che peraltro gli fornì un robusto alibi in tempi non sospetti. Andrea Stival, confidandosi con le persone a lui più care, avrebbe riferito che simili calunnie hanno ucciso una seconda volta il nipote.

Intanto Franco Villardita, difensore di fiducia della presunta assassina, tace e non commenta. La Panarello ha riferito peraltro queste parole, pesanti come macigni, ad una allibita psicologa del carcere che ha subito avvisato gli inquirenti. Ma dinanzi a questi ultimi, la presunta assassina si sarebbe invece limitata a dichiarare compiacuta, canticchiando una canzoncina, di essere ormai diventata famosa in tutto il mondo, più di una star di Hollywood. Considerazioni che la dicono lunga sullo stato mentale della donna, forse provata da oltre un anno di carcere e dall’insopportabile fardello che si porta appresso.

Che queste ultime dichiarazioni shock rese «ad orologeria» rappresentino solo un disperato tentativo per farsi passare mentalmente instabile e quindi non in grado di intendere e di volere, e di conseguenza di sostenere un processo a suo carico? Una cosa è certa: la donna, che rischia seriamente l’ergastolo, attenderà nella sua cella del carcere di Agrigento, costantemente guardata a vista, l’evolversi del suo destino giudiziario, dal momento che gli inquirenti tirano dritto per la loro strada, bollando questi sviluppi con un secco «no comment». Chissà quale inferno starà attraversando Davide Stival, un uomo al quale è crollato d’improvviso il mondo addosso e che da qualche tempo si è chiuso in un dignitoso ed encomiabile silenzio, che fa da contraltare alle «sparate» periodiche di una donna ormai fuori controllo.