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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 816
RAGUSA - 05/11/2015
Cronache - E’ successo in un palazzo di via Maqueda

Lasciato dalla moglie voleva uccidersi

Alla vista della consorte l’uomo si è calmato ma la donna doveva salire da sola Foto Corrierediragusa.it

I militari della stazione carabinieri di Ragusa Ibla sono riusciti a fermare all’ultimo momento un aspirante suicida che si stava lanciando dalla finestra di un palazzo di via Maqueda. Intorno alle 10 direttamente sul cellulare del comandante della stazione di Ibla è giunta una chiamata da parte di una vecchia conoscenza di quel reparto, un 30enne già residente a Ibla ma ora sottoposto agli arresti domiciliari in via Maqueda. L’uomo riferiva al maresciallo di essere seduto sul davanzale della finestra pronto a lasciarsi cadere nel vuoto se non avesse riavuto sua moglie. Quest’ultima da pochi giorni, dopo un litigio tra coniugi, se n’era ritornata a Ibla lasciando il marito da solo chiuso in casa. Il sottufficiale e il suo vice di corsa sono andati a casa della donna, l’hanno presa e portata dal marito. Arrivati a via Maqueda hanno trovato un’autopattuglia della polizia e una squadra di vigili del fuoco. I poliziotti stavano già negoziando con l’uomo nel tentativo di farlo desistere ma lui era irremovibile: avrebbe parlato solo con la moglie e da soli.

Alla vista della consorte l´uomo un po’ s’è calmato ma è rimasto irremovibile sul fatto che la moglie dovesse salire da sola. Con non poca fatica il comandante della stazione di Ibla è riuscito a convincerlo che sarebbe entrato lui con la donna. Arrivati alla porta di casa, con l’altro militare e i due poliziotti dietro nascosti e pronti a intervenire, i due sono entrati ma la situazione è presto precipitata.

Alla richiesta dell’uomo, la moglie ha detto che mai sarebbe rientrata a casa. A questo punto lui ha guardato la finestra e s’è messo a correre. Il maresciallo, già pronto ad ogni evenienza, con un balzo ha letteralmente placcato l’aspirante suicida che ha iniziato a dimenarsi violentemente per divincolarsi dalla presa. Fortunatamente i tre operatori che erano sulle scale sono entrati e quindi in superiorità numerica sono riusciti a immobilizzarlo e riportarlo alla calma.

A questo punto l’ambulanza ha portato l’uomo, psicologicamente scosso, al pronto soccorso, e da qui al reparto psichiatria del «Paternò Arezzo».
Il sottufficiale ha subito lo stiramento di un tendine del gomito e ne avrà per dieci giorni. Sentito il Pubblico Ministero, i carabinieri hanno spostato il domicilio dell’arrestato a Ibla presso i suoi genitori così da permettergli di avere la vicinanza di persone care.