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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 709
RAGUSA - 14/11/2015
Cronache - Dinanzi al sostituto procuratore Rota ha ribadito: "Non ho ucciso mio figlio"

Ufficiale: la Panarello ha ritrattato

Intanto l’avvocato di fiducia ribadisce che non rilascerà nessuna dichiarazione fino all’udienza preliminare Foto Corrierediragusa.it

Ora è ufficiale: Veronica Panarello ha ritrattato. Stavolta non dinanzi al marito Davide Stival, ma nell’interrogatorio in carcere davanti al sostituto procuratore Marco Rota. Oltre sette ore di domande e risposte intervallate da un dichiarazione che suona quasi come un mantra: «Loris non l’ho ucciso io». La presunta mamma assassina ha però confermato ciò che fino a prima dell’interrogatorio di ieri nel carcere di Agrigento appariva come poco più di una indiscrezione sussurrata al consorte: quella fatidica mattina del 29 novembre 2014 non ha accompagnato il figlio di 10 anni a scuola. In precedenza la donna ha sempre sostenuto il contrario, con fermezza, proprio come la proclamazione d’innocenza. Che è successo ora al punto da far crollare uno dei capisaldi della linea di difesa? Non è dato sapere. L’avvocato di fiducia Francesco Villardita, dopo una giornata trascorsa in carcere con la sua assistita, è apparso provato e anche un po’ stizzito, comunque deciso a mantenere il silenzio stampa cominciato dopo le indiscrezioni sulla sua assistita trapelate qualche giorno fa. «Non parlo fino all’udienza preliminare del prossimo 19 novembre» ha tagliato corto il penalista. Villardita non anticipa niente su un possibile rito alternativo per la sua assistita. Tuttavia, vista la piega che ha assunto la già di per sé contorta vicenda, appare probabile che si procederà col rito ordinario, dopo il rinvio a giudizio che quasi certamente sarà deciso dal gup, in accoglimento della richiesta della procura, per i pesanti reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla parentela, nonché occultamento di cadavere.

Poco prima dell’avvocato Villardita era stato il sostituto procuratore Rota ad uscire dalla casa circondariale di Agrigento, infilandosi subito in macchina dopo aver dribblato i cronisti in attesa. D’altronde era auspicabile che tutte le parti in causa tenessero le bocche ben cucite, dal momento che la procura non aveva preso affatto bene le indiscrezioni trapelate sulla presunta ritrattazione di Veronica e adesso diventate certezza. La donna, dopo aver confidato al marito questo suo dietrofront, ha chiesto di essere sentita in carcere dagli inquirenti. E così è stato.

Di sicuro sarà stato chiesto e detto molto altro tra le quattro mura della stanza dei colloqui tra il sostituto procuratore e l’indagata. Ma tutto ciò che è filtrato dopo le oltre sette ore di interrogatorio sta nella conferma della ritrattazione. Punto. Loris quindi non sarebbe stato mai portato a scuola dalla madre e sarebbe rientrato in casa, da solo, pochi minuti dopo esserne uscito con la stessa donna e il fratellino piccolo. Loris avrebbe aperto la porta di casa con «Il mazzo di chiavi con attaccato l’orsacchiotto», come ha riferito la Panarello, che, pur ricordando questo particolare, «condisce» il resto della vicenda con un mucchio di «non ricordo», giustificandoli con una sorta di «vuoto mentale».

Eppure, come accennato, nel corso dell’interrogatorio saranno state affrontate diverse altre sfaccettature della vicenda, altrimenti non avrebbe avuto senso agire in questo modo a pochi giorni dall’udienza preliminare. Si ha come l’impressione che qualcosa di importante, di determinate nella ritrattazione della donna non sia stato divulgato. Volutamente. E allora, a meno di improbabili «indiscrezioni» che dovessero saltare fuori nei prossimi giorni, l’appuntamento clou con l’attesa svolta nella vicenda è rinviato al 19 novembre, quando il giudice per le udienze preliminari deciderà sul da farsi. La donna ha sempre sostenuto che ad uccidere il figlio sia stato qualcun altro.

Quando lei tornò per prendere un passeggino da prestare ad un’amica, l’appartamento era vuoto. Che Loris si fosse allontanato di casa e abbia incontrato il suo carnefice? E’ possibile che la Panarello abbia ora fornito agli inquirenti elementi utili a suffragio di questa tesi? D’altronde la stessa donna, dopo essersi recata sulla tomba del figlio, aveva dichiarato che avrebbe trovato lei stessa l’assassino. Forse la ritrattazione potrebbe essere un prologo in tal senso.