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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 741
RAGUSA - 13/11/2015
Cronache - La ritrattazione della presunta assassina del suo stesso figlio

Interrogata in carcere Veronica Panarello: possibile svolta su omicidio Loris a pochi giorni da udienza preliminare

Tutto questo a poco più di una settimana dall’udienza preliminare sul rinvio a giudizio Foto Corrierediragusa.it

Ci potrebbe essere una svolta nell´inchiesta sull´uccisione di Loris Stival: nel carcere di Agrigento, dove è detenuta per il delitto, è in corso l´interrogatorio di Veronica Panarello (foto), accusata dell´orrendo delitto. È stata la madre del bambino di 8 anni, strangolato e gettato in un canalone il 29 novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, a chiedere di essere sentita. La sta interrogando il sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, alla presenta del legale della donna, l´avvocato Francesco Villardita. Veronica Panarello ha sempre protestato la sua innocenza, sostenendo di avere accompagnato il giorno della morte di Loris il bambino a scuola. Una bugia per Procura, Gip, Tribunale del riesame e Cassazione, svelata dalle telecamere del paese. Il 6 novembre scorso cambia in parte la sua versione e al marito, Davide Stival, al quale ha chiesto telefonicamente di andarla a trovare in carcere, rettifica la sua ricostruzione del maledetto 29 novembre 2014: non ha portato Loris a scuola, ma ribadisce che non l´ha ucciso lei.

Un primo cedimento Veronica Panarello era sembrato averlo il 6 gennaio scorso durante un altro incontro in carcere col marito, intercettato dalla polizia di Stato e dai carabinieri e inserito negli atti depositati alla Procura di Ragusa: «Può essere che hai ragione tu - affermò in quel caso la donna - può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola, ma che invece lui sia rientrato a casa. Ma quando sono tornato non c´era più». Per fare però subito un passo indietro:«E se mi ricordassi la scena del giorno prima?». Per l´uccisione di Loris la Procura di Ragusa ha chiesto il rinvio a giudizio di Veronica Panarello. L´udienza preliminare davanti al Gup è fissata per il prossimo 19 novembre.

LA NUOVA VERSIONE DEI FATTI DELLA PANARELLO
Veronica Panarello ha accompagnato a scuola oppure no quella fatidica mattina del 29 novembre 2014 Loris, il figlioletto di 10 anni che secondo la procura di Ragusa lei stessa ha ucciso per poi liberarsi del cadavere? Il dubbio su uno dei capisaldi dell’inchiesta viene insinuato dalla stessa madre di Loris in un colloquio con il marito Davide Stival, avvenuto nel carcere di Agrigento lo scorso 6 novembre. «Quella mattina non ho accompagnato Loris a scuola, potrebbe essere tornato a casa e aprire la porta con le chiavi di riserva, ma io non l’ho trovato né tantomeno l’ho ucciso». Una nuova versione dei fatti che è agli antipodi rispetto a quanto finora sempre dichiarato dalla stessa Panarello, ovvero di essere certa di aver accompagnato quel giorno il bambino a scuola e di averlo fatto scendere nei pressi della cancellata d’ingresso. Ora invece spunta questa nuova versione che nessuno si sente di confermare, ma neanche di smentire. L’avvocato Francesco Villardita, difensore di fiducia della Panarello, si è chiuso in un totale silenzio stampa. Da noi contattato ieri sera al telefono il penalista ha tagliato corto: «Non commento perché non parlo di quanto accaduto, ma tengo a precisare che queste presunte dichiarazioni della mia assistita al consorte non mutano la linea difensiva, né il rapporto di fiducia in essere tra avvocato e cliente».

Villardita quindi non conferma né smentisce, mentre la procura di Ragusa non si pronuncia, invitando tutti mantenere un atteggiamento cauto in questa fase delicata della vicenda. Ma dove sta la verità? La Panarello ha davvero riferito al marito questa nuova versione? E se sì, perché solo ora? E’ a questo punto ipotizzabile una nuova strategia difensiva proprio in vista dell’udienza preliminare fissata per il prossimo 19 novembre in cui il gup dovrà decidere se rinviare a giudizio Veronica Panarello per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla parentela e occultamento di cadavere, come richiesto dalla procura. Ma una spiegazione in tal senso potrebbe fornirla solo l’avvocato difensore, che invece, come accennato, si è chiuso in un silenzio assoluto.

E così questo ulteriore sviluppo della contorta vicenda che si tinge di giallo presenterebbe una Panarello piena di dubbi e confusione che però avrebbe testualmente dichiarato al marito Davide Stival: «Quella mattina il bambino io non l’ho accompagnato a scuola». Ma, seguendo questa nuova tesi, perché il bambino sarebbe rientrato a casa da solo appena pochi minuti dopo essere uscito con la madre e il fratellino minore per andare a scuola? E per quale motivo poi Loris se ne sarebbe di nuovo andato di casa? Era da solo o in compagnia di qualcuno? La donna, difatti, sostiene di non averlo trovato nell’appartamento quando rincasò per prendere «un passeggino da consegnare ad un’amica». Da notare che in precedenza la Panarello ha sempre detto di aver dimenticato l’agendina che le sarebbe servita per il corso di cucina al quale doveva recarsi al castello di Donnafugata.

Questo presunto quanto netto cambiamento nella linea difensiva della donna potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore con una deposizione ufficiale davanti ai pm, per cambiare quella versione originaria che i magistrati hanno sempre ritenuto essere piena delle «bugie di Veronica». La donna, al di là di questa nuova e presunta versione, apparirebbe comunque «confusa nei ricordi» di quel tragico giorno in cui poi il bimbo venne trovato morto, strangolato con una fascetta di plastica, in fondo a un canalone in contrada Vecchio Mulino. «Può essere che hai ragione tu, può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola, ma che invece lui sia rientrato a casa. Ma quando sono tornata non c’era più». Questo quanto la donna avrebbe dichiarato al marito, per poi aggiungere: «E se mi ricordassi la scena del giorno prima? Perché quella mattina (il 29 novembre, n.d.r.) il bambino io non l’ho accompagnato a scuola. Loris è salito a casa da solo, usando il portachiavi con l’orsacchiotto» che la donna aveva detto di avere lasciato a casa.

In mezzo a questo marasma, resta, almeno per ora, uno solo punto fermo: la proclamazione d’innocenza della Panarello che ha ripetuto al marito anche in quest’ultimo colloquio di non aver ucciso il loro figlio.


Signora Panarello adesso basta!
11/11/2015 | 19.44.39
Giovanni48

L´unica verità, mi spiace dirlo, è che questa donna non è più credibile. Se ciò che ha dichiarato è vero, sono due le cose: o finge di essere fuori di testa su consiglio del suo avvocato per impugnare l´infermità mentale, oppure lo è veramente e ciò significa che potrebbe essere stata veramente lei a commettere l´omicidio. Come Annamaria Franzoni.


Ma da dove viene fuori questa notizia?
11/11/2015 | 10.56.18
Sebaleone

Si tratta di una notizia di cui non si conosce la fonte. Quindi che valore può avere? Piuttosto quest´ultima vicenda può aiutare a capire da dove potrebbero provenire eventuali trame contro la signora Panarello.