Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 969
RAGUSA - 22/10/2015
Cronache - Manette per Diego Riccobono e per il complice Bettabghor Rachid

Un 15enne picchiato e sequestrato: 2 arresti

Un terzo complice, che ha assistito passivamente al pestaggio, se l’è cavata solo con una denuncia Foto Corrierediragusa.it

Volevano spassarsela a tutti i costi con due ragazze di 15 anni e pur di soddisfare le loro voglie non hanno esitato a sequestrare un ragazzino minorenne coetaneo delle adololescenti, portandoselo via in auto da Chiaramonte Gulfi fino a Ragusa. Qui hanno pestato a sangue il ragazzino, rompendogli il setto nasale e abbandonandolo alla stazione, dove la polizia lo ha trovato sanguinante e sotto shock. C’è voluto poco per ricostruire l’assurda vicenda che ha portato gli agenti dritti sulle tracce del 36enne ragusano Diego Riccobono e del suo complice Bettabghor Rachid, algerino di 40 anni (da sx nella foto): entrambi sono stati arrestati per sequestro di persona aggravato e lesioni in concorso. Un terzo complice, che ha assistito passivamente al pestaggio, se l’è cavata solo con una denuncia in stato di libertà: si tratta del 25enne D.D. di nazionalità rumena. Tutto era cominciato martedì sera in un bar di Chiaramonte, dove la comitiva di bulli aveva adocchiato le ragazze. Poi se la sono presa con il 15enne per farsi dire dove trovarle. Il giovane non ha aperto bocca e così è stato sequestrato, picchiato e abbandonato per strada.

Era stato il fratello della vittima a telefonare al 113. Le indagini e le testimonianze raccolte hanno consentito agli investigatori di chiudere il cerchio in poco tempo. Il 15enne, che sarebbe stato minacciato di morte se avesse aperto bocca sulla vicenda, è stato trasportato in ospedale, mentre per i suoi aggressori si sono spalancate le porte del carcere. Ora rischiano fino a 12 anni di reclusione.