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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 831
RAGUSA - 19/01/2016
Cronache - La difesa si gioca tutto

Giorni decisivi per Veronica Panarello

Un paio di grossi nodi devono necessariamente venire al pettine Foto Corrierediragusa.it

Nelle prossime settimane la difesa di Veronica Panarello (foto) si gioca tutto su più fronti, tutti interconnessi tra loro come in un complicato puzzle: o si vince o si perde, senza mezze misure. L’avvocato Francesco Villardita si deve dare da fare affinché la mamma presunta assassina del suo stesso figlio Loris di 10 anni non perda definitivamente l’affidamento dell’altro figlio di 4 anni, lasciando al contempo al centro del processo la incapacità, parziale o totale, di intendere e volere della sua assistita, nel tentativo di far derubricare la pesante accusa di omicidio volontario con le aggravanti della parentela e della crudeltà. Tutto questo ovviamente per far ottenere il minimo della pena alla donna in caso di condanna. Ma in proprio questa ottica le due circostanze mal si conciliano e bisognerà di conseguenza muoversi con le mosse giuste, come in una difficile partita a scacchi. Se la donna risultasse essere non del tutto in sé, difatti, difficilmente potrebbe mantenere la potestà genitoriale sull’altro figlio. Secondo la tesi difensiva la madre di Loris sragionava quando si rese conto che il figlioletto stava morendo soffocato dalle fascette di plastica che lui stesso si sarebbe stretto al collo per gioco quella fatidica mattina del 29 novembre 2014. Questa almeno la versione della Panarello che poi si liberò del corpo del bambino gettandolo in fondo al canalone di contrada Vecchio Mulino, dove si recò in auto, come documentato dalle telecamere di sicurezza sparse per Santa Croce. Immagini che la inchiodarono, smentendo la prima versione dei fatti sostenuta per mesi dalla donna, ovvero quella di aver accompagnato quel giorno il figlio a scuola.

Nei prossimi giorni psicologi e psichiatri effettueranno altre perizie volte ad accertare la presenza o meno dei sintomi che, a loro avviso, avrebbero potuto cancellare la responsabilità delle azioni compiute da Veronica Panarello, senza intaccare il suo equilibrio psichico. Nel frattempo i giudici dovranno esprimersi sulla capacità genitoriale della donna, la cui perizia non è per nulla a suo favore. Nel documento che da qualche giorno è sul tavolo di Maria Francesca Pricoco, presidente del tribunale dei minori di Catania e giudice rogante nella causa per l´affidamento dell´altro figlio minorenne dei coniugi Stival, oltre che presidente del collegio che dovrà stabilire la capacità genitoriale della mamma 27enne, si legge di «Una prognosi negativa rispetto alla possibilità che la signora Panarello Veronica possa esercitare una adeguata capacità genitoriale».

In definitiva, per i periti del tribunale dei minori etneo la donna non può più fare da mamma all’altro figlio piccolo, che, dal giorno dell’arresto della presunta assassina proclamatasi sempre innocente, è affidato al padre Davide Stival e alla nonna paterna Pina Aprile. Paradossalmente, dunque, alla madre di Loris, sul piano squisitamente processuale, converrebbe l’accoglimento dell’istanza di affidamento del marito proprio perché la sua salute mentale deve rimanere al centro del processo, se su vuole evitare la pena più severa in caso di verdetto di condanna. In questo caso però, come accennato, non potrebbe mai più rivedere il figlio di 4 anni. Nei prossimi giorni il primo di questi grossi nodi sarà dunque sciolto.